Home / BLOG / SETTIMO. Quando la torre era una residenza per vacanze

SETTIMO. Quando la torre era una residenza per vacanze

«A mezzogiorno vi è una torre quadrata, vetusta, ben conservata, avanzo feudale, che il signor Zino, proprietario, seppe attorniare di giardini, innalzando a ponente una bella palazzina su disegno antico che, quando compiuta dal lato di levante, sarà di effetto piacevolissimo». Così scriveva il corografo canavesano Antonino Bertolotti nel 1872, riferendosi al superstite torrione dell’antico maniero di Settimo Torinese.

A quell’epoca la gente del luogo guardava alla torre come a una presenza familiare e rassicurante. Dalla collina di Superga, dalle alture di San Raffaele e Gassino, non meno che dalla pianura verso Leinì, Volpiano e Brandizzo, essa caratterizzava il paesaggio in maniera inconfondibile. Massiccia e solitaria, non poteva sfuggire all’attenzione degli studiosi, mossi da interessi storici e artistici o da mera sensibilità romantica.

La torre costituiva allora una sorta di residenza secondaria per le vacanze, in anni in cui i torinesi cominciavano a scoprire il piacere dei brevi soggiorni all’aria aperta, ma senza allontanarsi troppo dalla città. Con le sue distese ininterrotte di prati, boschi e campi, dove scorrevano acque limpidissime e abbondava la cacciagione, il territorio di Settimo attraeva le famiglie borghesi della vicina Torino. Per disporre di uno spazio maggiore, come riferito da Antonino Bertolotti, Giuseppe Zino fece costruire, a ponente dell’edificio storico, un palazzotto in stile gotico, con caditoie e merlatura, secondo il gusto romantico dell’epoca. Attorno alla proprietà innalzò un robusto muro di mattoni che raggiungeva, in altezza, la cornicetta in cotto delimitante la scarpata della torre. Un bel giardino con grandi alberi, alcuni presumibilmente secolari, occupava tutta l’area del distrutto castello. L’intera proprietà, con torre, palazzo e giardino, era denominata «Villa Calma».

Di lì a qualche anno l’area passò al capitano Antonio Moriondo che era solito villeggiare in Settimo. Proprio allora andava imponendosi l’esigenza di proporre un Medioevo meno idealizzato e pittoresco, valorizzando il dato documentario. «Torino – scrive il medievista Aldo Settia – fu probabilmente il primo luogo in Italia in cui la nuova tendenza nei riguardi degli edifici dell’età di mezzo si manifestò con sviluppi autonomi, quasi un piccolo e originale “risorgimento archeologico”». Determinante si rivelò il contributo del portoghese Alfredo D’Andrade (1839-1915), una poliedrica figura di pittore, archeologo e studioso del Medioevo, coordinatore del gruppo d’intellettuali e di artisti che ideò, nel parco torinese del Valentino, il borgo e la rocca quattrocenteschi per l’Esposizione Generale Italiana del 1884. Ricercando modelli da riprodurre, i promotori di tale iniziativa s’interessarono pure del torrione di Settimo. Nel «Catalogo ufficiale» spiegarono che i visitatori potevano uscire dall’osteria del borgo attraverso la cucina, accedendo così a un giardinetto e quindi a «un più largo giardino», fiancheggiato da un portico e chiuso a monte da «una fabbrica ispirata ai castelli di Rivara, di Ozegna e di Settimo Torinese».

Nel 1890 Alfredo D’Andrade ebbe nuovamente modo di occuparsi della superstite torre di Settimo. Protagonista del dibattito sul restauro dei monumenti, in linea con la scuola francese di Eugène Viollet-le-Duc, ma con un interesse particolare alle necessità della salvaguardia senza troppe arbitrarie e inopportune manomissioni, egli dedicò alla torre uno schizzo a matita e due tavole a penna, con diverse note.

Commenti

Blogger: Silvio Bertotto

Silvio Bertotto
Lo stiletto di Clio

Leggi anche

CHIVASSO. Archiviato il procedimento contro la maestra di Boschetto: non maltrattava i bambini

Dopo oltre un anno è stato archiviato il procedimento penale relativo alla vicenda dei presunti …

Carabinieri (foto d'archivio)

COLLEGNO. Droga: un deposito in casa, arrestato

Due chili e trecento grammi di marijuana, 900 grammi di hashish, materiale per il confezionamento …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *