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SETTIMO TORINESE. La scrittrice che piace a tutti i bambini d’Italia

SETTIMO TORINESE. La scrittrice che piace a tutti i bambini d’Italia

In foto, Chiara Audenino

SETTIMO TORINESE. Una lettera dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, non è da tutti i giorni.

Chiara Audenino l’ha ricevuta il 12 novembre, direttamente a casa sua.

Chiara è una consulente del lavoro, è sposata con Attilio e ha tre figli, Lorenzo di 20 anni, Vittoria di 18 e Riccardo di 11. Ha la passione per la scrittura per bambini e ha scritto diversi libri  che sono stati anche tradotti in inglese e in tedesco.

Chiara è vero che ti ha scritto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella?

È un sogno che si è avverato. Io fin da bambina ho avuto il pallino di scrivere libri per bambini. Poi è uscito il mio primo libro “Bambini Maleducati” e da lì sono nati tutti gli altri. Mi è sempre piaciuto il fatto che una mia storia potesse essere letta da tutti i bambini, ma soprattutto dai miei figli.

Eh, ma cosa dice la lettera di Mattarella, è emozionante?

Allora, il 12 novembre mi ha suonato una postina dicendomi che c’era una lettera per me. E io ho subito pensato a una multa. Poi prendendola mi sono fermata per un minuto. La lettera era intestata dalla Presidenza del Consiglio.

Cosa ti ha scritto?

Ho subito creduto che fosse un prestampato con le solite frasi di rito del Presidente della Repubblica per una congratulazione o altro, ma non ne capivo il motivo. Poi ho aperto la lettera, il Presidente Mattarella mi ha scritto di suo pugno che aveva apprezzato quello che avevo raccontato nei miei libri e gli è piaciuto. Sono semplici, ma importanti, storie di inclusione e di verità.

E quindi?

E quindi sono stata una mezza mattinata in fibrillazione per assaporarmi il momento. Ero felicissima, è l’ho subito condiviso con mio marito e i miei tre figli.

Da dove nascono le tue storie? E quale messaggio vuoi dare?

Raccolgo le storie dalla realtà, dal bullismo al cyberbullismo, o dalla ragazzina che dice parolacce che non dovrebbe al bambino che deve imparare a difendersi. Dal bambino picchiato a quello che picchia. Una visione del mondo a 360 gradi. Vorrei solo che i ragazzi pensassero a quello che fanno, perché a volte compiono atti di cui non hanno consapevolezza. E i personaggi di cui ho narrato sono reali, sono presenti nelle nostre scuole, nelle nostre città. Io racconto la realtà e forse per questo che Mattarella mi ha scritto. Vorrei che la società fosse migliore di quello che sia oggi e voglio partire proprio dai bambini. Loro sono il nostro futuro.

Il tuo ultimo libro che hai scritto qual è?

“Diario di un bambino in quarantena”, che è stato tradotto in inglese e in tedesco. È un racconto del disagio di un bambino a cui è stato tolto tutto nel lockdown, dall’aspetto relazionale all’affetto dei suoi amici di cui ha più bisogno. È una storia comune a molti, ma che può essere utile leggere.

Ma i disegni nel libro? Li hai fatti tu?

Li ho fatti con mio figlio Riccardo nel periodo del lockdown. Ed è stato terapeutico. Inoltre, il font del libro è ad alta leggibilità, proprio per permettere a tutti in bambini di poter leggere e di pensare.

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