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Poca acqua e temperature alte: al Rotary si parla di ambiente

Elvio Bertone, appassionato di meteorologia, racconta i cambiamenti climatici

In foto, Elvio Bertone con il presidente Paolo Zola

In foto, Elvio Bertone con il presidente Paolo Zola

La meteorologia arriva al Rotary. Martedì 11 luglio si è svolta, presso il ristorante da Sergio in via Brescia 6 a Settimo, la prima conviviale del Rotary Club Settimo della presidenza di Paolo Zola.

La relazione è stata affidata a Elvio Bertone. 

Elvio è uno stimato consulente finanziario in un’importante realtà bancaria, ma è anche un appassionato di meteorologia dagli anni Ottanta. Sono molti i suoi articoli giornalistici dedicati al clima e al meteo apparsi nel corso del tempo sui giornali locali.

Tutt’ora cura proprio sul giornale “La Voce” la rubrica “Che tempo fa”, che è molto seguita anche su Facebook. Elvio Bertone ha diviso in tre parti il proprio intervento. Ha esordito su come nascono le previsioni meteo grazie all’elaborazione dei dati provenienti da numerosi strumenti.

Per rappresentare la complessità della materia, si è avvalso dell’immagine dell’effetto-farfalla, frutto di un’idea del noto scienziato Edward Lorenz.

Nella parte centrale del suo intervento, Elvio ha lanciato un accorato allarme per quel che concerne il riscaldamento globale. Con il supporto di dati provenienti da fonti affidabili, ha dimostrato che la crescita della temperatura sta accelerando e la situazione si fa ogni giorno più pericolosa.

La fase conclusiva della sua relazione l’ha dedicata al tema dell’acqua. Acqua che rappresenta una risorsa ogni giorno più preziosa. I dati pluviometrici del 2023, catastrofici fino agli ultimi giorni di aprile, sono migliorati grazie ad un maggio e un giugno clementi in termini di precipitazioni, ma purtroppo non si può abbassare la guardia.

Infatti, proprio martedì 11 luglio è stato registrato a Settimo il primato del caldo, almeno per ora, del 2023: 36 gradi. 

Bertone ha concluso, però, con un messaggio di ottimismo: “I giovani sono sempre più attenti e sensibili rispetto al tema della sostenibilità e inoltre l’uomo non si deve e non si può arrendere. L’emergenza è grave ma ogni anno escono dalle Università di tutto il mondo nuovi laureati. Sono i “cervelli” che troveranno la soluzione. Noi, intanto, dobbiamo fare di tutto per limitare i danni e possiamo fare molto.”

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