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03 Dicembre 2021 - 23:04
Hanno provato in tutti i modi a cercare un dialogo con la direzione generale dell’Asl To4 (Stefano Scarpetta ndr), ma non ci sono riusciti. Sordi (sordo) ad ogni sollecitazione. Un muro di gomma. Una roba mai vista prima, nè quando c’era Lorenzo Ardissone, nè con il commissario Luigi Vercellino. Di questo si sono lamentati, venerdì scorso, in conferenza stampa i rappresentanti di Cgil, Cisl Uil di Ivrea e Alto Canavese. Tra la mani alcuni foglietti con le ubicazioni delle nuove Case di Comunità e degli ospedali di comunità previste dal Pnrr (piano nazionale di ripresa e resilienza), peraltro con alcune divergenze rispetto ad altre bozze. “Si stanno decidendo investimenti per rafforzare la rete socio sanitaria- ha messo le mani avanti Luca Cortese della Uil - Con le Organizzazioni sindacali l’atteggiamento della Regione non è stato dei migliori, quello dell’Asl To4 anche peggiore. Siamo stati convocati il 4 ottobre ma ci han detto che ancora non avevano le idee chiare. Si erano presi l’impegno di far convocare una riunione con i responsabili dei Distretti che stiamo ancora aspettando....”. Il direttore generale? Non lo conoscono. “E dire - scuote la testa Cortese - che in piena campagna vaccinale, e anche nei mesi precedenti, abbiamo sempre cercato di portar via loro meno tempo possibile. Ritenevamo che fosse più utile spenderlo per l’emergenza. Speravamo che questo gesto fosse apprezzato. Evidentemente non è stato così... Una situazione drammatica. Questo è un piano calato dall’alto...”. E se per Angelica Liotine (Cgil) il fatto grave è che nell’elaborazione del nuova “medicina territoriale” si sia tenuto conto solo del numero degli abitanti e non anche della loro dispersione sul territorio, delle infrastrutture, delle reti internet, dei medici di famiglia come presidio e della presenza del privato per Stanislao Patalani (Cisl) le altre Asl piemontesi si sono comportate meglio presentando e discutendo prima quel che avevano immaginato. “Abbiamo deciso di muoverci sulla base di documenti che neanche sappiamo se sono corretti ....” ha inforcato Patalani. Vergoognoso è poi che l’Asl To4 abbia escluso da qualsiasi ragionamento pure i sindaci che avrebbero dovuto essere informati per primi. Ed è a loro che si sono rivolti i sindacati. A Stefano Sertoli di Ivrea, ad Alberto Rostagno di Rivarolo, a Luigi Sergio Ricca di Bollengo, a Pasquale Mazza di Castellamonte e Giovanna Cresto di Cuorgnè “Dobbiamo fare delle forzature - li ha esortati Cortese - Dovete venirci dietro...”. “Sul Pnrr ma anche sul pronto soccorso di Cuorgnè chiuso da due anni ...” si lancia in avanti Liotine. E su questo qualcosa da dire ci sarebbe non foss’altro che Sertoli è il presidente della Conferenza dei sindaci e avrebbe potuto convocarla anche due volte alla settimana esercitando un ruolo politico che gli compete da statuto. E invece? Invece, con motivazioni alla Secco di “zerocalcare” (E io che ne so, andiamo a prenderci un gelato) ha preferito fottersene preferendo farsi telecomandare dal direttore generale dell’Asl To4 e quest’ultimo a sua volta dall’Assessore regionale. Liborio La Mattina
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