Fin dal suo “Il vaccino? Non lo so se lo farò”, il consigliere del gruppo misto, Antonio Borrini, ha scelto di stare da una parte, quella dei “complottisti del web”.
Ed è proprio all’insegna di questo che, mercoledì pomeriggio, l’ex leghista, ha bussato alla porta della Tenenza dei Carabinieri di Settimo per denunciare il governo Conte bis e il nuovo Governo Draghi. Certo, è curioso che in un anno di pandemia, con provvedimenti simili in tutto il mondo, nessuna autorità giudiziaria sia intervenuta ma, chissà, la speranza di Borrini è che Draghi sia costretto a parlare in Tribunale proprio a seguito della sua denuncia. Per lui tutte le misure che, in questo anno ci hanno imposto la restrizione delle nostre libertà, sono illegittime, dal lockdown fino al coprifuoco.
“Da Consigliere Comunale - spiega - e da membro delle istituzioni ho il dovere di segnalare agli enti preposti che da un anno a questa parte, si sta utilizzando la Costituzione come carta igienica. Non arretro di un millimetro. I Dpcm emanati nell’ultimo anno sono incostituzionali e stanno violando vari articoli della costituzione, ci stanno togliendo una serie di libertà. Per combattere la pandemia, poi, servivano cure domiciliari precise non tachipirina e vigile attesa come deciso dal Ministro Speranza”. Nelle otto pagine delle denuncia (lui la chiama denunzia nel video diffuso sui social) - querela depositata presso le Forze dell’Ordine Borrini illustra così tutti gli atti illeciti dei due governi: il primo presieduto da Giuseppe Conte e quello incarica, che vede Mario Draghi alla guida. “Nel nostro ordinamento - scrive Borrini -la regola generale, ma in troppi sembrano averlo dimenticato, è quella del divieto assoluto esistente in capo al Governo di emanare decreti aventi forza di legge, salve le eccezioni, appunto tassative, ivi espressamente contemplate. Nel caso di specie il Governo ha deliberatamente ignorato la Costituzione utilizzando impropriamente lo strumento della regolamentazione attraverso atti amministrativi che abbiamo imparato a conoscere con il nome di DPCM (decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri)”..
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