TORINO. Giorno Ricordo: Fassino, "anche memorie istriane in Polo '900"
10 Febbraio 2015 - 16:43
Piero Fassino
Nel nuovo Polo del '900 che il Comune di Torino e la Compagnia di San Paolo stanno realizzando, troveranno posto anche le memorie della comunità istriana presente nel capoluogo piemontese. Lo ha annunciato il sindaco Piero Fassino in occasione del Giorno della Memoria, celebrato oggi pomeriggio nella sala del Consiglio comunale di Torino, presente anche il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino. "Raccolgo la sollecitazione di Fulvio Aquilante, presidente dell'Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia - ha detto Fassino - perché nel Polo del '900 dove raccoglieremo le memorie storiche del secolo scorso ci siano anche le memorie della comunità istriana torinese". Il progetto, nato per rivitalizzare i quartieri militari juvarriani, prevede di alloggiare in due palazzi di corso Valdocco numerosi istituti culturali e storici impegnati nella ricerca e nell'animazione culturale intorno al Novecento sociale, economico e politico di Torino. La commemorazione è stata presieduta dal consigliere Pd Alessandro Altamura, che ha riferito di avere tracce istriane nel sangue. La vicenda dei 300 mila profughi e dei 10 mila infoibati italiani è stata ricostruita dallo storico Gianni Oliva, che ha ricordato come sia stato proprio Fassino, ai tempi segretario dei Ds, a "sdoganare a sinistra" le foibe insieme a Luciano Violante, allora presidente della Camera. Testimonianze dirette della tragedia sono arrivate da Aquilante, che ha ricordato gli otto anni trascorsi nei campi profughi durante l'infanzia. Aquilante ha osservato anche che nel 2005 Torino e il Piemonte sono stati i primi in Italia a celebrare il Giorno del Ricordo a Consigli riuniti, (insieme anche con il Consiglio della soppressa Provincia di Torino). Fassino ha rievocato quanto avvenuto al confine orientale italiano come un "episodio drammatico di pulizia etnica". "Dopo la caduta del Muro di Berlino - ha detto - si è cominciato a leggere in modo diverso la storia d'Europa. E questa storia è fatta anche di sconfitte, tragedie e ingiustizie che vanno riconosciute. Siamo qui per affermare il nostro rifiuto dell'intolleranza, della violenza e del fanatismo. E lo facciamo con tanta più forza perché sappiamo che le tragedie legate alla seconda guerra mondiale non hanno impedito che la violenza tornasse a essere presente, dalla guerra dei Balcani fino alla recente strage di Parigi. Il Giorno della Memoria deve servire - ha concluso - non solo per ricordare ma anche per fare in modo che quelle tragedie non debbano più ripetersi".
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