Un corteo nazionale per denunciare la "persecuzione folle, abnorme, che sta costando a decine di valsusini di ogni età centinaia di anni di carcere". Domani i No Tav si riuniranno a Torino e, questa volta, non scenderanno in piazza contro il supertreno ad alta velocità, ma contro le iniziative di giudici e polizia. Il raduno è in programma in piazza Statuto, a poche centinaia di metri dal Palazzo di Giustizia che per l'occasione, con un provvedimento senza precedenti, il procuratore generale Francesco Saluzzo ha chiuso al pubblico: nell'edificio entrerà solo il personale adibito al turno arrestati. I No Tav hanno deciso la mobilitazione dopo l'arresto, il 30 dicembre, di Nicoletta Dosio, l'attivista valsusina di 73 anni che dopo una condanna definitiva ha rifiutato le misure alternative alla prigione. Ma la protesta riguarda anche altri provvedimenti della magistratura nelle ultime settimane: raffiche di misure cautelari o restrittive che il movimento legge come una "vendetta di Stato". Proprio oggi, alla vigilia del corteo, un tribunale del riesame ha deciso di scarcerare due militanti, Giorgio Rossetto (uno dei leader del centro sociale Askatasuna) e Mattia Marzuoli, finiti in cella per episodi avvenuti durante la manifestazione del 27 luglio nei pressi del cantiere Tav di Chiomonte, in Valle di Susa. La difesa aveva eccepito la mancata trasmissione, da parte della procura, dei filmati da cui si dovrebbe ricavare il loro coinvolgimento negli incidenti. I due resteranno comunque ai domiciliari nell'ambito di un'altra inchiesta. Festeggia a metà Francesca Frediani, valsusina, consigliere regionale M5S: "Non è il risultato migliore ma è una gioia immensa saperli fuori dal carcere". A Torino sono attesi manifestanti da tutta Italia. Trasferte sono state organizzate da Padova, Schio, Trento, Treviso, Venezia, Vicenza, Pisa, Padova, Bergamo, Brescia, Verona, Genova (in treno), Imperia, Livorno. Oggi a Roma si è avuto un piccolo antipasto: un gruppo di simpatizzanti ha esposto uno striscione davanti alla sede del Ministero della Giustizia e ha distribuito volantini. Per la parlamentare Augusta Montaruli (Fdi) "siamo al cortocircuito. Fuori ci sono i No Tav, da sempre sostenuti dai Cinque Stelle, che chiedono la libertà per la Dosio anche se è lei stessa a non avere voluto misure alternative. Dentro c'è la sagoma di Bonafede, un ministro che appartiene a un partito giustizialista con tutti tranne che con i No Tav".
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