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Ivrea
14 Dicembre 2022 - 15:19
elisabetta piccoli
Dove passava Attila non cresceva più un filo d’erba. E chi si riposava mentre Attila combatteva era da considerarsi un uomo morto… Più o meno uguale con la vicesindaca Elisabetta Piccoli in quota a Forza Italia... Un po’ troppo Agente 007, un po’ troppo “architetto”, un po’ troppo ragioniera, un po’ troppo di tutto e di niente, fatto sta ed è che con in mano la “gestione del patrimonio” e il bilancio tutto ha fatto in questi anni fuorché lavorare per il consenso o con un “senso”. Senza alcuna consapevolezza di sé, del ruolo che stava ricoprendo, dell’essere al servizio di una comunità e non alla testa di un esercito di romani in assetto tartaruga. Morale? Non è passato un giorno che non se ne se sia inventata una nuova …
Prima ha tenuto in ostaggio lo Zac! con il Movicentro (e ancora lo è), poi ha sfrattato tutte le Associazioni ospitate al Valcalcino, infine, e più di recente, ha fatto inviare una rescissione del contratto di locazione al Circolo del Tennis e quindi pure del Comodato d’uso all’Auser…
Applausi scroscianti nel centrosinistra e tra le file dell’opposizione in generale.
“Se continua così - se la ridono - Non dovremo neppure fare campagna elettorale…”.
Dio solo sa quanto questo sia vero… Diciamo che se ci fosse un disegno strategico (e siamo sicuri che non c’è) qualcuno potrebbe iniziare a pensare che sia al soldo degli “altri”. In realtà “No”.
Lei è proprio così e si è sempre detta più che convinta di quello che fa e delle decisioni prese, compresa quella di chiudere l’acqua della fontana di Camillo Olivetti che consuma troppa energia elettrica, impipandosene di quel che rappresenta, dei turisti del patrimonio Unesco e dei viaggiatori della Via Francigena o di chi semplicemente passa da Ivrea per puro caso.
Sempre in cerca dell’applauso anche quando oggettivamente le sue scelte nulla hanno a che fare con “la diligenza del buon padre di famiglia” prevista dal nostro codice civile ma solo e soltanto con la logica dei numeri, delle virgolette, dei commi, delle formalità e degli obiettivi da raggiungere.
L’ultimo è davvero strampalato: far coesistere 700 anziani e più di 1000 aranceri dell’Asso di Picche dentro ad una stanza di 50 metri…. Casomai dovesse riuscirci a ficcarli tutti lì dentro fateci un fischio che urleremo al miracolo, pronti a chiedere per lei una beatificazione dal Santo Padre, o santa subito.
Santa Elisabetta da Ivrea.
Che poi in verità Piccoli, un po’ come Berlusconi (saran mica dello stesso partito per niente) ogni tanto dice anche qualche “bugia” ma è la prima a crederci ed è questo che la rende ancor più pericolosa.
Piccoli da questo punto di vista non ti delude mai: quando ti aspetti che dica una scempiaggine, stai sicuro che lo fa. Lo fa tutte le volte che vuole convincere qualcuno ma anche quando parla di cose che non sa e, anche in questo caso, nessuno riuscirebbe mai a farla tacere. Per “gustarsela” all’opera basti a tutti una seduta di consiglio comunale con lei che racconta del bilancio.

La fontana di Camillo Olivetti
L’incontro con Auser
Davvero un peccato non averla potuta ascoltare all’opera l’altra settimana ad un incontro con l’Auser, presenti il presidente Rosalia Maggiolo, Bruno Zanotti e Massimo Adinolfi.
Al centro del contendere il Centro Anziani di via Arduino con lei che vorrebbe consegnare il salone nelle mani dell’Associazione Picche e sempre con lei che da mesi lavora per mettere all’angolo gli anziani, relegandoli ad un paio di stanzette. Un’attività certosina, a tratti pruriginosa, cominciata quest’estate con la notizia di un accordo, stretto con gli aranceri, per la manutenzione del giardinetto che guarda alla fontana di Camillo Olivetti.
“Col cavolo”, gli han risposto. “Staremo lì solo se continueremo a poter disporre del salone per i nostri incontri, per le feste, per i laboratori e per i corsi...”.
Piccoli, come una campana stonata, ha continuato per tutto il tempo a parlare degli insostenibili costi, circa 20 mila euro, che però nessuno sa come siano stati conteggiati, oltrechè con gli algoritmi..
Peraltro, sbagliati, essendo stati calati su 380 metri quando lì, di metri calpestabili, ce ne saranno a mala pena 230, forse 240.
Gli anziani, a muso duro, le han rinfacciato una politica “sbagliata” sul sociale che già ha prodotto la chiusura del Centro a San Lorenzo, non gestito da loro.
“Che modo di fare è questo - han stigmatizzato - Al posto degli auguri di Natale ci avete mandato una sfratto. Continuate così e chiuderanno anche i centri anziani gestiti da Auser, anche quello di piazza Boves. Questo modo di fare non ci è affatto piaciuto. Prima di ogni decisione si sarebbe dovuto concordare il da farsi... Noi non faremo alcun passo indietro. Disponibili, su richiesta, a dare il salone a chiunque ma lo dobbiamo gestire noi!”.
Insomma non esiste un “piano B”.
E se Piccoli ha definito la delibera di recesso dal Comodato d’uso gratuito “un atto dovuto” molti l’han già catalogata come “intimidatoria”.
“A San Giovanni - ha inforcato la delegazione - Da giorni non funziona il riscaldamento. Accogliamo la gente con il cappotto e con 10 gradi. Si è rotto l’impianto. C’è chi pensa che questo sia un segnale per farci andare via ...”.
E Piccoli con le braccia alzate in segno di resa, neanche avesse visto Papa Leone Magno: “L’aggiusteranno. Non posso farci niente. Dovete rivolgervi all’Ufficio Tecnico...”. Fine della discussione. Stretta di mano, tanti saluti e arrivederci al prossimo anno... Si sarà davvero arresa? Boh?.
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