“In Italia il virus circola velocemente, i contagi sono di nuovo senza controllo, si teme la seconda ondata. La curva dei ricoveri cresce esponenzialmente”. Obbligo di mascherina all’aperto, il governo Conte vara il primo di una lunga serie di Dpcm. Restrizioni per bar e ristoranti. Niente feste pubbliche e private. Il secondo lockdown è alle porte. Era ottobre 2020. Esattamente un anno fa.
Oggi, invece l’Italia ha finalmente ripreso a vivere e respirare. Il virus c’è, ma attualmente l’Istituto Superiore di Sanità non parla di una nuova ondata, (seppur la variante Delta non è da sottovalutare) non ci sono zone rosse (nell’ultimo report dell’Iss ci sono 18 Regioni che potrebbero essere classificate a rischio moderato). Vi è stato un cambio di direzione di tutte le curve epidemiologiche: contagi, decessi, tasso di positività e terapie intensive. Sono i dati chiave per capire se l’effetto dei vaccini sull’epidemia sta funzionando.
A novembre 2020 i contagi giornalieri in Piemonte erano circa 2mila. Oggi sono pressoché un centinaio. I ricoveri giornalieri nel 2020 erano quasi 200 in terapia intensiva (non in terapia intensiva erano più di 2mila). Oggi oscillano da 0-3. I decessi un anno fa erano circa 30 al giorno. Oggi da 0-1.
Per avere maggiore contezza della situazione attuale, siamo andati nell’ospedale di Chivasso, abbiamo visitato i due dei principali reparti dove continuano ad essere ricoverati i pazienti Covid: Medicina e Terapia Intensiva, abbiamo chiesto ai dirigenti medici rispettivamente dottoressa Fiammetta Pagnozzi e dottor Enzo Castenetto, qual è oggi la situazione. Ecco cosa ci hanno risposto.Il ministro della Salute ha dichiarato che in Italia sono nettamente in calo i ricoveri, ce lo potete confermare?Pagnozzi: “Assolutamente si. Abbiamo confrontato i dati relativi ad un anno fa, a fronte di più di 40 malati ricoverati lo scorso anno, adesso i ricoveri sono solo sei. Questo è un dato quantificabile con precisione”.
Castenetto: “Nelle terapie intensive di Ivrea, Ciriè e Chivasso, dove l’anno scorso avevamo più di 30 pazienti ricoverati, tutti intubati, oggi invece ne abbiamo solo tre”.
Sono pazienti vaccinati o non vaccinati?Castenetto: “Sono tutti e tre non vaccinati. Anche i precedenti tre che erano ricoverati prima di quest’ultimi erano non vaccinati e purtroppo sono tutti e tre deceduti”.
La fascia di età dei ricoverati in terapia intensiva?Castenetto: “Siamo intorno ai 60 anni. Ma la fascia di età più frequente in terapia intensiva è dai 55 anni ai 70”.
Un anno fa i contagi giornalieri in Piemonte erano all’incirca 2mila, oggi invece sono circa 100. La differenza qual è, il vaccino?Pagnozzi: “E’ ragionevole pensarlo, un anno fa avevamo imparato nel corso dei mesi precedenti a usare le mascherine, igienizzare le mani, a non toccarci il viso, sfruttare il distanziamento sociale. Quello che non avevamo l’anno scorso a novembre, era il vaccino. La campagna vaccinale è iniziata negli ultimi giorni del 2020”.
Castenetto: “Aldilà del vaccino, che è un dato ovvio, non si può contestare. Vorrei sottolineare che dobbiamo assolutamente continuare a lavarci sempre le mani, distanziarci ancora almeno per un po' di tempo. Adesso che arriva la stagione invernale e che quindi siamo più soggetti ad ammalarci, dobbiamo continuare a rispettare queste fondamentali tre o quattro regole: mascherina, distanziamento e soprattutto lavarci le mani”.
Anche nel reparto di Medicina, i ricoverati Covid sono novax?Pagnozzi: “La stragrande maggioranza sono persone non vaccinate. Mentre i pazienti vaccinati sono affetti da importanti co-patologie: come ad esempio problemi di insufficienza respiratoria cronica”.
I pazienti ricoverati, quali sintomi presentano?Pagnozzi: “Dalla banale sindrome influenzale, a dispnea. C’è chi viene allarmato dalla manca di gusto e olfatto, chesappiamo essere un segno distintivo di questo virus”.
Potremmo dire che oggi chi è vaccinato rischia meno?Pagnozzi: “Assolutamente si, lo possiamo dire. La letteratura ci dice che il vaccino non ci protegge completamente dalla positivitizzazione, quindi dall’infettarsi dal virus, ma ci protegge dalle forme gravi di malattia. Quindi chi è vaccinato è più protetto”.
Castenetto: “Si, possiamo dire che chi è vaccinato rischia meno. Per esempio a maggio 2021 abbiamo avuto 2-3 casi a Chivasso che erano ricoverati in Rianimazione ed intubati. Avevano effettuato solo la prima dose. Tutti e tre sono sopravvissuti. Forse non fa statistica, ma possiamo dire che forse il vaccino ha dato loro una chance in più per sopravvivere. Chiaro è che la seonda dose con terzo richiamo dobbiamo necessariamente farlo”.
Il dato dei decessi è diminuito rispetto ad un anno fa per fortuna…Castenetto: “Il 50 per cento dei pazienti che un anno fa arrivava in rianimazione non ce la faceva. Il numero si è abbassato notevolmente”.
Pagnozzi: “Assolutamente si”.
Il bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità di ottobre che fotografa gli ultimi 30 giorni (ovvero il mese di settembre): su 120mila contagiati totali (in Italia), 70.900 non sono vaccinati e 40.060 completamente vaccinati. I ricoverati per Covid non vaccinati sono 6.160 e 2.408 con due dosi. In terapia intensiva ci sono 717 non vaccinati e 174 vaccinati. Questi sono dati importanti…Castenetto: “Penso che la differenza dall’anno scorso, me lo ricorderò finchè campo, il 20 febbraio 2020 quando abbiamo ricoverato il primo paziente, e da allora è cambiata solo una cosa, che oggi abbiamo effettuato il vaccino. Credo e penso che il vaccino sia l’unica differenza rispetto all’anno scorso. Non ci sono altre terapie specifiche per il Covid”.
Pagnozzi: “Diciamo che siamo stati tutti con il fiato sospeso. L’anno scorso la fine di ottobre con l’inizio di novembre ha rappresentato un momento tragico della pandemia, perché con la ripresa del freddo e dell’inverno, la ripaertura delle scuole, abbiamo assistito ad un’impennata dei contagi e soprattutto un’impennata dei pazienti gravi ricoverati. Quest’anno seppur con la dovuta prudenza, perché sappiamo benissimo di non esserne ancora fuori da questa furia che ci ha travolti, sento di poter essere più ottimista anche solamente vedendo i numeri che ci fanno in qualche modo rasserenare”.
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