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25 Giugno 2021 - 11:54
in foto, Silvio Ellena (a destra), presidente del Rotary Club alla sua investitura: ora è in scadenza di mandato
“Nessuno del nostro club, nel periodo Covid-19, si è mai tirato indietro e di ciò ne sono fiero”. È con queste parole che Silvio Ellena ha raccontato il difficile anno, 2020/21 di presidenza al Rotary Club di Settimo
Com’è stato quest’anno come presidente del Rotary?
È stato un anno inusuale, dove il lato relazionale a livello fisico con i soci è sicuramente mancato. L’ultima conviviale l’abbiamo fatta a settembre del 2020, poi incontri solo via web. Forse ne abbiamo fatti qualcuni in più degli anni scorsi, ovviamente in videoconferenza, ma perché avevamo bisogno di vederci e di guardarci in faccia. Però non è stato facile. Le conviviali per noi sono sempre importanti, perché avvengono moltissimi scambi di idee, e con gli ospiti c’è l’avvicinamento a realtà diverse dalla nostra quotidianità. Ciò è sempre un arricchimento a livello personale e affettivo.
E i soci del Rotary come hanno reagito alla pandemia?
Devo dire che i ventidue soci del nostro club sono stati fantastici, ovviamente con le loro risorse e con le proprie situazioni familiari sul Covid, ma nessuno ci ha abbandonato. A conti fatti, abbiamo investito per i Services più degli altri anni. Nessuno si è tirato indietro per dare una mano alla comunità settimese. Ognuno ha fatto quello che ha potuto ed è stato importante il lavoro di squadra, dalla distribuzione delle mascherina alla consegna della barella di biocontenimento per i pazienti Covid-19. Io non mi sono mai sentito solo. Devo dire grazie a tutti, sul serio.
Qual è il Service a cui si sente più legato in quest’anno così particolare?
Sono affezionato a tutti i Services, però sono orgoglioso di alcuni progetti nei quali siamo stati presenti: Con-Tatto con Carmelo Velardo, il Giardino in via Schiapparelli, e abbiamo organizzato degli spettacoli on-line per aiutare chi lavora nel settore artistico. Ma quello di cui vado fiero è il pranzo di Natale dello scorso anno, cucinato dal ristorante da Sergio, in cui abbiamo distribuito circa un centinaio di pasti a chi non poteva permetterselo. E poi abbiamo organizzato, da febbraio di quest’anno, il Service LoveFood (Amare il cibo, ndr), in cui grazie agli alunni della scuola Enaip e ai volontari della Caritas, si sono preparati 750 pasti per 300 famiglie. La cosa importante è che però sono stati pasti gourmet, di qualità eccellente e a livello organolettico sono stati ineccepibili. Anche il Rotaract è stato un mattoncino reale che ci ha fatto sentire la sua preziosa presenza.
Questo Service è collegato anche allo spreco alimentare?
Sicuramente sì. I ragazzi dell’Enaip hanno compreso che non si deve sprecare mai nulla e, soprattutto, i volontari della Caritas hanno raccolto ciò che i supermercati avrebbero dovuto buttare perché in scadenza a breve e invece era ancora fruibile. È stata una sinergia che ha funzionato molto bene.
E quindi il lavoro di squadra è creativo?
Da soli, come dico sempre, non si fa mai nulla. Dobbiamo fare rete e condividere le forze delle associazioni presenti sul nostro territorio per il bene comune. Io sono sempre più convinto del mio motto con cui ho iniziato la mia presidenza: “Agire per servire”. Ed è quello che abbiamo fatto, anche se non in presenza.
Altri progetti?
Solo per fare un esempio, abbiamo finanziato con il Gruppo Cinque Rotary (Club Rotary di Settimo, Chivasso, Chieri, Torino Est e Torino nord-est) un dormitorio in una missione in Tanzania.
Cosa augura al futuro presidente Rotary di Settimo? E chi sarà?
Ovviamente sarà lui che si dichiarerà e non voglio svelare la sorpresa, ma so che è una persona competente e affidabile. Sono sicuro che farà bene, speriamo solo che il Covid non gli influenzi la sua presidenza, ma sono certo che sarà bravissimo a preoccuparsi della nostra comunità.
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