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TORINO. I No Tav esultano, un altro passo avanti nella nostra battaglia

TORINO. I No Tav esultano, un altro passo avanti nella nostra battaglia
"E' stata vinta una battaglia ma la guerra non è finita. Resteremo mobilitati. Staremo in guardia". Le parole sono di Guido Fissore, 73 anni, ex consigliere comunale a Villar Focchiardo, esponente storico del movimento. Tra gli attivisti della Valle di Susa l'approvazione della delibera contro la Torino-Lione da parte del capoluogo subalpino è stata accolta come "una cosa positiva", soprattutto in un momento in cui, spiega Fissore, "il governo nazionale su certi argomenti sembra tentennare". Ma da qui a cantare vittoria ce ne corre. Anche il sito Notav.info, la voce ufficiosa del movimento osserva che dopotutto la "posizione della componente grillina del Consiglio comunale di Torino era nota da tempo". In Valle non si sono ancora spenti gli echi del monito che negli ultimi mesi il leader No Tav più carismatico, Alberto Perino, lanciava a ogni piè sospinto: "Per noi non esistono governi amici". "Francamente - afferma Sandro Plano, sindaco Pd di Susa, da sempre contrario al supertreno - se sia un passo avanti o meno non lo so dire. Certo, la pronuncia di una città come Torino è molto importante, ma la situazione politica generale è confusa e noi siamo abituati a sconvolgimenti di ogni genere. A mio avviso la decisione finale spetta al Parlamento, visto che fu il Parlamento a ratificare gli accordi fra Italia e Francia. Aspetteremo gli sviluppi". Nilo Durbiano, primo cittadino di Venaus, pure lui No Tav di lunga data, auspica una "soluzione di tipo politico". "Insieme ad altri sindaci - spiega - abbiamo elaborato una proposta che, a mio avviso, può mettere d'accordo i diversi punti di vista: 'no' a una nuova linea ferroviaria ad alta velocità, 'sì' a una linea Tav con gli opportuni adattamenti di quella già esistente. I tempi sono maturi per mettere fine a una diatriba che, se continua, non porterà a niente di positivo".
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