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09 Maggio 2019 - 17:45
Le due educatrici dell’asilo nido “La Coccinella” che la Procura della Repubblica di Vercelli accusa di maltrattamenti restano fuori dalla scuola. La misura cautelare interdittiva del divieto temporaneo di esercitare l’attività di insegnante, sia nelle strutture statali che in quelle private, è stata confermata. I legali delle due donne - M.G., 45 anni, e A.S., 31, interrogate nella mattinata di lunedì 15 aprile - ne avevano chiesto la revoca, ma il giudice per le indagini preliminari ha confermato il provvedimento.
Tutto è cominciato meno di un mese fa, quando - nel pomeriggio di mercoledì 10 aprile - i carabinieri si sono presentati in via Manzoni 1 all’asilo nido “La Coccinella”, gestito dalla cooperativa Baby House, notificando il provvedimento. Dal giorno successivo le due educatrici sono state sostituite. La misura notificata stabilisce che per un anno le due insegnanti non potranno lavorare in una classe.
Secondo il Procuratore della Repubblica Davide Pretti le due donne sono responsabili di oltre cento episodi di maltrattamenti sui bambini, ripresi dalle telecamere installate dai carabinieri; tra gli episodi contestati ci sarebbero immagini di bimbi messi sul seggiolone in modo brusco, tirati per un braccio, qualche schiaffo: le registrazioni vanno dal dicembre dell’anno scorso ai primi di marzo del 2019. La Procura sostiene che le due educatrici avevano un approccio non consono con bambini così piccoli.
Tutto è partito dopo la segnalazione della mamma di una bambina che frequentava “La Coccinella”. La piccola, di quasi 3 anni, era tornata dall’asilo con alcuni lividi al viso ed un labbro rotto. Era già successo altre volte che la bimba tornasse dal nido con qualche segno addosso, ma la giustificazione delle maestre era sempre stata la vivacità della piccola. Questa volta, però, la spiegazione fornita dalle insegnanti («una caduta accidentale») non l’aveva convinta, e la donna si è rivolta ai carabinieri del comando locale che, informata la Procura, hanno avviato le indagini.
Intanto altri genitori di bambini che frequentano l’asilo si sono rivolti all’avvocato Gian Maria Mosca, che però frena: «A tutti ho detto la stessa cosa: è prematuro pensare di avviare azioni, siccome le indagini sono in corso e non si conosce ancora chi siano le persone offese. Quando verrà meno il segreto istruttorio, e saranno quindi indicati dalla Procura i nominativi, allora sarà possibile fare considerazioni più approfondite e ciascuno potrà decidere se e come agire. Penso che al momento le famiglie possano stare tranquille alla luce del lavoro che stanno portando avanti gli inquirenti».
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