NOLE/VILLANOVA/GROSSO. Davide Arminio, classe 1988 di Nole, è stato riconfermato segretario del Partito Demo- cratico di Nole, Villanova e Grosso durante il congresso del circolo tenutosi a Nole lunedì 21 febbraio. Con lui è stato eletto il consiglio direttivo, composto da Loredana Scolari, Clara Caratozzolo, Valeria Castellar, Luigina Gugliermetti, Andrea Gamalero e Roberto Viano; inoltre Valeria Castellar è stata nominata delegata del circolo all’assemblea metropolitana.
Hanno votato dieci iscritti sui quattordici militanti del circolo. I militanti si sono inoltre espressi in favore di Marcello Mazzù come Segretario metropolitano. L’introduzione del congresso è stata curata da Mara Milanesio, del PD di Caselle. Milanesio ha parlato largamente di Marcello Mazzù, asserendo che la sua è stata una candidatura all’insegna di una “visione Metropolitana del Partito”, attenta cioè ai problemi delle aree metropolitane.
Dopodiché si sono svolte le procedure di voto che hanno visto Davide Arminio, unico candidato alla segreteria, ri- confermato alla guida del Partito. Il suo documento programmatico, “Persone, Paese, Partito”, insisteva su tre temi che prendono il nome dal titolo della mozione. Per quanto riguarda le Persone, Arminio ha scritto che “dobbiamo prenderci cura delle persone fragili della società, degli ultimi e dei disillusi: giovani, donne, minoranze, famiglie nel disagio; lo possiamo fare, come Circolo, continuando a sollecitare elaborazioni sui temi che li riguardano e spi- gendo, coi canali che ci sono possibili, per politiche pubbliche adeguate a sostenere fragilità e aspirazioni. Noi siamo la loro voce e dobbiamo trasformare la loro frustrazione e magari anche la loro rabbia in parole e azioni capaci di trasformare la realtà”.
Per quanto riguarda il Paese, nel documento Arminio si è concentrato sia sulla dimensione comunale (paese con la p minuscola) sia sulla dimensione territoriale ed extra-co- munale (Paese con la P maiuscola). Queste due dimensioni, per il segretario, devono essere i teatri della progettualità politica per eccellenza.
Per terzo c’è il partito su cui Arminio ha scritto invocando la necessità di agire in concordanza tra i circoli teritoriali. Noi abbiamo approfittato del congresso per fare due chiacchiere con lui, scambiando idee a proposito di temi importanti.
Davide, sei stato riconfermato alla guida del Pd locale. Come proseguirai l’attività già cominciata?
Sono contento di proseguire con le attività del nostro gruppo di lavoro e di provare a incidere sul territorio. Essendo noi un gruppo sovra-comunale ci piacerebbe che le amministrazioni cogliessero la stessa nostra prospettiva, lavorando in ottica sovra-comunale e dando linfa ai comuni del ciriacese, che in questi anni, anche a causa delle loro amministrazioni, hanno perso un po’ di quella spinta propulsiva che hanno avuto
Vorremmo che le amministrazioni locali ragionassero seguendo una prospettiva sovracomunale da tempo. Villanova e Grosso, soprattutto, non sono confluiti in nessun gruppo comunale, ma crediamo che farebbero una buona scelta mettendosi assieme e cercando degli obiettivi comuni. La politica locale avrebbe bisogno di pensare un po’ più in largo, uscendo dall’ombra dei campanili e immaginando questo territo- rio come una cosa sola. Altri territori sono più bravi a fare rete e ottengono più risultati. Inoltre, ci sono sfide che un Comune da solo non può vincere né affrontare, come ad esempio i trasporti, la cura dell’am,biente e l’economia. Bisogna lavorare assieme, e noi cercheremo di sollecitare, lavorando anche con gli altri circoli, questo approccio più sovracomunale.
Alzandoci di scala, il tuo partito esprime Stefano Lorusso come Sindaco metropolitano: è stato eletto da troppo poco tempo per poter giudicare, ma cosa pensate possa fare in futuro per i piccoli comuni?
Siamo contentissimi dell’elezione di Lo Russo, ma il suo mandato è cominciato da pochissimo ed è presto per giudicare.
Abbiamo avuto la fortuna di ospitarlo in campagna elettorale e abbiamo visto che c’è in lui e nella sua squadra quella visione territoriale di cui parlavo prima. Questo perché anche Torino deve guardare all’area metro- politan. Bisogna lavorare, per quanto sia difficile, pianificando lo sviluppo della Città Metropolitana come fosse una cosa sola, anche perché i destini della città sono legati a doppio filo con quelli del territorio, e i destini del territorio sono a loro volta legati a quelli della città.
Per affinità politica ci sembra che il lavoro di lo Russo stia andando in questa direzione. Abbiamo anche apprezzato alcune nomine in Città Metropolitana che valorizzano la provincia e la prima cintura. Speriamo di poterci confrontare presto coi nostri rappresentanti in Città Metropolitana per continuare il lavoro che ci attende in questi prossimi cinque anni.
A livello nazionale voi sostenete il Governo Draghi: cosa pensate possa fare e cosa ha o non ha già fatto per i piccoli comuni come i nostri?
L’esperienza del governo Dra- ghi, per quanto eccezionale, è quasi dovuta in questo mo- mento. Crediamo che debba continuare fino alla naturale scadenza della legislatura. La vera sfida di questo Governo sono i fondi del Pnrr, e non si tratta solo di averli ma anche di amministrarli e spenderli correttamente. Il nostro siste- ma-paese e i nostri livelli ter- ritoriali non sono sempre stati in grado di farlo. Dunque, il primo auspicio è che venga posta la massima attenzione su uso e erogazione di questi fondi. Devono essere spesi fa-
cendo attenzione ai bisogni del territorio. Il segretario Letta parla del rilancio delle aree interne, e anche se noi non siamo propriamente tali siamo un’area periferica, e quindi crediamo che la sfida di ripopolamento e rinnova- mento della qualità della vita delle nostre aree necessiti di una pianificazione, sia in fatto di soldi sia in fatto di idee e di visione. I soldi traducono in concreto un’idea, ma se l’idea non c’è i soldi vengono spesi a caso. E questo, al momento, non possiamo proprio permet- tercelo.