Nel corso della riunione svoltasi presso la sede della Città Metropolitana di Via Maria Vittoria lo scorso 22 settembre abbiamo appreso la notizia di ulteriori previste riorganizzazioni nel trasporto pubblico locale che dovrebbero tradursi nella soppressione parziale, a breve, della linea autobus 265 PONT ST. MARTIN-IVREA-CHIVASSO-TORINO.
Nonostante i tempi siano presumibilmente molto ristretti, ciò non di meno riteniamo opportuno con questo documento porre all’attenzione delle SS.LL. una serie di riflessioni, condivise dagli scriventi:
1) innanzitutto una considerazione di ordine generale che reputiamo doverosa rispetto ad una proposta di pianificazione che proviene da un Ente, quale è la Città Metropolitana, che annovera fra le proprie finalità istituzionali generali: “cura dello sviluppo strategico del territorio metropolitano; promozione e gestione integrata dei servizi, delle infrastrutture e delle reti di comunicazione di interesse della città metropolitana; cura delle relazioni istituzionali afferenti al proprio livello, ivi comprese quelle con le città e le aree metropolitane europee” e che nell’intenzione del legislatore consente, attraverso la sussidiarietà, di esaltare l’interesse della comunità rispetto alle decisioni di più ampio raggio; sussidiarietà che si declina attraverso i principi della differenziazione e dell’adeguatezza;
- da ciò dovrebbe scaturire che le decisioni che riguardano il territorio metropolitano devono tenere conto anche dell’esigenze dei territori il che non significa, nello specifico, rifiutare la proposta ma necessariamente mediare le esigenze generali dell’area vasta con la salvaguardia degli interessi preminenti delle comunità locali; è indubbio che la mobilità sul territorio specie se finalizzata al raggiungimento del luogo di studio o del posto di lavoro si classifica quale interesse preminente;
2) entrando nel merito, la linea di cui si propone la soppressione è assolutamente indispensabile quantomeno per studenti e lavoratori pendolari; i dati desunti dai piani di carico supportano questa affermazione; cessarla dirottando gli utenti verso i servizi di ferrovia non garantirebbe affatto uno scambio equivalente; innanzitutto per la mancanza di un servizio di treni efficiente negli orari; ci si riferisce soprattutto alle coincidenze che spesso, se non sempre, salterebbero; inoltre, quasi senza eccezione, i treni del mattino in quelle stesse fasce orarie risultano affollati; di contro la linea 265 nel percorso di ritorno rappresenta l’unica soluzione mancando corse ferroviarie con gli stessi orari; si aggiunga poi che la proposta soppressione porterebbe disagi ancor maggiori a tutti quei passeggeri che attualmente usufruiscono delle fermate che la linea autobus prevede in autostrada, presso gli stabilimenti IVECO di Corso Giulio Cesare, di Mirafiori e di altre entità industriali minori nonché a tutti gli utenti residenti in territori privi di stazione ferroviaria.
La cessazione, sebbene parziale, della linea 265 comporterebbe per questi ultimi l’eliminazione totale di qualunque collegamento di trasporto pubblico, portando i trasporti, al di sotto del livello essenziale di prestazione, da garantire in ogni caso.
Oltretutto è indubbio che la linea in questione privata della prosecuzione sino al capoluogo regionale perda la sua stessa ragion d’essere.
Concludendo, riassuntivamente, vorremo ribadire che:
- togliere questo importante servizio alla collettività va contro a quegli stessi principi ispiratori della Città Metropolitana, isolando di fatto studenti, lavoratori pendolari che appartengono ad un territorio che solo formalmente è integrato nella Città Metropolitana appena costituita; la ragione pratica è favorire un maggiore scambio, avvicinare per far crescere il territorio che va tutelato e rafforzato ancor più in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando;
- la peculiarità del nostro territorio è tale per cui interventi di razionalizzazione della spesa, di cui in via generale può essere condiviso lo scopo, non possono essere attuati tenendo conto unicamente delle economie di scala;
- lo scopo del presente documento non è opporsi ai tagli ma proporre un intervento che consenta la conservazione delle fasce orarie essenziali per i pendolari; non quindi tagli lineari ma ragionevoli: la proposta di soppressione appare, per il nostro territorio, al momento non percorribile perché rischierebbe di creare un disservizio sicuramente ad un gran numero di utenti; in questo caso si dimostra inapplicabile la scelta del male minore, in quanto l'essere male è estremamente preponderante sull'essere minore.
Sin qui le considerazioni e le conclusioni degli scriventi; l’ipotesi di soppressione parziale della più volte citata linea 265 ha altresì generato un movimento spontaneo di opposizione tradottosi in una raccolta firme indirizzata alle autorità competenti che rende evidente la preoccupazione di una moltitudine di persone, nel quotidiano, silenziose quanto operose.
Alla luce di quanto sopra ci rendiamo disponibili ad un immediato confronto che ci auguriamo vada nella direzione di porre al centro dell’attenzione il territorio e le sue Comunità e non dell’applicazione di formule che non in tutti i contesti producono effetti positivi.
Il Sindaco di Caluso (Maria Rosa CENA)
Il Sindaco di Ivrea (Carlo DELLA PEPA)
Il Sindaco di Chivasso (Libero CIUFFREDA)
Il Sindaco di Candia (Albertino SALZONE)
Il Sindaco di Barone (Alessio BERTINATO)
Il Sindaco di Orio (Erica FERRAGATTA)
Il Sindaco di Montalenghe (Valerio GROSSO)
Il Sindaco di Strambino (Sonia CAMBURSANO)
Il Sindaco di Romano (Oscarino FERRERO)
Il Sindaco Mercenasco (Angelo PARRI)
Il Sindaco di Mazzè (Marco FORMIA)
Il Sindaco di Montanaro (Giovanni PONCHIA)
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