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Settimo Torinese

Compro oro o acqua calda?

Teleriscaldamento

Teleriscaldamento

Me l’hanno chiesto in molti di approfondire il tema del rincaro senza freni del Teleriscaldamento, già affrontato su questa rubrica. In tanti mi hanno chiesto in questi giorni cosa farei a questo proposito se fossi ancora Sindaco di Settimo.  Solo l’amministrazione comunale e la società Engie erogatrice del teleriscaldamento hanno fatto orecchie da mercante. Anche se questo spazio non è particolarmente adatto per l’approfondimento provo a riepilogare il perché, a mio avviso, Sindaca e Amministrazione Comunale ancora una volta non operano a favore dei cittadini ma preferiscono, anche sui problemi seri, fare solo un po’ di propaganda (per altro in questo caso mal riuscita). 

Parlando dei rincari (come vedremo a mio avviso non giustificati) del Teleriscaldamento occorre distinguere tra i vincoli produttivi (fissati sulla centrale di Leinì dall’autorizzazione integrata ambientale rilasciata dal Ministero competente), dai vincoli di distribuzione (definiti dalla convenzione comunale per la gestione della rete), dai vincoli contrattuali definiti dai contratti di allacciamento e fornitura tra la società distributrice e le singole utenze condominiali. 

Perché i rincari delle bollette sono ingiustificati ? 

Perché il Comune potrebbe fare molto di più che non promettere bonus sociali (per altro di difficile esigibilità, per pochi e con importi dimezzati rispetto a quelli erogati a Torino)?

L’acqua calda surriscaldata a 90 gradi è oggi prodotta nella centrale di produzione elettrica di Leinì, di proprietà del gruppo Engie. Nell’Autorizzazione Integrata Ambientale del 2009 con la quale si rinnova, per la stessa centrale, l’autorizzazione alla produzione elettrica in modalità cogenerativa, rilasciata dal Ministero dell’Ambiente nel 2004, si fa obbligo alla società che gestisce la centrale (allora ACEA Electrabel) di rendere disponibile per il teleriscaldamento urbano almeno 170 MW di potenza termica. 

La sindaca di Settimo Torinese Elena Piastra

La produzione di potenza elettrica netta della centrale è dichiarata dal gestore in 385,3 MW con un rendimento del 56,1% nel caso di non erogazione del calore prodotto e che scende al 54% nel caso di fornitura del teleriscaldamento. I successivi rinnovi autorizzativi confermano nella sostanza questi dati. 

Si tratta in sostanza di remunerare questa perdita di energia elettrica (il 2% circa) oltre che i costi fissi di investimento. Questo “mestiere” lo fa la convenzione di gestione della rete rilasciata dal Comune di Settimo e aggiornata nell’ultima versione dal Consiglio Comunale a febbraio 2018. 

La convenzione comunale impone al concessionario alcuni obblighi (ad esempio quello di pagare un canone al Comune di 1,6 Euro ogni MW termico erogato per circa 120 mila euro l’anno) e le modalità di aggiornamento della tariffa. 

Per l’80% la tariffa è aggiornata al valore dell’indice ISTAT (leggasi inflazione) e per il 20% all’andamento del prezzo del gas. Nel passato il gas, oltre ad essere il combustibile di gran lunga meno inquinante, era anche molto stabile nel prezzo in quanto venduto in un mercato protetto (tutelato). Da qualche anno a questa parte il prezzo del gas non è più vincolato ma è libero di muoversi senza tetti. L’abbaglio degli ideologici di questo tipo di liberalizzazioni è stato quello di pensare che se il prezzo fosse stato libero la concorrenza (?) avrebbe prodotto una diminuzione dello stesso. Invece è successo il contrario. Il gas è stato scambiato nel mercato (virtuale) delle materie prime assumendo valori collegati alla speculazione finanziaria sulle materie prime. La guerra scatenata da Putin ha fatto il resto aggravando una situazione già grave di per sé. 

Tornando al Teleriscaldamento non ha nessun senso logico che siano aumentati i prezzi e a volte più che raddoppiate le bollette. Infatti l’incidenza dell’aumento del prezzo del gas è minima (da calcolare sul 2% circa di perdita di efficienza elettrica). Inoltre la produzione di acqua calda è obbligatoria e, in assenza, la centrale non potrebbe rispettare le autorizzazioni ambientali. Se tutti rinunciassero alla fornitura di teleriscaldamento la produzione elettrica non sarebbe più cogenerata (con la perdita di notevoli incentivi di legge) oppure l’acqua calda verrebbe comunque prodotta e smaltita come scarto industriale. 

La Sindaca invece di promettere bonus dovrebbe richiedere la convocazione delle parti da parte della Regione Piemonte

Ci sono dunque tutte le premesse per chiedere l’apertura di un tavolo di discussione con l’azienda per la revisione della concessione e delle modalità di aggiornamento dei prezzi a seguito della fine del mercato vincolato. La Sindaca invece di promettere bonus dovrebbe richiedere la convocazione delle parti da parte della Regione Piemonte (titolare, insieme al Ministero, dell’autorizzazione). La stessa Città Metropolitana  (la vecchia Provincia) potrebbe avere un ruolo (a proposito, qualcuno sa che fine abbia fatto la consigliera Greco ex segretaria del PD di Settimo che aveva promesso di interessarsi con il suo nuovo incarico alla città di Settimo ?).

Il Comune dovrebbe farsi garante della partecipazione di una delegazione di cittadini (e di amministratori di condomini in loro rappresentanza) o, nel caso continuasse l’indisponibilità dell’azienda ad incontrarli, sostenere tecnicamente ed economicamente una class action dei consumatori con la quale denunciare la situazione di indebito arricchimento, di posizione monopolista e, se necessario, richiedere alla Regione e al Ministero di sanzionare il comportamento dell’azienda. Infine ricordo a tutti che l’azionista di riferimento di Engie è Gas de France e quindi, con buona probabilità, di un soggetto economico che in quest’anno di guerra ha fatto notevoli extraprofitti i quali dovrebbero essere tassati non per dare ulteriori risorse ai Comuni, ma per restituire un minimo di serenità ai cittadini consumatori di energia.

Se nonostante le buone ragioni qui esposte in sintesi, la Sindaca, a causa di altri impegni a me non noti, assunti da Engie nei confronti del Comune (ad esempio sponsorizzazioni per le illuminazioni monumentali o per manifestazioni culturali), non volesse dare sostegno e spazio alle giuste richieste dei cittadini perseguendo ancora una volta la strada dei “bonus” (non diritti ma elemosine), allora quanto meno si allinei ai valori di ISE e di risarcimento praticati dal Comune di Torino e del Sindaco suo compagno di partito i quali sono entrambi il doppio di quanto deliberato a Settimo.

Ovviamente si resta a disposizione per ogni approfondimento o confronto che possa essere utile ai cittadini di Settimo. 

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