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09 Giugno 2021 - 11:08
Proseguono i lavori di manutenzione dell’archivio della Biblioteca civica.
«La biblioteca è suddivisa in tre sale — spiega la responsabile Silvana Sapino —. La prima sala è quella dedicata al ricevimento degli utenti dove, nei mesi in cui il governo vietava l’ingresso ai locali della biblioteca, effettuavamo il prestito libri sulla soglia. Oltre a questa vi sono altre due sale che attualmente sto riorganizzando. Purtroppo, molti libri non sono mai stati letti, causa usura o infelice collocazione, perciò occorre dare loro maggiore rilevanza».
Le procedure gestionali in grado di garantire la conservazione e la fruizione al pubblico dei libri (Inventariazione, Catalogazione, Collocazione e Manutenzione) stanno richiedendo molto tempo ed energie.
«Qui nella seconda sala — prosegue Silvana Sapino, invitandomi a visitare le stanze dell’archivio — molti libri appartenenti alla letteratura americana erano in pessime condizioni, di conseguenza ho dovuto sostituirne le copertine e risistemarli. Inoltre, sullo scaffale adiacente vi sono ancora libri che devo trasferire nella prima sala dedicata, appunto, alla letteratura italiana».
Un lavoro meticoloso e culturalmente rilevante quello della bibliotecaria che in questi mesi si è divisa tra la manutenzione dell’archivio e l’aumentata richiesta di libri a causa della lunga permanenza a casa degli olianicesi per il COVID-19.
«Nell’ultima sala — prosegue — troviamo libri della tradizione piemontese e molti libri di cucina medievale poiché Oglianico è famosa per la Cena Medievale che si svolge durante la festa delle “Idi di maggio”».
Una cena in costume dove antichi sapori in piatti di coccio si mischiano alle suggestioni dell’illuminazione a lume di candela, con la partecipazione di musici, giocolieri e danzatrici.
La Sapino, allieva della scuola di piemontese di Castellamonte, è anche autrice di un libro dal titolo piuttosto irriverente, come d’altra parte le storie che racconta: “CIAPA LÌ! PICCOLE STORIE DI SANTI E DIAVOLI NELLA TRADIZIONE POPOLARE”. Il libro, il cui testo è in piemontese con relativa traduzione in italiano, è pubblicato da Priuli e Verlucca Editori e racconta storie — “conte”, in piemontese— tratte dalla tradizione popolare. Le conte, perlopiù di ispirazione contadina, sono state ripensate negli stilemi della lingua piemontese e da questa ritradotti in lingua italiana in una sorta di fabulazione di veglia in veglia, di lingua in lingua.
«Il tema dominante — spiega Silvana Sapino — è rappresentato dall’eterno conflitto tra le forze del bene, che un tempo si pensava proteggessero gli animali e i raccolti garantendo, quindi, prosperità alla famiglia, e quelle del male, che colpivano attraverso siccità, alluvioni e morie di bestiame. A tutte le storie è stato aggiunto un pizzico di pepe per renderle più appetibili. E soprattutto ho evitato di inserire le parti più moralizzanti, in quanto mi deprimeva il solo pensiero…».
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