Una tassa per “tirare” le arance. Una tassa per fare il Carnevale. L’Amministrazione Comunale chiede alle “Componenti” non meno di 140 mila euro. Nulla è ancora stato deciso ma la risposta sarà più o meno categorica: “attaccatevi al tram”.
Questo è più o meno emerso nei due incontri “informali” tenutisi martedì e giovedì scorso.
Non ha dubbi Guido Santi, che rappresenta l’Associazione delle Componenti in seno alla Fondazione, e fuori da lì parla a nome di tutti gli aranceri.“Un contributo ci sarà - ci spiega ma ce lo aveva già spiegato la scorsa settimana - Le Componenti storiche daranno una quota, gli aranceri un tot per ogni iscritto ma non saranno sicuramente quei 10 o 15 euro che ci chiedono. Se è vero che il Carnevale è di tutti, daremo tutti per una questione di equità. Questo è quel che a me interessava passasse come concetto. Altro concetto che deve passare è che si tratterà di un una tantum. Il prossimo anno non ci troveranno così accondiscendenti...”
Il calcolo che si sta facendo è su una base di 5 euro, un numero che moltiplicato per gli aranceri (11 mila) per i tiratori sui carri da getto (altri mille) più i cavallanti più le altre componenti fa qualcosa come 60/70 mila euro.“Al massimo si può arrivare a 6 o a 7 - stigmatizza Santi - I soldi che l’Amministrazione ci ha chiesto per noi sono impossibili da sostenere e molto dipenderà dal numero di arance.Le difficoltà non le hanno solo loro ma anche chi il Carnevale lo fa. Loro chiedono 140 mila euro? Bene: troviamoci a metà strada. Da niente a 60 mila è già molto ... a me non sembrano pochi se la base di partenza è zero. La Fondazione tira fuori dei soldi, il Comune anche, ma le Componenti tirano fuori il doppio e fanno da volano all’economia... Tra pochi mesi ci saranno le elezioni, vorranno mica presentarsi ai cittadini come quelli che hanno fatto saltare il Carnevale... Se non vogliamo il Carnevale basta dirlo e ce ne faremo una ragione. Detto questo, conosciamo benissimo qual è la situazione economica e i problemi che ci sono ma è proprio per questo che non bisognerebbe approfittarne. Era da anni che si parlava del contributo, fosse stato un anno normale ci sarebbe stato un secco no. Aggiungo che nessuno parla mai dell’indotto creato da noi e che vale non meno di due milioni di euro”.
C’è un problema di costi da non sottovalutare. Fino all’ultima edizione tirare significava spendere dai 90 ai 120 euro, quest’anno considerando che il costo delle arance è passato da 34 a 60 centesimi al kg e che a testa se ne tirano dai 100 ai 120 kg, si chiederà non meno di un 30 per cento in più.Ancora più caro sarà il carro da getto dove la quota veleggiava intorno ai 500 euro.
A giorni si terrà un incontro e ad organizzarlo dovrebbe essere il presidente della Fondazione Piero Gillardi.
“Sia chiaro - aggiunge Santi - noi preferiamo che i soldi vadano alla Fondazione.Io sono arancere ed è con loro che mi interfaccio. Trovo anomalo che nei giorni scorsi lo abbia fatto l’Amministrazione. Se i soldi dovessimo darli al Comune vorrei poi anche che mi rilasciassero qualcosa su come li hanno utilizzati. Mi chiedo per esempio perchè non si sia accantonato un fondo nei due anni in cui il Carnevale non c’è stato... o anche perchè la Tari in questi due anni è rimasta invariata?”.
Poche speranze sulla pubblicità e sugli sponsor...
“Il carnevale di Viareggio incassa 110 mila euro e il Palio di Siena gode dei diritti televisivi. Il Carnevale di Ivrea non è così facilmente vendibile salvo che ai benefattori. Un tempo ce n’erano, oggi non più così tanti ...”.
Altrettante poche le speranze di applicare due tariffe per i tiratori, una legata ai residenti in città e l’altra ai non residenti che si vogliono divertire.
“Il turista o chi viene a Ivrea per tirare lascia soldi sul territorio. E’ come se pagasse già una tassa...E come ho già detto non voglio che una famiglia rinunci a tirare perchè costa il doppio.
Pià democristiano il presidente dell’Associazione delle Componenti Paolo Diane.“Le Componenti si sono ritrovate e si sono dette consapevoli di una situazione economica e sociale di particolare gravità - ci dichiara - Giusto contribuire ai costidel Carnevale ma non sono ancora chiare le modalità....”
E poi ancora: “Non vedo motivo per un braccio di ferro con l’Amministrazione comunale. Nel rispetto di quelle che sono le aspettative il contributo rappresenta uno sforzo non di poco conto di chi si è sempre autofinanziato...”.
Commentiscrivi/Scopri i commenti
Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce
Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter
...
Dentro la notiziaLa newsletter del giornale La Voce
LA VOCE DEL CANAVESE Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.