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11 Febbraio 2020 - 12:18
Siamo a due passi dalla chiesa di San Raffaele Alto, proprio sotto il ristorante Bellavista. Ci sono case e, solo verso sud inizia il bosco. E da qui, dal bosco, devono essere arrivati i lupi che nella notte tra sabato e domenica hanno sterminato un branco di pecore del camerun. Cinque dei sette ovini, sono stati sbranati. Una mattanza. Una pecora è stata lasciata mezza morta, con ferite alla gola e alle zampe. E’ sopravvissuto solo un agnellino, un cucciolo di un mese. Queste del piccolo podere di via Fontanasso, non erano pecore da allevamento. Erano la felicità di chi le allevava per il piacere di vivere in mezzo alla natura e agli animali. Questo rappresentavano per Luciano Regis e per sua moglie Graziella Gobetto. “Ci ha chiamato il proprietario del ristorante per dircelo - racconta Graziella con la voce rotta dalla tristezza e dalla rabbia - noi eravamo fuori e siamo rincasati di corsa. La vista che ci siamo trovati davanti è stata agghiacciante. Una mattanza. La strage degli innocenti. Perché? Ci domandiamo. Perché nessuno fa niente?”.
Luciano Regis, che è consigliere comunale di opposizione, promette battaglia: “Non può essere che non si muova un dito per cercare di risolvere il problema. Qui abbiamo paura. Temiamo che possano essere attaccati anche i bambini. E poi non è giusto che non si possa allevare un gregge in santa pace. Il servizio faunistico intervenuto domenica ci è parso più interessato a fare rilievi di tipo statistico che non a cercare una soluzione. E’ chiaro che questi lupi siano voluti da qualcuno. Hanno dei microchip che permette di monitorarne gli spostamenti. Studiano il Dna per rilevare eventuali mutazioni. La situazione, però sta sfuggendo di mano”. Regis poi aggiunge: “Il veterinario chiamato per avere il nulla osta alla sepoltura degli animali, mi ha detto che in un paese qui vicino è stata assaltata anche una vitella. E hanno provato ad attaccare anche un cavallo. Di greggi, da qui a Castagneto, non ce n’è più neppure uno”.
Regis non ha intenzione di restare con le mani in mano: “Presenterà al prossimo consiglio una mozione per chiedere al sindaco di intervenire. Non può restare a guardare. E’ responsabile della pubblica sicurezza”.
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