Oggi, sul regionale delle 7,42 in partenza da Ivrea e diretto a Torino, insieme al consigliere comunale, nonchè pendolare, Andrea Benedino, sono saliti anche i consiglieri regionali Mauro Salizzoni e Alberto Avetta.
Manco a dirlo la situazione era identica e uguale a quella dei venerdì, dei giovedì e dei mercoledì precedenti. Troppa gente nei corridoi. Tuttia respirare un sull’altro. Una roba da terzo mondo già in tempi normali, gravissima in tempi di pandemia...
Allibito Avetta. “Abbiamo voluto condividere con i pendolari l’esperienza di viaggiare da Ivrea a Torino -ci racconta - Un modo per toccare con mano i disagi e disservizi, che i pendolari da mesi denunciano e documentano, per testimoniare la nostra vicinanza a chi ogni giorno è costretto a subire questa odissea per andare a lavorare o studiare, e per ribadire ancora una volta alla Regione Piemonte che non si può più tollerare un trasporto pubblico locale ridotto in queste condizioni...”“Se uno vuole avere una precisa definizione del termine “sovraffollamento - stigmatizza Salizzoni - il treno delle 7,42 è davvero il posto giusto per prendere il Covid19. Quanto ho visto questa mattina è inaccettabile dal punto di vista sanitario. Per fortuna i pendolari sono responsabili e adoperano tutti la mascherina, ma le condizioni in cui sono costretti a viaggiare costituiscono una fonte di pericolo, peraltro senza controlli adeguati».
L’Europa e il Governo investiranno più di 30 miliardi del PNRR sulla mobilità sostenibile, che in granparte saranno destinati al trasporto ferroviario.
“Il tratto Aosta-Ivrea sarà elettrificato - commentaAvetta -Ma si deve lavorare per il raddoppio dei binari. Resta inoltre urgente il tema del rapporto tra il Piemonte e la Valle d’Aosta, le cui criticità finiscono per compromettere la qualità del servizio sulla linea Aosta-Ivrea-Torino. Non è più un mistero che la Valle d’Aosta stia pensando ad una tariffazione diversa per i treni di sua competenza, oltre alla soppressione delle stazioni intermedie che solo temporaneamente siamo riusciti a scongiurare. Ma la tariffazione diversa sarebbe la batosta finale sui canavesani”.Il problema
Il problema - come si è già sottolineato più e più volte - sono i bimodali acquistati a peso d’oro dalla Regione Valle D’Aosta e che non possono essere allungati. Epperò di tornare a far correre sulle rotaie le vecchie carrozze, proprio non se ne parla.
Primo, perchè la decisione deve essere presa anche e soprattutto dalla Valle d’Aosta.
Secondo, perchè Trenitalia, a questa storia del sovraffollamento non ci crede poi così tanto.
S’aggiunge che, all’occorrenza, si starebbero mettendoa disposizione autobus sostitutivi, quindi il problema non c’è!
L’ufficio relazioni con il pubblico, da noi contattato, parla di una linea che, di solito, non necessitàdi autobus di rinforzo se non per esigenze straordinarie.
“Le norme - ci informano -impongono il rispetto dell’80% di occupazione massima dei posti totali omologati del treno, sia di quelli a sedere, sia di quelli in piedi....”
Detta in numeri, per ogni bimodale, l’80% significherebbe non meno di 263 passeggeri, di cui 197 seduti e tutti gli altri nei corridoi. Insomma non sarebbe così facile raggiungerel’over booking.
“In caso di necessità i passeggeri vengono informati di eventuali attivazioni di bus attraverso tutti i canali di vendita di Trenitalia - aggiungono - Oltre che per esigenze pianificate, il bus può supportare il treno anche in caso di eventi non previsti: in queste occasioni i viaggiatori vengono tempestivamente informati dal capotreno e dagli annunci in stazione....”.
A microfoni spenti, poi, Trenitalia aggiunge che, di solito, le foto pubblicate sui socialsembrano scattate nel momento in cui il treno sta arrivando a Torino Porta Susa e ci si prepara a scendere. A loro dire lo si evincerebbe dal buio che trapela dai finestrini.
“Non stiamo dicendo che non ci crediamo - corregge il tiro Trenitalia -Ma esistono delle regole che non abbiamo inventato noi. A noi spetta solo applicare la normativa....”.
Di certo c’è che il post di mercoledì scorso del consigliere comunale Andrea Benedino, con l’ennesima foto di gente ammucchiata nel corridoio non è passato inosservato.
“Sinceramente - scrive Benedino - non so se ci fosse il bus sostitutivo anche perché come molti pendolari lascio la macchina al Movicentro e quindi arrivo al binario senza passare dal piazzale della stazione....”
Quasi in contemporanea la lettura di un articolo su La Sentinella con più o meno le stesse dichiarazioni che RFI ha rilasciato anche noi.
“Ma che è sta roba - commenta Benedino - Apparizioni e sparizioni? A volte il pullman sostitutivo c’è altre no. Chi lo sa? Buttate un occhio ai bus fermi sul piazzale, magari è quello sostitutivo....Ma che diavolo di servizio pensano di proporre?? L’unica soluzione sensata è ripristinare per i treni negli orari di punta il cambio ad Ivrea per i viaggiatori valdostani e l’utilizzo dei treni con un maggior numero di carrozze da Ivrea a Torino (e viceversa per il ritorno).”In consiglio
Del problema assembramenti sulla linea ferroviaria Torino-Aosta se n’è parlato anche in un recenteconsiglio comunale grazie ad una mozione del Pd.
Al centro del dibattito la necessità di far sedere attorno ad un tavolo (e lo deve fare il sindaco Stefano Sertoli) gli assessori regionali ai trasporti del Piemonte e della Valle d’Aosta per risolvere una volta per tutte il problema dell’esiguità delle carrozze negli orari di punta. Un problema che c’era anche prima della pandemia e che avrebbe dovuto essere risolto proprio in ragione di essa.
E invece? Invece la Valle d’Aosta ha investito sui treni bimodali, composti da sole tre carrozze e non allungabili. Prima della pandemia li utilizzava solo in momenti “morti” della giornata, da qualche mese ha cominciato a farli viaggiare anche negli orari di punta, al mattino e alla sera.
Dopodiché c’è un problema. C’è che decide tutto la Valle d’Aosta e il Piemonte sta a guardare.“Non è accettabile che decidano loro anche per noi… – aveva inforcato Fabrizio Dulla del Pd chiedendo al sindaco di affrontare con serietà questo argomento – Gli appalti della Valle d’Aosta si basano principalmente su risorse ministeriali. Il denaro pubblico è anche dei piemontesi….”.
Dello stesso avviso l’assessore Giuliano Balzola. “Cinque vagoni non erano sufficienti anche prima della pandemia – ha concordato – La Valle d’Aosta fa viaggiare i bimodali per evitare la rottura di carico…. L’assessore regionale piemontese mi ha mandato una nota sui passi compiuti, ma in questo momento manca l’assessore regionale valdostano…”.
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