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15 Giugno 2022 - 17:13
In foto, il cavalcavia dell’autostrada Torino Aosta (foto e video di Tancredi Pistamiglio)
La frazione Fornacino, nei momenti di traffico intenso, risulta parzialmente isolata da Settimo e dai mezzi di trasporto pubblici messi recentemente a disposizione. La nuova linea SM1 che arriva al retail park Settimo Cielo ha una fermata difficilmente raggiungibile per i residenti della frazione che è suddivisa a metà tra Settimo e Leini. La settimana scorsa è stato il presidente Rino Dalla Chiusa a sollevare il problema: il cavalcavia, nelle ore intense, diventa difficile da affrontare in bicicletta o a piedi. Il traffico pesante nelle ore di punta raggiunge volumi importanti: il raddoppio del retail park Settimo Cielo e il nuovo sviluppo sull’asse della Cebrosa, hanno addensato ulteriormente i passaggi dei camion e dei mezzi pesanti. “Il traffico c’è e ben venga per chi ha attività commerciali come la mia - dice Roberta Del Giudice, titolare della gastronomia di via Reisera 54 - Ma per chi abita qui, è un casino. Si parte alle 6 del mattino e si va avanti fino a sera. Sabato e domenica si vive meglio”. Sarebbe ideale la realizzazione di una passerella, oppure un ponte nuovo “La portata del traffico ultimamente ci sta dando molti problemi in diversi momenti della giornata - dice Mario Sandrone, commerciante della frazione insieme a Gisella Bardina - Sarebbe molto comodo una passerella per accedere al pullman di Settimo Cielo. Ci vorrebbe un ponte nuovo, ma non è previsto. Qui gli incidenti non mancano, bisognerebbe portare il traffico verso la rotonda”. La memoria storica di quel tratto di strada è l’ex sindaco Aldo Corgiat. “Forse oggi la gente non si ricorda più com’era prima - dice - . Oggettivamente, il rifacimento del ponte e della rotonda hanno portato migliorie ma rispetto a 20 anni fa, le condizioni sono cambiate. Anche secondo me, quell’attraversamento dovrebbe essere curato meglio. Doveva intervenire il privato, i costruttori di Settimo Cielo. Nel passato, per le strade, era la Provincia che si occupava di quelle cose: allora, io ero sindaco e Ossola assessore alla viabilità in Provincia e i lavori si facevano perché c’erano degli interlocutori. Le Città Metropolitane invece sono un grosso fallimento: il consigliere comunale non sa a chi rivolgersi. Storicamente Fornacino è diviso in due, ma il carico maggiore, oggi, l’ha determinato Settimo e non Leini.”. Sulle passerelle, Aldo Corgiat è critico: “Sarebbe un intervento significativo, che trova resistenze da parte dei tecnici per i costi - dice - La città di Settimo dovrebbe mettere delle risorse ricavate dagli oneri di urbanizzazione ricavate dall’asse Cebrosa. Oppure, richiedere un intervento straordinario alla Città Metropolitana. Il mix tra le due cose sarebbe la soluzione più intelligente”. In passato, dagli oneri di urbanizzazione di Settimo Cielo, l’amministrazione ha ricavato le risorse per realizzare lo scolmatore. “Un intervento che rivendico - conclude Corgiat - abbiamo determinato la salvezza idrogeologica della città. E’ giusto pensare a investire le nuove risorse per migliorare la viabilità di quel tratto, ma ai cittadini del Fornacino dico anche di attivare la memoria e ricordare com’era quella strada in passato. Gli interventi sono stati fatti ma ora non sono più sufficienti”.
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