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18 Marzo 2022 - 19:30
L’ARRIVO I settimesi luca Rivoira e Carmelo Velardo impegnati nello scarico del pullman (foto Gabriele Cannone)
Nella giornata di domenica il gruppo è arrivato nei pressi di Jaroslaw in Polonia dove ha scaricato le circa 600 scatoloni contenenti beni di prima necessità, cibo e farmaci destinati al popolo ucraino.
I prodotti, come da richiesta del Rotary, sono immediatamente partiti alla volta dell’Ucraina e hanno raggiunto Ternopil grazie ad un lavoro di collaborazione tra tre diversi Distretti Rotary.
Appena finito di scaricare il materiale, il team si è immediatamente diretto verso il Centro di Accoglienza situato a Przemyl dove per circa 12 ore ha dato disponibilità a riempire il proprio pullman di persone che volessero lasciare il Paese in direzione Italia.
Il tutto con una collaborazione costante tra il gruppo del Rotary, la Prefettura e la Protezione Civile per fare tutto nella maniera più sicura e migliore per le persone.
“Gli obiettivi - ha detto Luca Rivoira - erano due: portare beni di prima necessità e salvare vite. Li abbiamo raggiunti entrambi. Siamo partiti con un pullman pieno di materiale e siamo tornati con 12 persone, tra donne e bambini, che abbiamo portato al Centro Fenoglio dove, come da accordi con la Protezione Civile e la Prefettura, faranno 5 giorni di quarantena e poi potranno raggiungere le proprie destinazioni finali accolti in famiglie che si sono rese disponibili, in maniera volontaria e gratuita, ad accoglierli ed ospitarli. Vedere il centro di accoglienza è stato un pugno allo stomaco. Ci aspettavamo tanta sofferenza ma vederla con i propri occhi è sempre diverso. Quello che ci rende orgogliosi è che quando siamo arrivati al centro, ci hanno comunicato che l’Italia all’estero, viene vista come eccellenza dal punto di vista dell’accoglienza. Questo non può che renderci orgogliosi”.
“Il Rotary - ha invece commentato Carmelo Velardo - è questo: è un’organizzazione che aiuta e, appena abbiamo saputo della degenerazione della situazione in Ucraina, non potevamo rimanere con le mani in mano. Ci è bastata qualche telefonata tra di noi per riunirci e per capire che, insieme, avremmo portato a termine un service incredibile. Oggi possiamo dire di aver salvato vite sia in Ucraina che in Italia ma nono escludo che continueremo ad aiutare questo popolo in difficoltà”.
Il team è tornato in Italia nella notte tra lunedì e martedì dopo un viaggio durato circa 22 ore per andare e 22 ore per tornare.
Gabriele Cannone
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