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SETTIMO TORINESE. La solidarietà si impara anche tra i banchi

SETTIMO TORINESE. La solidarietà si impara anche tra i banchi

in foto, Maria Zindato (Settimo I) e Rosanna Castelluccio (Settimo II)

Settimo è sempre in prima linea per la solidarietà.

Sono state tante le scuole che si sono, nell’ultima settimana, prodigate per raccogliere prodotti di prima necessità da inviare alla popolazione ucraina in grave difficoltà.

“Solo nella scuola Gobetti si è raccolto, per il progetto “Uniti per l’Ucraina”, più di trenta scatole di prodotti a lunga conservazione e non. Molti prodotti per i bambini e   diverso materiale sanitario - ha detto la dirigente del Comprensivo Settimo I, Maria Zindato - Le famiglie sono state molto generose e sono fiera di questa risposta. Ma una cosa che mi ha colpita ed emozionata non è stata tanto la raccolta del materiale per i più piccoli, ma soprattutto i messaggi che i nostri alunni hanno voluto inviare ai loro coetanei: disegni, frasi semplici ma commoventi. Quasi in ogni scatola si è inserito un disegno o una frase di conforto, ed è bello che un bambino voglia dare una mano ad un altro bambino, ovviamente con le proprie capacità e possibilità. È stata un’azione corale tra genitori e figli, e di questo ne siamo molto fieri. Alla Vivaldi hanno recuperato altre sessanta scatole, come anche la Giacosa ha fatto la sua parte a cui sono arrivate quelle della Para”. Pure alla Collodi e alla Munari si sono avuti dei numeri considerevoli di donazioni, e ciò dimostra che Settimo è sempre la città della solidarietà. Il tutto è stato trasportato al Sermig Arsenale della Pace di Torino, anche grazie all’aiuto del presidente del Consiglio d’Istituto, Davide Corino, e al Rotary di Settimo per il supporto logistico.

“L’idea di aiutare la popolazione ucraina - ha sottolineato Rosanna Castelluccio, vicaria della dirigenza e professoressa di lettere al Settimo II, - nasce dai dirigenti delle scuole di Settimo. Tutti hanno subito deciso di proporsi come un ponte per aiutare chi ha più bisogno. I genitori sono stati fondamentali per coordinare il tutto, ma i bambini hanno fatto la loro parte. È importante che una famiglia sia solidale e che il messaggio altruistico passi tra le generazioni. Abbiamo raccolto moltissime scatole. I bambini sono  stati molto responsivi e il significato del gesto è molto profondo e pregnante per il futuro della nostra società”.

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