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"Sinergie in Canavese" porta 4,3 milioni di euro nelle vallate

Frassinetto

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Stanno per arrivare molti soldi nell’Alto Canavese: 4 milioni e 300 mila euro. Sono quelli del PNRR ed il progetto finanziato – denominato “Sinergie in Canavese” - prevede la creazione di una Green Community per realizzare progetti di sostenibilità ambientale. Sono 35 in tutt’Italia ad aver ottenuto l’approvazione e tre di essi riguardano il Piemonte. 

“Sinergie in Canavese” vede raggruppati, sotto la guida dell’Unione Montana Valli Orco e Soana, altre quattro Unioni (Gran  Paradiso, Valle Sacra, Val Gallenca ed Alto Canavese) ed il Comune di Cuorgnè. Sostengono il progetto l’Ente Parco Gran Paradiso, il GAL Valli del Canavese e l’Ente di gestione dei Sacri Monti. I comuni coinvolti sono in tutto 28. 

Le opere previste sono di tipologie molto differenti e vanno dalla produzione di energia all’efficientamento energetico degli edifici; dall’agricoltura e dall’allevamento sostenibili alla risistemazione dei sentieri; dal potenziamento delle strutture turistiche alla riqualificazione dei centri storici. Alla base del successo stanno l’impegno del presidente dell’Unione capofila, il sindaco di Frassinetto Marco Bonatto, e quello dei tecnici sia interni che esterni all’ente, che si sono dimostrati abili anche in altre occasioni nel predisporre progetti ben strutturati e quindi più facilmente finanziabili. 

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Oltre a quello di cui abbiamo parlato, ne esiste un altro ben più ambizioso - almeno sotto l’aspetto finanziario - che per ora è stato redatto in forma di Piano Preliminare e che punta a sviluppare ulteriormente questo tipo di investimenti con una spesa dieci volte maggiore (47 mila euro) ma da  finanziare con altri fondi. 

Spesso i grandi stanziamenti concernono opere di forte impatto e di dubbia utilità; in questo caso è invece proprio la  sostenibilità ad aver indotto il  Ministero degli Affari Regionali ad assegnare il consistente gruzzolo. Sembrerebbero quindi interventi positivi, fermo restando che solo conoscendoli nel dettaglio sarà possibile farsene un’idea precisa. 

Cosa sono le Green Communities?

Uno strumento di programmazione efficace e snello, che nasce dai Comuni riuniti in Unioni e Comunità Montane per mettere a punto strategie di prevenzione e di gestione”. Ad offrirne questa descrizione è il sito dell’U.N.C.E.M. che queste Communities le conosce bene avendo contribuito a farle nascere ed avendole sostenute fin dall’inizio.

In concreto si occupano di: prevenzione del dissesto idrogeologico; gestione integrata e certificata del patrimonio forestale, della biodiversità e delle risorse idriche;  produzione di energia da fonti rinnovabili locali (quali i microimpianti idroelettrici, le biomasse, il biogas, l’eolico, la cogenerazione e il biometano); efficienza energetica e integrazione intelligente degli impianti e delle reti; sviluppo sostenibile delle attività produttive (comprese quelle agricole  e turistiche); valorizzazione delle produzioni locali;  integrazione dei servizi di mobilita’;  gestione sostenibile del patrimonio edilizio e delle infrastrutture di una montagna moderna.

Tutto questo non può essere fatto dai singoli Comuni, grandi o piccoli che siano, ma solo dagli enti territoriali, come appunto le Comunità Montane (dove esistono ancora) e le Unioni. Sono questi enti  ad individuare ambiti di azione, potenzialità, opportunità, urgenze, investimenti.

Le prime Green Communities risalgono al 2008. Nel 2010 e 2011 il Ministero dell’Ambiente avviò cinque progetti-pilota in altrettante aree del Sud-Italia.  Nel 2015 entravano nella legislazione nazionale grazie alla Legge 221 sulla “Green Economy” che poneva il nostro Paese all’avanguardia nell’applicazione degli impegni presi a Parigi in sede di Cop21. Come spesso accade, la si è lasciata a lungo in un angolo ma “è la base per il lavoro da fare oggi, con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”.

La soddisfazione dell’Uncem

Grande soddisfazione viene espressa dall’U.N.C.E.M. (Unione Nazionale di Comuni, Comunità ed Enti Montani) per bocca sia del presidente nazionale Marco Bussone che di quello piemontese Roberto Colombero.

Faccio i complimenti ai Sindaci, agli Amministratori, a chi con loro ha lavorato per comporre i dossier di candidatura – dice Colombero -  Le Green Communities sono la grande opportunità per dire come stiamo nel futuro e come affrontiamo la transizione ecologica, energetica, come vinciamo le sfide della crisi climatica. Non abbiamo altre opportunità, non c’è altra via possibile, se non di lavorare con i Comuni montani insieme, rafforzando le Unioni e favorendo il dialogo tra zone urbane ed aree montane. Anche questo scambio è decisivo, preziosissimo. Uncem ci ha sempre creduto”.

A sua volta Bussone, che è canavesano e quindi conosce bene questo territorio, sottolinea il “lavoro importante che è stato fatto da Ministero, Dipartimento per gli Affari Regionali  e le Autonomie, territori, Uncem. Non c’è tempo da perdere. I fondi devono essere investiti bene e subito. Con traiettorie chiare e condivise dalle comunità, il cui ruolo di animazione è decisivo”. 

Bussone cita Papa Francesco ed il presidente Mattarella nel sottolineare l’importanza “della transizione ecologica  e dell’ecologia integrale” ed aggiunge: “Per noi questo non è un bando del PNRR come tanti altri. E’ quello centrale per le montagne che sono in dialogo con le aree urbane, per territori che dicono cosa vogliono essere, accrescendo servizi ed opportunità di lavoro e di residenza, stando nel futuro, più green e più sostenibili, intelligenti e innovatori. Le Green Communities sono presente e futuro, speranza e fiducia”.

Green Communities: a chi va il merito?

La notizia dello stanziamento di 4 milioni di euro  e rotti per il progetto “Sinergie in Canavese” ha stimolato i politici del territorio a rilasciare dichiarazioni e ad emettere comunicati-stampa per felicitarsi del risultato e magari per intestarne il merito alla propria parte.  

Dalla Lega arrivano i commenti del consigliere regionale Andrea Cane, del deputato Alessandro Giglio Vigna, del sindaco di Ingria e vicepresidente dell’UNCEM Igor De Santis. “Uno straordinario risultato per il territorio, con fondi che saranno investiti per i cittadini e il turismo a chilometri zero” - dice Cane. “Favorirà una ricaduta sull’intera comunità canavesana per valorizzare il turismo e portare servizi adeguati ai cittadini delle Terre Alte” - è il parere di Giglio Vigna. De Santis sottolinea: “Viene premiata la capacità di fare squadra tra i Comuni più grandi e quelli più piccoli, tra quelli di bassa valle e quelli di montagna. Questa progettualità coinvolge cittadini, imprese, Enti montani e Regione in una sfida che parla di futuro”. 

E’ un’ottima notizia per il territorio e faccio i miei complimenti a Bonatto e a tutti i sindaci coinvolti dall’iniziativa”, dichiara Mauro Fava, consigliere regionale di Forza Italia ed ex-leghista. “E’ stato un grande lavoro di squadra che ha dimostrato una volta di più che anche in Canavese si può costruire qualcosa di grande operando in sinergia e collaborazione, superando i campanilismi. Spiace solo constatare come qualche mestierante della politica non abbia saputo sfuggire alla tentazione di piantare vuote e inconsistenti bandierine politiche”.

I nostri territori, finalmente coesi, sono riusciti a vincere i bandi nazionali e a far atterrare risorse davvero significative. Ciò dimostra che quando si fa sistema i risultati si portano a casa”. E’ il giudizio del consigliere regionale del Pd Alberto Avetta, che aggiunge: “Bisogna ringraziare il lavoro di Uncem e dei Comuni che hanno vinto nonostante la consueta disattenzione della Regione Piemonte. Fortunatamente il Governo Draghi ha saputo ben gestire l’opportunità offerta dal Pnrr”. 

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