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Piazza aulica: “Tenda della Misericordia sì, Sanaterra no ...!”

Piazza aulica: “Tenda della Misericordia sì, Sanaterra no ...!”

cadigia perini

IVREA. Se c’è un personaggio che a Ivrea  rappresenta la “sinistra” vera, questa è Cadigia Perini. Segretario di Rifondazione Comunista. Di recente candidata al Parlamento per Unione Popolare il movimento dell’ex magistrato De Magistris, si è sempre occupata di argomenti ben definiti: il lavoro, il sociale, la pace, giusto per citarne tre. Lo fa scendendo in piazza tutti i sabati contro l’invio di armi in Ucraina. Lo fa scrivendo pezzi al vetriolo sul sito internet Varieventuali (il giornale dell’altra Ivrea) che in città è un “cult”. Lo fa perchè ci crede. E su tutto il resto. Per esempio cosa pensa del Carnevale? Glielo abbiamo chiesto. Più di 400 mila euro per il Carnevale, altri 60 per San Savino, infine 260 della Fondazione Guelpa. Non ti sembrano un po’ troppi tutti questi soldi per la cultura? Innanzi tutto dovremmo accordarci su cosa è cultura: per me non è semplicemente un calendario fitto di eventi organizzati o patrocinati dal Comune senza un progetto globale, un piano. Il piano culturale di una città deve essere integrato con le altre politiche: scuola, sociale, sport, ambiente, cura della città, e deve coinvolgere attivamente la cittadinanza. La sua copertura economica poi deve essere congrua rispetto ai servizi primari per la popolazione, a maggior ragione in questo momento di crisi sociale ed economica delle famiglie e delle singole persone. E non mi pare che così sia nel bilancio di questa amministrazione. A guardare queste cifre, non posso pensare, per fare solo un esempio, al rifiuto dell’attuale amministrazione di rifinanziare un servizio ad alto impatto sociale come il “Portierato sociale” nel quartiere Bellavista. Un progetto di comprovata efficacia per aiutare nella gestione dei conflitti fra condòmini in edilizia popolare, per non far sentire soli gli abitanti delle periferie. Un servizio che andava replicato in tutti i quartieri è stato invece cancellato. Eppure costa un decimo del solo bilancio di San Savino, 6.000 euro all’anno. Come Rifondazione abbiamo incontrato in primavera l’associazione Bellavista Viva e coinvolto i gruppi di minoranza perché presentassero una mozione in consiglio comunale per il rinnovo e estensione del servizio. Ma l’amministrazione di centrodestra ha continuato a negare il rinnovo. E tornando a cosa è cultura... Mi piacerebbe sapere ad esempio dall’assessora Casali cosa c’entra la “Tenda della misericordia e della famiglia”, iniziativa delle Diocesi di Ivrea del 15 ottobre scorso, con “Ivrea capitale del libro” che ha dato il patrocinio, come si leggeva nelle locandine. Evento religioso al quale fra l’altro è stata concessa piazza Ottinetti, mentre la stessa è stata negata ad una manifestazione di più universale respiro come Sanaterra perché non compatibile con le statue di Mitoraj. Oppure vorrei chiedere quale “particolare rilievo” avevano le “Giornate romane di Eporedia” organizzate in piena campagna elettorale (regalando fra l’altro un palco privilegiato al candidato leghista), che sono costate quanto un anno di portierato sociale? E non si dica che diversi sono i capitoli di bilancio, perché il bilancio lo redige l’amministrazione in base alle politiche che vuole perseguire. Insomma la nostra sensazione, è che questa amministrazione spenda più o meno in un settore a seconda dell’attivismo dell’assessore di riferimento, invece che agire sulla base di un progetto globale di città. Hai notato differenze tra il modo di amministrare del centrodestra e del centrosinistra? Sicuramente vi sono politiche che le amministrazioni di centrosinistra pongono come prioritarie, perché in effetti lo sono nella società: il sociale e il lavoro. Due temi sui quali invece l’amministrazione di centrodestra è decisamente carente.  Si usa dire che nelle politiche locali destra e sinistra sono uguali, perché tappare una buca in una strada non è né di destra né di sinistra. Questo non è corretto, perché la differenza la fa da dove prendi i soldi per tappare quella buca: dalle giornate romane o dai servizi sociali?  L’amministrazione di centrodestra eporediese, come nel resto d’Italia d’altronde, si è anche caratterizzata per la sua chiusura verso i temi dell’accoglienza, della solidarietà universale, della pace, temi invece radicati nella storia di Ivrea e che l’amministrazione di centro-sinistra ha condiviso e sostenuto. L’errore grave delle ultime amministrazioni di centrosinistra eporediesi è stato il distacco dalla popolazione, la mancanza di coinvolgimento di cittadine e cittadini nelle iniziative, il difetto dell’idea di autosufficienza e “immortalità politica”, che ha fatto sì che non venissero coinvolti quei gruppi consiliari o extra-consiglio che avrebbero potuto dare maggiore forza in particolare per le politiche sociali, del lavoro, dell’ambiente e dei beni comuni.   Cosa dovrebbe fare un’Amministrazione comunale? Un po’ ho già risposto nelle precedenti domande.  Intanto deve dichiarare i valori alla base delle politiche che vorrà mettere in atto che per noi attivisti e militanti di sinistra sono la centralità della persona, il rispetto della sua dignità, la qualità della vita; la cura e lo sviluppo armonico e sostenibile della città; la salvaguardia del territorio, dell’ambiente e delle risorse naturali, dei beni comuni; la legalità, la giustizia, la solidarietà, anche internazionale, la pace e il rispetto delle diversità; i valori della Resistenza e dell’antifascismo; la Costituzione. E su questi innestare un programma dove i diversi settori si devono intersecare per formare un piano globale, culturale, sociale e ambientale per la città. Amministrare una città come Ivrea vuol dire governare un territorio. Occorre stabilire un rapporto unitario con i Comuni dell’Eporediese per governare collegialmente i processi e un modello di sviluppo locale sostenibile. Occorre svolgere un’azione politica forte e in stretta relazione con la Città metropolitana per armonizzare le politiche comunali con quelle regionali, per uscire dal localismo e proponendo la propria storia, la propria cultura, le proprie capacità formative e produttive come forze originali e complementari a quelle dell’intera regione. Ivrea deve essere il nodo portante di una rete di comuni capace di esprimere volontà politica sui grandi temi dell’occupazione, della sanità, dei servizi sociali, della cultura, della formazione e dell’ambiente, accrescendo così la propria capacità di risposta ai problemi dei cittadini e garantendo in modo continuo la loro partecipazione attiva. Perché secondo te dei soldi che si spendono in “cultura”, a cominciare dal Carnevale si è sempre parlato poco? Perché in pochi hanno un accesso agile o gli strumenti o la volontà di approfondire i dati economici, che poi sono – come sappiamo – molto politici. Noi raccogliamo molto malcontento, disagio e criticità nel sociale, nella sanità (dove pure l’amministrazione comunale deve fare la sua parte), nel mondo del lavoro povero e precario (anche di lavoratori di appalti comunali!), ma manca chi è in grado di raccogliere questo disagio per costruire una efficace opposizione sociale. E’ un fenomeno della fase storica che stiamo vivendo che naturalmente non tocca solo Ivrea, ma la nostra città non ne è esente. Per questo le amministrazioni devono sentire ancora più pressante il dovere di attivarsi direttamente per migliorare le condizioni di vita dei propri abitanti e del territorio, intervenendo sui bisogni al loro sorgere e sui problemi prevenendoli. Noi ci candidiamo a farci interpreti di questi bisogni, ma certo non ci sentiamo e non siamo autosufficienti, in questa direzione – allargare la partecipazione sulla base di un programma con punti condivisi – stiamo lavorando, come Rifondazione Comunista insieme alle altre forze a attivisti di Unione Popolare, per le prossime amministrative del 2023. llm
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