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SETTIMO TORINESE. La fanfara dei bersaglieri suona per il suo fondatore Dino Fretti

È venuto a mancare all’affetto dei suoi cari Dino Fretti, volto conosciutissimo in città, per il suo legame con la Fanfara cittadina dei Bersaglieri. Nasce a Castellucchio, in provincia di Mantova, il 17 febbraio 1931. Terzo di cinque figli, venne, in giovane età, avviato presso il Collegio a Badia Polesine per motivi familiari. 

Gli avvenimenti della seconda guerra mondiale, portarono la famiglia ad emigrare a Bolzano. A 14 anni venne assunto presso le officine Lancia di Bolzano, dapprima come fattorino poi come operaio tornitore. Durante la visita di leva, venne destinato nel corpo dei Bersaglieri, dall’allora nacque l’amore per il Corpo dei Bersaglieri, tanto che venne soprannominato dagli amici “il Bersagliere”. Sempre a Bolzano conobbe una giovane barista ventenne, Laura Carlesso, che poi, nel maggio del 1960, divenne la sua consorte. Dopo la nascita del primo figlio, Giorgio, avvenuta nel dicembre 1961, si trasferì, da solo, a Settimo Torinese. In quegli anni di boom economico, in Piemonte trovò subito lavoro dapprima alla Gimac, poi alla Sicma infine alla Gamfior. Nei primi anni ‘60 ci fu da prima il ricongiungimento con la famiglia e poi la nascita del secondogenito, Elio. Invece all’inizio degli anni ‘70 scoprì che vi era una Sezione Bersaglieri a Settimo, si iscrisse e, nel corso delle varie manifestazioni a cui partecipò, conobbe un giovane Sergente Maggiore, Vincenzo Guarano, che guidava la Fanfara del 6° Battaglione Bersaglieri “Palestro”, che aveva sede in corso Brunelleschi a Torino. L’amore per la Fanfara che “suonava di corsa” lo pervase tanto da convincere il giovane Maggiore a dare le prime nozioni di musica ai 2 figli. Nella sua mente balenò l’idea di costituire una Fanfara Bersaglieri in congedo, come ve ne erano in tutta Italia. Dopo un breve periodo di frequentazione nella Fanfara “La Marmora” di Torino, ed acquisita una certa familiarità con l’organizzazione, propose al Presidente Zen la costituzione della Fanfara a Settimo. L’entusiasmo fu tale che nel 1977 la Fanfara fece il suo debutto. Una serie di avvenimenti portarono a proporre il figlio più giovane a diventare il Capo Fanfara, nel 1979, ed è proprio lui a raccontarci alcuni anedoti di quel periodo: “Mio padre cominciò a girare in lungo ed in largo alla ricerca di bersaglieri in congedo ed anche musicanti di Banda per rimpinguare la fanfara. Spesso andava a prendere e riportava a casa i più giovani rassicurando i genitori ed invitandoli a partecipare. Per parecchi di essi divenne come un secondo Papà”. Dino essendo un vero bersagliere, non si fermava un momento, così nel 1984, fondò la Fanfara Bersaglieri di Venaria Reale, intitolata a “Gildo Rebeschini”. Per altri 10 anni organizzò e sostenne la nuova formazione, sempre guidata dal figlio Elio. Quello fu un altro periodo molto intenso per il gruppo musicale. Ma per dissidi interni si sciolse e nel 1995, venne rifondata la Fanfara presso la Sezione di Settimo, che, nel frattempo, era passata nelle mani del compianto Romeo Fabbricatore, recentemente scomparso. La sua instancabile opera, si interrompeva nel 2017 dopo la morte della moglie avvenuta nel maggio 2017, decise che era tempo di smettere di correre. Anche il figlio Giorgio ci racconta un ricordo commovente: “Dopo varie vicissitudini di salute, accolse con notevole entusiasmo il tributo con cui la Fanfara, diretta dal nuovo Capo Fanfara Francesco Rotondo, lo omaggiò nel cortile della propria abitazione”. Le sue condizioni sono peggiorate nei primi mesi del 2022 fino a vederlo completamente immobilizzato a letto. Accudito amorevolmente dai due figli, termina la sua “corsa” presso l’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino, nella notte del 28 agosto 2022. I funerali sono stati celebrati nel pomeriggio di mercoledì 31 agosto.

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