Quattro gare, tre ori, un titolo mondiale. Ma soprattutto una conferma: nel rafting Under 23 oggi c’è una squadra che riesce a stare davanti a tutti con continuità.
A Pau, in Francia, Matteo Lancellotti (San Sebastiano da Po) e Duccio Boscia (Casalborgone), insieme ai compagni Luca Liuzzo (Volpiano) e Giacomo Schettino (Volpiano), hanno chiuso i Junior & U23 World Rafting Championships facendo registrare il miglior risultato possibile. Non solo vittorie, ma controllo delle gare, capacità di adattarsi alle prove e agli avversari, lucidità nei momenti decisivi.
La prima indicazione arriva dalla Sprint. Gara breve, margini ridotti, errori che si pagano subito. Gli azzurri vincono per pochi centesimi. Non è un dettaglio: significa precisione, esecuzione pulita, nessuna sbavatura.

Poi l’RX, la disciplina ad eliminazione diretta. Qui cambia tutto: non conta solo il tempo, ma la gestione dello scontro, la lettura delle traiettorie, la capacità di reggere la pressione. Il quartetto italiano supera squadre strutturate come Repubblica Ceca e Turchia e si prende un altro oro. Non con un colpo isolato, ma con solidità lungo tutto il percorso.
Lo Slalom chiude il quadro. È la prova più tecnica, quella che misura davvero il livello complessivo. Gli azzurri non si limitano a vincere: fanno segnare anche il miglior tempo assoluto della competizione. È il passaggio chiave, quello che trasforma tre buone gare in un dominio pieno.
Tre discipline diverse, stesso risultato. Da qui nasce il titolo mondiale overall.
Il punto, però, non è solo quello che è successo a Pau. È quello che si ripete. Un anno fa, a Solkan, lo stesso gruppo aveva già vinto tutto nella categoria Under 19. Salto di categoria, livello più alto, avversari più esperti. Il risultato non cambia. Questo, nello sport, pesa più della singola vittoria: indica che non si tratta di un picco, ma di una struttura che funziona.
Dietro c’è un lavoro lungo, costruito dentro M&N Movimento e Natura di Volpiano, dove ha sede l’associazione. Gli stessi atleti, lo stesso contesto, allenamenti condivisi nel tempo. Nel rafting, dove la differenza la fa il sincronismo, la continuità di gruppo è un vantaggio concreto. Non basta mettere insieme buoni singoli: serve un equipaggio che reagisce come un unico corpo. È quello che si vede in acqua.
Attorno a loro c’è un percorso tecnico definito, con figure come Uberto Liuzzo e Gabriela Vargas, e prima ancora il lavoro impostato da Paolo Benciolini. Ma anche qui, più che i nomi, conta la direzione: crescita progressiva, senza strappi, dalle categorie giovanili fino al livello internazionale.
Per il territorio – Casalborgone, San Sebastiano da Po e Volpiano – il risultato ha un valore evidente. Sono paesi che raramente finiscono al centro della scena sportiva internazionale, e qui invece diventano punto di partenza di un gruppo che vince un mondiale.

L'accoglienza del sindaco di Volpiano
Al rientro dalla Francia, a Volpiano, ad accoglierli c’era anche il sindaco, l’ingegner Giovanni Panichelli, che ha voluto salutare personalmente gli atleti e celebrare il risultato insieme alla comunità.
Il dato sportivo resta però più ampio: l’Italia, in questa fascia d’età, oggi è stabilmente competitiva ai massimi livelli.
Non è un traguardo definitivo. È una fase. La più delicata, perché la transizione verso la categoria senior è quella che separa i risultati giovanili dalle carriere vere. Ma partire da qui, con questo tipo di continuità, cambia le prospettive.
Il risultato di Pau non è solo una vittoria. È un segnale: questo gruppo ha già superato il livello della promessa. Ora deve dimostrare di reggere anche quello successivo.