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CRESCENTINO. Presunti maltrattamenti all’asilo “La Coccinella”: la Procura chiude le indagini

CRESCENTINO. Presunti maltrattamenti all’asilo “La Coccinella”: la Procura chiude le indagini

IN VIA MANZONI L’ingresso dell’asilo nido “La Coccinella”

La Procura della Repubblica ha concluso nei giorni scorsi le indagini sui presunti maltrattamenti a bambini all’asilo nido privato “La Coccinella” di via Manzoni a Crescentino. Le indagate sono due maestre - M.G., 45 anni, e A.S., 31 -, denunciate appunto per maltrattamenti: i loro legali ora, esaminati i fascicoli, dovranno decidere come procedere. Tra le ipotesi anche quelle del patteggiamento. Inoltre anche diverse famiglie di bambini che frequentavano l’asilo si sono rivolte ad avvocati valutando la possibilità di avviare azioni legali.

Secondo le accuse mosse dalla Procura le due donne sono responsabili di oltre cento episodi di maltrattamenti sui bambini, ripresi dalle telecamere che i carabinieri avevano piazzato all’interno dell’asilo.

Le registrazioni vanno dal dicembre 2018 ai primi di marzo del 2019. Tra gli episodi contestati ci sono immagini di bimbi messi sul seggiolone in modo brusco, tirati per un braccio, qualche schiaffo. Le due educatrici avrebbero avuto un approccio non consono, secondo le accuse, con bambini così piccoli.

Per le due donne nell’aprile scorso era stata disposta la misura cautelare temporanea di divieto di esercitare l’attività di insegnante, sia nelle strutture statali sia private. I legali delle donne ne avevano chiesto la revoca, ma il giudice per le indagini preliminari aveva confermato il provvedimento.

A dare il via all’indagine era stata la segnalazione della mamma di una bambina iscritta al nido. La piccola, quasi tre anni, era tornata dall’asilo con lividi al viso ed un labbro rotto. Era già successo che la bimba rientrasse dall’asilo con qualche segno, ma la giustificazione era stata la vivacità della piccola. La spiegazione delle insegnanti («una caduta accidentale» non aveva convinto la madre, che si era dunque rivolta alle forze dell’ordine che avevano dato il via alle indagini.

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