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Verolengo

La fuga di Andrei, la corsa sui binari e la morte del bambino di 9 anni: "I compagni di classe oggi erano tristi"

La tragedia del piccolo che si è allontanato dalla comunità di Borgo Revel ha sconvolto il paese. Il dolore della scuola, lo sgomento del sindaco e le parole del responsabile della Cooperativa "Crescere Insieme" che ha in carico i bambini fragili

La nebbia questa mattina è fitta sui binari della linea ferroviaria Chivasso-Alessandria, a Borgo Revel. Nella frazione il freddo è quasi siberiano: dalla sp 31bis si fa fatica a vedere al di là dei binari ferroviari lungo cui è cresciuto questo piccolo agglomerato di case sotto il Comune di Verolengo, ultimo lembo della provincia di Torino verso Vercelli.

E’ qui, su questi binari e su questa massicciata, che ieri sera poco prima dell’ora di cena è stato trovato il corpo del piccolo Andrei Revene, nove anni appena, origini moldave, scappato dalla comunità per minori Mafalda dove era arrivato solo un mese fa.

I binari della linea ferroviaria dove è stato ritrovato il corpo del bambino

Andrei Revene è morto mentre correva sui binari. Scappava verso Chivasso e Torino. E’ la seconda volta che fuggiva dalla comunità: la prima il 2 gennaio, quando venne rintracciato dai carabinieri alla stazione di Chivasso.

Andrei è stato travolto da un regionale diretto ad Alessandria, ma a dare l’allarme ai carabinieri e alla Polfer è stato il macchinista del treno successivo, intorno alle 19. 

Dove voleva andare Andrei? Ha ancora dei parenti, come la mamma, o è orfano? Come ha fatto a fuggire dalla comunità che si occupa di ragazzini fragili allontanati dalle famiglie? La sua storia è ancora un mistero.

A questi interrogativi dovranno dare una risposta gli investigatori della Polfer coordinati dal procuratore capo di Ivrea Gabriella Viglione. 

La procuratrice capo di Ivrea Gabriella Viglione

Il referente della Comunità: "Gli operatori sono sconvolti"

E’ una tragedia, che dobbiamo dire? Oggi un bambino di 9 anni non c’è più”.

Mauro Maurino, uno dei responsabili della Cooperativa Crescere Insieme di Torino che opera nella Comunità Mafalda e che si occupa di otto minori, tra cui Andrei, è senza parole.

Mauro Maurino referente della cooperativa Crescere Insieme di Torino

Stiamo cercando di ricostruire come sono andate le cose - spiegava ieri sera ai microfoni dei primi cronisti giunti a Verolengo - . Il bambino non era molto tempo che era da noi: purtroppo la sua storia siamo in grado di ricostruirla solo in modo parziale. Non possiamo che aspettare che le indagini facciano il loro corso”.

Maurino parla a nome di tutta la comunità. “Gli educatori sono sconvolti per quello che è accaduto - prosegue -. Le tragedie sono frutto di una serie di eventi e di coincidenze per cui non si può più tornare indietro. Il nostro mestiere è quello di proteggere i bambini, che spesso arrivano qui con storie davvero pesanti alle spalle: purtroppo sono successe cose che non siamo ancora in grado di ricostruire nel dettaglio. Toccherà alla magistratura farlo: gli operatori hanno dato l’allarme, hanno cercato Andrei ovunque, tutto quello che potevano fare l’hanno fatto. In trent’anni che opera la Comunità Mafalda qui a Borgo Revel non era mai successo qualcosa di simile”. 

Bisognerà trovare le parole giuste. Anche per informare gli altri ospiti della piccola comunità per minori, che Andrei non c’è più.

A scuola uno psicologo pronto a supportare i compagni di classe

Nel paese di Verolengo oggi è il giorno del dolore.

Andrei Revene, che avrebbe compiuto dieci anni il prossimo 3 marzo, frequentava la terza B della scuola elementare. Era arrivato pochi giorni prima del Natale.

Questa mattina è toccato alle insegnanti dire ai suoi diciassette compagni di classe perché il banco di Andrei è vuoto.

La scuola dell'infanzia e primaria di via Thaon di Revel a Verolengo

I compagni di Andrei questa mattina erano tutti un po’ provati e tristi - racconta la dirigente scolastica Stefania Leonardi -. Abbiamo uno psicologo di istituto che ci supporta e valuteremo se sarà necessario il suo intervento. Al momento la situazione è stata gestita dalle tre insegnanti della classe”.

Andrei - prosegue la dirigente - era arrivato da poche settimane e frequentava ancora le lezioni con orario ridotto. Parlava poco l’italiano. Da quello che mi è stato riferito, so che arrivava da Torino e che non aveva una vita semplice. Ne aveva già viste tante, come spesso capita ai bambini che vengono accolti dalla comunità Mafalda”.

Il sindaco Borasio: "Come ha fatto il treno a non accorgersi che c'era un bambino?"

Ultimamente non ho più avuto contatti con la comunità Mafalda, non conoscevo questo bambino”. Il sindaco Luigi Borasio è anche lo storico medico condotto del paese.

Anche lui non sa darsi una spiegazione di cosa possa essere successo.

Luigi Borasio sindaco di Verolengo

Bisogna capire che cosa è successo, chi ha la responsabilità di quello che è accaduto, com’è morto questo bambino - spiega il sindaco -. E’ ancora presto per poter giungere a delle conclusioni. Mi chiedo solo come ha fatto a scappare e com’è possibile che non sia stato visto sui binari: in questa tratta ferroviaria i treni non transitano ai 300 chilometri orari, sono tutti treni passeggeri che fanno fermata in stazione a Borgo Revel tranne quelli che trasportano le merci. Vedremo che cosa si saprà nei prossimi giorni”.

Quando si spera che anche questa brutta nebbia, che oggi avvolge tutto a Borgo Revel, si possa finalmente essere levata.

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