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Chivasso
27 Aprile 2023 - 13:35
“Non credo che l’intervento denuncia di Serafina abbia indotto FS a sbrigarsi, tuttavia penso sia necessario, utile e conveniente per ogni cittadino non demordere, non lasciar correre, insistere per i propri diritti. A volte non è indispensabile scendere in piazza, è sufficiente segnalare, denunciare e pretendere la risposta con assunzione di responsabilità”.
Si conclude con queste parole un articolo che la rivista nazionale Le Lotte dei Pensionati ha dedicato nel numero 9 dell’anno 2022.
Ma chi è Serafina? E qual è il suo intervento denuncia di cui si parla nell’articolo di giornale?
Serafina, che di cognome fa Rizzari, 76 anni compiuti, si era rivolta al giornale "La Voce" più o meno un anno fa denunciando una situazione comune a tanti pendolari un po’ più in là con gli anni: fanno fatica a salire e scendere dai treni con predellini di venti e più centimetri.
“Non è possibile che le persone anziane come me non riescano a salire sui treni. Io mi sono aggiustata con uno sgabello, però non mi sembra una cosa corretta”.
Ex ferroviera - ha lavorato per le Ferrovie dello Stato dal 1975 al 1990, anno della pensione, come guardiano dei passaggi a livello, conduttrice e infine ispettore sanitario -, Serafina Rizzari, vedova da cinquant’anni, da una vita prende il treno per spostarsi.
Lo faceva ieri, lo fa ancora di più oggi che deve raggiungere Torino, Ivrea, Pavia per visite mediche di routine cui è costretta a causa della sua non più giovane età.
Da un paio d’anni a questa parte, però, i suoi viaggi con il treno sono diventati sempre più difficili.
Colpa di dolori lancinanti alle gambe - “crampi”, dice lei - che le impediscono di alzare il piede quel tanto che basta per salire sul gradino del vagone fermo in stazione.
Così, per ovviare ai limiti del fisico e della carta d’identità, Serafina Rizzari che, per chi la conosce non è certo una persona che si ferma di fronte alla prima difficoltà, si è “ingegnata” un rimedio dei suoi.
“Ho comprato su Amazon per pochi euro uno sgabellino richiudibile - raccontava al giornale La Voce - di 30 centimetri per 22 centimetri, il necessario per appoggiarci sopra un piede, e di una decina di centimetri di altezza. Lo porto sempre con me, in una borsa, e quando occorre lo tiro fuori per salire sul predellino del treno”. Allo sgabellino Serafina Rizzari ha legato una corda di poche decine di centimetri, che le permette di tirare su lo sgabello una volta che è salita sul treno senza doversi piegare e rischiare di cadere.
“Mi aggiusto da sola - spiegava - ma certo è che mi viene male, per me che ho lavorato in ferrovia per tanti anni, provare sulla mia pelle cosa sono costretti a fare gli anziani per poter prendere il treno. Mi chiedo come mai non si pensi anche a questo tipo di pendolari, per cercare di mettergli a disposizione treni davvero a misura e portata di tutti. Quando salgo sul treno e devo usare lo sgabellino, le persone mi guardano male. Sorridono. E spiace, per una come me che alle ferrovie ha dato tanto”.
L’appello ad una maggiore attenzione per gli anziani di Serafina Rizzari non è caduto nel vuoto.
Qualche tempo dopo, infatti, l’amministratrice delegata e direttrice generale di Rfi Vera Fiorani ha risposto alla pensionata chivassese con una lettera che lascia ben sperare per il futuro.
“[…] la stazione di Chivasso - scrive nella risposta l’amministratrice delegata - è inserita nell’elenco delle stazioni e fermate per le quali Rete Ferroviaria Italiana, in qualità di gestore dell’Infrastruttura, sta attuando il proprio Piano Integrato Stazioni. Si tratta di circa 620 stazioni su tutto il territorio nazionale che intercettano oltre il 90% del totale dei passeggeri in transito sulla rete”.
La lettera continua: “Nel dettaglio, gli interventi del piano sono finalizzati (tra l’altro) al miglioramento dell’accessibilità, in particolare per le persone a ridotta mobilità (ascensori, rampe, scale mobili, percorsi persone a ridotta mobilità, illuminazione, innalzamento marciapiedi…)”.
E arrivando alla richiesta della Rizzari, aggiunge: “Come anticipato il Piano Integrato Stazioni è realizzato per fasi successive intervenendo gradualmente su tutte le stazioni delle linee ferroviarie. In particolare, l’adeguamento della stazione di Chivasso è previsto tra quelli in priorità, per cui è già stata avviata la progettazione, propedeutica alla fase dei lavori. La progettazione, distribuita su più livelli di dettaglio, prevede il restauro del fabbricato viaggiatori, insieme a pensiline e sottopasso e l’innalzamento di tutti i marciapiedi + 55 cm dal piano del ferro, lo standard europeo per garantire l’accessibilità al treno”.
Evviva Serafina Rizzari, quindi. Sperando che le promesse di Rfi non restino solo sulla carta.
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