Cerca

IVREA. “Un Carnevale in vetrina o un’occasione sprecata?”

Un’altra occasione persa per rilanciare il commercio in Ivrea. Stiamo parlando di “Un Carnevale in vetrina”, nuova iniziativa dell’Amministrazione Comunale in collaborazione con la Fondazione, il Museo Storico del Carnevale e la sede locale di Ascom: una mostra itinerante di circa duecento fotografie distribuite ed esposte in altrettante attività commerciali. Bar, negozi, panetterie, ristoranti, pizzerie, edicole, alimentari… Avrebbe potuto coinvolgere i professionisti del settore, dando risalto così ad una categoria, quella dei fotografi, che in questi due anni di pandemia, insieme ai commercianti, è stata fortemente penalizzata, e che ancora sta pagando il prezzo delle restrizioni. Gli organizzatori, reduci dalla prima iniziativa sotto forma digitale dello scorso anno, intitolata #uncarnevalediricordi, hanno scelto, nella versione in pannelli stampati di quest’anno, della dimensione di 60x40, una via veloce però più blanda. Hanno domandato i jpg alle squadre e alle componenti, senza cura della selezione. Si tratta perlopiù di scatti amatoriali, immagini di bassa qualità, con una precaria messa a fuoco. E tralasciamo il fatto che nel giorno del giovedì grasso le foto non fossero state ancora tutte consegnate, ed alcuni commercianti se la sono dovute andare a prendere. Bella l’idea, lodevole la voglia di fare rete. Interessante ripercorrere le curiosità o gli aneddoti, dalle sfilate dei carri allegorici alle prime battaglie delle arance in Piazza di Città, affrontate senza stemmi e in tuta da lavoro, dalle prime divise degli aranceri con grafiche e simboli ormai scomparsi, come la corona degli Arduini o gli scacchi piccoli, fino alle Pantere in Piazza Ferrando o ai fagioli cucinati in giacca e cravatta negli anni ’50. “Un Carnevale in vetrina”, tuttavia, avrebbe potuto dare lustro alle edizioni perse prima della pandemia, senza neanche andare con la memoria troppo troppo lontano, coinvolgendo gli operatori del settore. E ce ne sono, di fotografi davvero bravi, in Ivrea, che avrebbero potuto meritare visibilità con gli scatti più audaci, direttamente sotto i carri, in mezzo ad arance scagliate di getto agli avversari, tra i tiratori a piedi. E sarebbe bastato davvero poco per innalzare il livello dell’iniziativa. Sarebbe bastato partire da Alessio Avetta, giovane titolare di Punto Photo in via alla ribalta con la sua mostra “Vittoria popolana” confinata invece nel Centro La Serra. La sua esposizione ripercorre i momenti salienti della storica manifestazione. Partendo dalla firma del contratto con i Pifferi la mattina del 6 gennaio, si snoda attraverso i momenti principali che segnano questa Festa indugiando su gesti, attese, emozioni, sguardi, attimi.  Aldilà di Avetta, comunque, di nomi ce sono parecchi altri. Non bastano le dita di due mani per contare i fotografi in città e anche provenienti da fuori città che in questi anni si sono spesi in maniera gratuita, impiegando tempo e sudore, e rischiando tanti di quegli occhi gonfi, con la sola finalità di mettere in rilievo l’evento epicentro di Ivrea ed avere in cambio un po’ di visibilità. Fortuna che manchino i turisti in città. Ma per le future edizione le cose andrebbero ripensate. Perché sì, il coinvolgimento dei commercianti, a cui mira il “Carnevale in vetrina”, avrebbe anche più senso durante l’evento, e non quando l’evento non c’è. Con una migliore cura organizzativa affinché il pubblico se ne vada da qui con complimenti ed occhi appagati. Lettera firmata
Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori