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Riscoprire Romano Gazzera in occasione della mostra “L'artistica amicizia”

romano-gazzera-la-rosa-gigante La mostra “L'artistica amicizia”, visitabile tra il 7 aprile e 7 maggio nel Palazzo D'Oria di Ciriè, propone un confronto tra le opere di Giorgio De Chirico, Alberto Savinio (pseudonimo di Andrea De Chirico) e Romano Gazzera. Questi tre artisti, uniti da un rapporto di stima e amicizia, hanno avuto un ruolo estremamente importante nell'arte italiana del Novecento. I fratelli Giorgio e Andrea (cioè Alberto Savinio) De Chirico ebbero una parte fondamentale, poiché fondarono, insieme a Carlo Carrà, la corrente artistica della Metafisica, che si proponeva di ricercare l'essenza della realtà andando oltre l'apparenza fisica delle cose. Grazie al fascino e all'originalità del loro percorso artistico i fratelli De Chirico godono oggi di un meritato riconoscimento del valore della loro opera d'arte, oltre che di una certa popolarità tra il pubblico di mostre e musei. Popolarità sicuramente superiore rispetto a quella di cui gode Romano Gazzera, artista canavesano contemporaneo ai De Chirico, il cui lavoro artistico indubbiamente originale è stato apprezzato da questi ultimi. In occasione della mostra organizzata a Ciriè, sorge spontaneo un'interesse ad approfondire le vicende artistiche e biografiche di questo pittore, poco conosciuto ma di grande valore. Nato a Ciriè nel 1906, Gazzera sviluppa presto una passione per la pittura. In giovane età viaggia per l'Europa, e visita musei e gallerie d'arte dove viene a contatto con l'arte rinascimentale e barocca, che influenzerà tutto il suo percorso artistico successivo. Il suo stile si dimostra da subito in continuità con la tradizione italiana, presentando però al tempo stesso componenti fortemente innovativi, come l'inserimento di elementi reali in atmosfere di sogno. A un certo punto del suo percorso artistico Gazzera comincia a produrre serie di quadri su temi particolari. Alcune di queste serie sono “Le scimmie in costume”, “I personaggi orientali, “Le battaglie”, e le due serie sul mondo floreale, i “Fiori giganti” e i “Fiori volanti”. Le serie sui fiori sono le più belle e conosciute del pittore. Nella serie dei “Fiori giganti”, in particolare , i fiori, raffigurati in chiave macroscopica, vengono contrapposti alle figure umane, che sono invece microscopiche. In queste rappresentazioni Gazzera è riuscito a fondere elementi di sogno, che derivano dalla fantasia dell'autore (i fiori giganti), con elementi reali, storici, che vengono rappresentati come miniature a fianco dei fiori. Queste raffigurazioni, collocate in un contesto fiabesco, si possono prestare a più livelli di lettura, sono caratterizzate da un'indiscutibile bellezza spirituale e da un fascino che non può lasciare lo spettatore indifferente. Dopo un'intensa vita Gazzera muore nel 1985 a Torino, lasciando ai posteri un'opera di grande valore che merita di essere valorizzata, soprattutto nel nostro territorio canavesano.
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