VALPERGA. Brunasso: “I primi 100 giorni di Sandretto? Un foglio bianco”. Davide Maria Brunasso Cassinino, 43 anni, oggi consigliere di minoranza della lista civica “Primavera a Valperga”, tira le somme dei primi 100 giorni dall’elezione del sindaco, Walter Sandretto.
«I primi cento giorni della nuova amministrazione comunale? Un foglio in bianco.» Un’affermazione che non lascia spazio a dubbi. A Davide Brunasso questi 100 giorni sono rimasti sul gargarozzo.
«La giunta Sandretto tira a campare sui progetti passati senza alcuna idea, non incidendo minimamente sulla vita dei cittadini che avrebbero bisogno di risposte e soluzioni a problemi che si trascinano da anni, e che la pandemia non ha fatto che acuire. Cento giorni caratterizzati da errori, omissioni e totale incompetenza», tuona Brunasso, secondo cui gli unici atti a cui è stata data attenzione sono stati l’aumento dell’indennità del sindaco e degli assessori, nonché il rimborso dei permessi retribuiti sia del sindaco che dei componenti dell’esecutivo Perri e Cortese.
Brunasso punta anche il dito contro le false promesse che il sindaco Sandretto avrebbe fatto alle persone in difficoltà: «Diceva che avrebbe aiutato gli indigenti e le attività in difficoltà ma al momento si preoccupa soltanto delle proprie tasche» sentenzia tranchant. «Se il primo atto ufficiale della nuova amministrazione, ad un mese dall’elezione — a ottobre 2020 — è stata una delibera intempestiva e inappropriata dove sono state portate al massimo consentito le indennità della giunta, è altrettanto clamoroso, per non dire vergognoso, che le prime determine pubblicate nell’anno 2021 riguardino l’indennità di funzione al sindaco, al vice sindaco e agli assessori e il rimborso dei permessi retribuiti del sindaco e degli assessori Perri e Cortese…» rimbomba Brunasso.
Da parte dei consiglieri di minoranza ci si attendeva maggiore sensibilità, soprattutto in questo particolare periodo storico con famiglie e aziende in difficoltà. «Si vede che la loro (leggi Giunta Comunale) prima preoccupazione è garantirsi uno stipendio fisso tutti i mesi» incalza il consigliere di minoranza.
«Noblesse oblige!», obietterebbe il Duca de Lévis, ma forse nella politica codesto motto ci sta come i cavoli a merenda.
Sempre secondo Brunasso la discussione del Bilancio a fine dicembre ha fatto poi emergere la totale impreparazione ed incompetenza dell’Amministrazione. Imbarazzanti silenzi, inammissibili titubanze, risposte evasive. L’argomento centrale doveva essere il Bilancio di previsione e il Piano di Programmazione triennale. «Peccato che per la prima volta negli ultimi trent’anni», denuncia Davide Brunasso «il sindaco abbia negato — con tanto di lettera firmata — la disponibilità dei documenti sulla base dei quali si costruisce il bilancio. Un atteggiamento vergognoso, ancor peggiore di quello adottato dalla passata amministrazione che almeno nella sua arroganza era coerente.».
Brunasso non le manda certo a dire: «Sempre nel periodo natalizio, l’Amministrazione ha propinato ai valperghesi una serie di controlli con tanto di multe e sanzioni salate e nel frattempo ha acquistato un SUV per la municipale. Era proprio necessario acquistare un SUV? Non c’erano altre priorità, come ad esempio aiutare i cittadini e le attività in difficoltà, invece di multarli?»
Il capogruppo di minoranza sostiene di aver ricevuto numerose lamentele di cittadini valperghesi per l’eccesso di zelo nei controlli e per multe inflitte per lo più a persone anziane. «Il sindaco con una mano da’ una pacca sulla spalla, si fa vedere bello e buono e poi, senza farsi scrupoli, fa infliggere multe a tutto spiano ai suoi stessi cittadini» martella Brunasso «Sotto Natale, in un anno del genere… Una vergogna!».
L’incompetenza e l’inadeguatezza sono poi state confermate, secondo il consigliere di minoranza, dalla gestione della pandemia. Si millantava la figura del consigliere Bretti come esperto in materia e per questo «sono andati a prenderlo fino a Torino per risolvere i problemi del COVID-19», afferma con sarcasmo. Tuttavia, il sindaco dovrà rispondere in Consiglio del focolaio in Comune che ha coinvolto amministratori e dipendenti e spiegare se sono state prese tutte le misure idonee a tutela della salute pubblica di cui lui è responsabile in quanto autorità sanitaria locale.
Già, perché anche Brunasso è stato colto dal virus. Il Covid non ha risparmiato nessuno tra le mura municipali. Ma il consigliere di minoranza è l’esempio tangibile di quanto la locuzione latina mens sana in corpore sano sia una grande stronzata. Infatti, non ha perso minimamente la sua verve provocatoria, né il piglio da contestatore incallito. In un batter di ciglia, sciorina fatti e misfatti del sindaco Sandretto.
Racconta dell’Arco di Via Volta chiuso al traffico contemporaneamente ai lavori di rifacimento della fognatura nella stessa via che conduce all’asilo comunale, finendo col provocare gravi disagi ai cittadini.
«Qualcuno dell’Amministrazione ha contattato la SMAT per concordare tempistiche diverse? I lavori sono previsti da oltre 10 anni e devono essere effettuati proprio adesso?» chiede in tono retorico.
Denuncia anche la chiusura del parco giochi: «Siamo l’unico comune del Canavese a mantenere il parco giochi chiuso…»
A Brunasso non va nemmeno giù che del primo fondamentale atto di programmazione che dovrebbe contrassegnare la legislatura — ossia il DUP “Documento Unico di Programmazione” — non si abbia una paternità certa.
«Dapprima l’Assessore Frasca ha attribuito la redazione del documento alla Giunta, ma quando è stato evidenziato che il documento è frutto di un lavoro di copiatura pedestre dei documenti disponibili sui siti della Banca d’Italia, della Confcommercio e del Ministero delle Finanze, il Sindaco Sandretto è corso ai ripari imputando la colpa al funzionario ormai dimesso e non più dipendente. Uno scaricabarile che qualifica da solo la caratura dell’amministrazione!».
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