C’è ancora un’opposizione nel Comune di Settimo? Nelle ultime settimane si è notato che tanti dei consiglieri presenti hanno manifestato poche idee o in qualche modo non hanno reso vita difficile a chi è al governo cittadino. Perché? Se lo chiedono in molti. A questa domanda e a tante altre ha risposto la consigliera Rosa Catenaccio, capogruppo di “Insieme per Settimo”: “Il calo è dovuto alla pandemia, io per esempio, con molto orgoglio ho dovuto prima pensare ai miei pazienti, per cui non è stato voluto. A questo punto mi sono vista costretta a declinare la mia presenza a determinati situazioni. Speriamo che la situazione possa andare a migliore”. Sulla vicenda dell’ospedale sostiene: “Questa amministrazione ha grandi responsabilità, negli ultimi giorni abbiamo fatto accesso agli atti, noi nella passata amministrazione abbiamo consegnato un ospedale in attivo. Forse questa amministrazione all’inizio si è dimenticata di ascoltare, forse, avrebbe evitato qualche piccola inclinatura e qualche passo falso”.
L'Ospedale di Settimo
L’ospedale continua ad essere la vicenda più discussa delle ultime settimane a Settimo Torinese. Una struttura sanitaria pubblica che molto probabilmente diverrà privata. Una società che è stata dichiarata in perdita. Un’amministrazione che si è detta sempre contraria alla decisione avviata dalla Regione. “Sono stata assessore alla Sanità per cinque anni nella passata amministrazione – sottolinea la consigliera Catenaccio – avevamo in mano tantissimi progetti di prevenzione, avevamo con l’ospedale un fiore all’occhiello per la città e per l’intero territorio. Adesso vederlo in questo stato mi fa davvero tanto male”.
La consigliera ci tiene a sottolineare: “Avevamo ambulatori di eccellenza guidati dai primari, abbiamo fatto nascere il consultorio per l’adolescenza, insomma c’era molto fermento in quegli anni”.
Poi cosa è accaduto?
Successivamente qualcosa è accaduto, il covid è arrivato otto mesi dopo. Io non voglio criticare nessuno, ma forse questo ospedale aveva bisogno di una cura costante, di una visione costante delle problematiche, e forse non se n’è compreso fin dall’inizio l’importanza per la cittadinanza. I due direttori generali hanno precisato, ma anche l’assessore, che è una struttura insostituibile.
Lei e “Insieme per Settimo” siete d’accordo con la posizione presa dalla Regione?
Credo che non ci fossero molte scelte. Da parte mia posso dire che si poteva, forse, all’inizio (si riferisce all’inizio del mandato dell’attuale sindaca Elena Piastra ndr), poteva fare ancora qualcosa. Sono convinta che il futuro è figlio del passato, e quindi invece che focalizzare tutto su altri punti, tralasciando la cura constante della struttura, si sarebbe potuto agire in un altro modo.
E quindi cosa si sarebbe potuto o dovuto fare per salvare l’ospedale?
Io quando ero assessore alla Sanità di Settimo ero presente costantemente, avevo rapporti con direttori, con i vari primari, avevamo instaurato un lavoro di squadra molto importante. Settimo è diventata la casa della salute, è stato un momento importante, era tutto un fermento. Anche in piena pandemia questa struttura ha fatto pienamente il suo dovere. E allora bisognava parlare con la Regione, tutelarsi dal punto di vista economico, cioè far proseguire i principi che avevano permesso all’ospedale nei cinque anni che ci sono stata io di chiudere tutte le volte in attivo.
Lei pensa che questa amministrazione non l’abbia fatto?
No, o almeno non a sufficienza. Credo che abbia sottovalutato quello che sta accadendo. Adesso purtroppo la situazione è evoluta.
Non crede che la Regione avesse potuto salvare l’ospedale di Settimo inserendolo nell’elenco di ospedale di comunità?
No, perché parliamo di due cose diverse. L’ospedale come struttura che abbiamo avuto noi, ha fatto una marea di ricoveri, se non ricordo male oltre i 2mila e vanta 235 posti letto. Quando c’è stato il taglio dei posti letto negli ospedali, ricordiamo che la nostra struttura li aveva invece incrementati. Inoltre, erano stati aperti ambulatori nuovi, come vulvologia, c’erano altri progetti con la neurologia, insomma c’erano tante possibilità. Mentre l’ospedale di comunità, che è una cosa molto intelligente, ma adattabile ad ogni località, in base alle esigenze dei vari territori, ti dà la possibilità di avere 20-30 posti. Cosa molto diversa anche dal punto di vista economico. Scambiamo 235 posti con 30?
Perché arrivare al punto di privatizzare una struttura pubblica?
Diciamo che non tutto ancora è detto. Prima cosa c’è da dire che l’attuale amministrazione ha avallato la liquidazione nel mese di settembre. Seconda cosa abbiamo delle manifestazioni di interesse, ma non vincolante. Ma in questo momento io come tutta la città siamo in attesa. L’ospedale di Settimo è una struttura, come hanno detto anche in Regione, con grandi potenzialità in una posizione strategica. E spero e mi auguro che queste persone tentino di potenziarlo. I presupposti sono stati sempre quelli. Al momento siamo ancora in una terra di nessuno. Credo che se si poteva fare qualcosa si poteva fare prima, ma non adesso. Ora non bisogna far altro che accettare questa cosa, augurarsi che rimanga pubblica o privata di altissimo livello e che possa essere raggiungibile da tutte le persone più fragili.
E’ dispiaciuta?
Mi auguro che questo patrimonio non vada perso e disperso. Da parte mia, perché lì ci sono tante energie mie e di chi ha lavorato con me, mi spiacerebbe davvero tanto, perché per me è come se fosse una mia creatura, ho lottato molto per questo ospedale. Francamente mastico amaro. Sarebbe un peccato per tutti.
Nel vostro gruppo “Insieme per Settimo” c’è ancora la presenza o “influenza” di Corgiat?
Aldo è un socio come gli altri. E’ una persona con grande professione. E’ stato un sindaco per 10 anni, da parte mia posso dire che ho lavorato con lui prima e adesso lavoro altrettanto. Si è sempre comportato con estrema correttezza, con estrema educazione e non ha mai prevaricato. Tutte le volte che noi ci incontriamo, in grande autonomia, e non ha mai prevaricato. Io non posso che riconoscerne la professionalità. Prima di fare qualcosa noi ci sentiamo tutti.
Prende ancora posizione?
Lui dà il suo parere come lo danno gli altri. E ripeto nel nostro gruppo non ha mai prevaricato. Tutti hanno la possibilità di confutare quello che uno di noi propone. La sua posizione viene vagliata tutte le volte che propone qualcosa, ma non solo la sua, ma di qualsiasi persona.