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Autovelox. Torino incassa 2,5 milioni, Ivrea quasi 900 mila euro... Ecco chi fa cassa!

L'elenco dei Comuni in base ai verbali è qualcosa di sconvolgente...

Autovelox. Torino incassa 2,5 milioni, Ivrea quasi 900 mila euro... Ecco chi fa cassa!

I  numeri la raccontano come deve essere raccontata... Seecondo i dati fornitici dal Ministero dell’economia, quando si parla di multe e verbali per limiti di velocità, a far cassa sono soprattutto i Comuni medio piccoli. In cima alla lista c’è Ivrea con i suoi due autovelox posizionati all’ingresso della città, uno dei quali, sabato scorso, è stato “segato” da Fleximan”.

Nel 2022, in coppia, hanno fruttato la bellezza di quasi 893 mila euro, una cifra spropositata considerando che Torino con più di 800 mila abitanti ha incassato appena tre volte tanto.

Nel gradino più alto anche Settimo Torinese con gli autovelox sulla strada provinciale 11 e Caselle che al Ministero ha però fornito solo il dato complessivo.

Seguono sotto il milione di euro, Cirè, Venaria, Volpiano e Leini.

Stesso film nel 2023. Stando sempre ai numeri del Govarno gli italiani hanno pagato  multe per 1,535 milioni di euro, un dato in crescita del 6,4% sull’anno precedente e del 23,7% rispetto al 2019, prima dell’arrivo del Covid. 

E’ di qualche settimana fa,  peraltro, un’altra statistica elaborata dal Codacons che vede l’Italia in testa in Europa per il numero di rilevatori lungo le strade: 11.130 mila apparecchi contro i 7.700 della Gran Bretagna, i 4.700 della Germania, i 3.780 della Francia. 

Da più di 50 anni gli autovelox (nati nel 1972) sono oggetto di discussione e delle attenzioni non solo di Fleximan ma di tutti gli automobilisti.

I gestori delle strade (specie i Comuni) giustificano la loro crescente presenza con la necessità di prevenire un’infrazione che è fra le prime cause di incidenti gravi. 

Ai più viene però da pensare che questi strumenti servano ad alcune amministrazioni solo per fare cassa e, di fatto, numerosi dispositivi sembrano appositamente segnalati male su tratti dove i limiti paiono irragionevolmente bassi.

Insomma più che prevenzione, una vera e propria caccia all’uomo che non lascia spazio alla libera immaginazione. 

Solitamente posizionati fuori dai propri centri abitati per non gravare sulle tasche dei propri concittadini, la maggior parte dei sindaci “furbescamente” punta allo straniero, a chi non sa, a chi passa da un certo punto, magari per caso o di tanto in tanto. 

Un metodo che sembra studiato a tavolino da professionisti del marketing o se si preferisce del “furto legalizzato”. 

Altro che autovelox per questioni di sicurezza.  

Altro che amministratori comunali con un occhio di riguardo al cittadino. 

Macchè! Solo l’ennesima mazzata ai poveri che sbarcano il lunario. 

Ed è del tutto evidente che 50 euro a chi se li può permettere o viaggia in Ferrari fanno ridere due volte. Con il primo bollettino e pure con il secondo del raddoppio della sanzione per la “mancata comunicazione del nome guidatore”. 

Per niente scontato, sicuramente non dovuto è l’interessamento del mondo politico impegnato da sempre a capire come “fottere” gli amministrati aumentando loro tariffe, tasse, contributi, multe e sanzioni. 

Per la cronaca le multe variano in base alla gravità dell’infrazione e vanno da 42 euro fino ad un eceesso di velocità di 10 hm orari, quindi di 173 euro da 11 a 40 km, di 543 euro da 40 a 60 e di 845 da 61 km in su con sospensione della patente da 6 a 12 mesi. 

Se il limite è di 130 km/h, la sanzione scatta solo dai 137 km/h, perché la tolleranza è del 5%. Se, invece, il limite è di 70 km/h, il 5% è minore di 5 km/h. Per cui, si è in contravvenzione solo se si superano i 75 km/h effettivi.

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