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Verolengo
16 Gennaio 2024 - 11:59
La nebbia questa mattina è fitta sui binari della linea ferroviaria Chivasso-Alessandria, a Borgo Revel. Nella frazione il freddo è quasi siberiano: dalla sp 31bis si fa fatica a vedere al di là dei binari ferroviari lungo cui è cresciuto questo piccolo agglomerato di case sotto il Comune di Verolengo, ultimo lembo della provincia di Torino verso Vercelli.
E’ qui, su questi binari e su questa massicciata, che ieri sera poco prima dell’ora di cena è stato trovato il corpo del piccolo Andrei Revene, nove anni appena, origini moldave, scappato dalla comunità per minori Mafalda dove era arrivato solo un mese fa.

I binari della linea ferroviaria dove è stato ritrovato il corpo del bambino
Andrei Revene è morto mentre correva sui binari. Scappava verso Chivasso e Torino. E’ la seconda volta che fuggiva dalla comunità: la prima il 2 gennaio, quando venne rintracciato dai carabinieri alla stazione di Chivasso.
Andrei è stato travolto da un regionale diretto ad Alessandria, ma a dare l’allarme ai carabinieri e alla Polfer è stato il macchinista del treno successivo, intorno alle 19.
Dove voleva andare Andrei? Ha ancora dei parenti, come la mamma, o è orfano? Come ha fatto a fuggire dalla comunità che si occupa di ragazzini fragili allontanati dalle famiglie? La sua storia è ancora un mistero.
A questi interrogativi dovranno dare una risposta gli investigatori della Polfer coordinati dal procuratore capo di Ivrea Gabriella Viglione.

La procuratrice capo di Ivrea Gabriella Viglione
“E’ una tragedia, che dobbiamo dire? Oggi un bambino di 9 anni non c’è più”.
Mauro Maurino, uno dei responsabili della Cooperativa Crescere Insieme di Torino che opera nella Comunità Mafalda e che si occupa di otto minori, tra cui Andrei, è senza parole.

Mauro Maurino referente della cooperativa Crescere Insieme di Torino
“Stiamo cercando di ricostruire come sono andate le cose - spiegava ieri sera ai microfoni dei primi cronisti giunti a Verolengo - . Il bambino non era molto tempo che era da noi: purtroppo la sua storia siamo in grado di ricostruirla solo in modo parziale. Non possiamo che aspettare che le indagini facciano il loro corso”.
Maurino parla a nome di tutta la comunità. “Gli educatori sono sconvolti per quello che è accaduto - prosegue -. Le tragedie sono frutto di una serie di eventi e di coincidenze per cui non si può più tornare indietro. Il nostro mestiere è quello di proteggere i bambini, che spesso arrivano qui con storie davvero pesanti alle spalle: purtroppo sono successe cose che non siamo ancora in grado di ricostruire nel dettaglio. Toccherà alla magistratura farlo: gli operatori hanno dato l’allarme, hanno cercato Andrei ovunque, tutto quello che potevano fare l’hanno fatto. In trent’anni che opera la Comunità Mafalda qui a Borgo Revel non era mai successo qualcosa di simile”.
Bisognerà trovare le parole giuste. Anche per informare gli altri ospiti della piccola comunità per minori, che Andrei non c’è più.
Nel paese di Verolengo oggi è il giorno del dolore.
Andrei Revene, che avrebbe compiuto dieci anni il prossimo 3 marzo, frequentava la terza B della scuola elementare. Era arrivato pochi giorni prima del Natale.
Questa mattina è toccato alle insegnanti dire ai suoi diciassette compagni di classe perché il banco di Andrei è vuoto.
La scuola dell'infanzia e primaria di via Thaon di Revel a Verolengo
“I compagni di Andrei questa mattina erano tutti un po’ provati e tristi - racconta la dirigente scolastica Stefania Leonardi -. Abbiamo uno psicologo di istituto che ci supporta e valuteremo se sarà necessario il suo intervento. Al momento la situazione è stata gestita dalle tre insegnanti della classe”.
“Andrei - prosegue la dirigente - era arrivato da poche settimane e frequentava ancora le lezioni con orario ridotto. Parlava poco l’italiano. Da quello che mi è stato riferito, so che arrivava da Torino e che non aveva una vita semplice. Ne aveva già viste tante, come spesso capita ai bambini che vengono accolti dalla comunità Mafalda”.
“Ultimamente non ho più avuto contatti con la comunità Mafalda, non conoscevo questo bambino”. Il sindaco Luigi Borasio è anche lo storico medico condotto del paese.
Anche lui non sa darsi una spiegazione di cosa possa essere successo.

Luigi Borasio sindaco di Verolengo
“Bisogna capire che cosa è successo, chi ha la responsabilità di quello che è accaduto, com’è morto questo bambino - spiega il sindaco -. E’ ancora presto per poter giungere a delle conclusioni. Mi chiedo solo come ha fatto a scappare e com’è possibile che non sia stato visto sui binari: in questa tratta ferroviaria i treni non transitano ai 300 chilometri orari, sono tutti treni passeggeri che fanno fermata in stazione a Borgo Revel tranne quelli che trasportano le merci. Vedremo che cosa si saprà nei prossimi giorni”.
Quando si spera che anche questa brutta nebbia, che oggi avvolge tutto a Borgo Revel, si possa finalmente essere levata.
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