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La canadese Sesami si compra l'Arca Technologies di Bollengo. Lavoratori preoccupati

Arca Technologies

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L’italo americana Arca Technologies di Bollengo e Ivrea venduta ai canadesi di  “Sesami Cash Management Technologies”. La notizia diffusa nelle scorse settimane è arrivata come una doccia fredda alle orecchie dei dipendenti ancora scossi per i licenziamenti del 2018. “Con il suo team di talento, il solido portafoglio di prodotti per il riciclaggio di denaro contante e le impressionanti capacità globali di sviluppo e produzione dei prodotti, ARCA amplia notevolmente l’offerta di dispositivi intelligenti di Sesami, approfondisce le nostre capacità di ricerca e sviluppo interne ed espande ulteriormente la nostra presenza globale e la base di clienti”, ha commentato Steph Gonthier , Amministratore Delegato di Sesami.  Arca Technologies è il secondo più grande fornitore al mondo di riciclatori di denaro contante e relativi servizi di supporto, con una quota di mercato significativa in Nord America ed Europa, con una posizione di mercato da leader in Canada, Spagna e Messico.  “Siamo entusiasti. Non vediamo l’ora di far crescere la base dei nostri clienti con istituti finanziari a livello globale in supporto della continua automazione della rete delle banche. Una trasformazione in cui i nostri dispositivi intelligenti per la gestione del contante svolgono un ruolo chiave”, ha affermato Hank Winfield, Presidente di Arca. Con sede nella Carolina del Nord, ARCA ha circa 320 dipendenti, uffici nel Regno Unito, Francia e Italia e uno stabilimento di produzione a Bollengo in Italia. Sesami è, invece, l’unica vera piattaforma globale end-to-end dell’ecosistema di cassa, che offre software, dispositivi intelligenti e servizi gestiti che aiutano le istituzioni finanziarie e le aziende a ottimizzare le prestazioni dell’ecosistema di cassa attraverso un’unica soluzione di custodia fornitore. L’ultima volta che Arca Technologies finì alla ribalta delle cronache fu nel marzo del 2018 in seguito alla procedura di licenziamento per 103 lavoratori (poi ridotti a 74), seguita alla cassa integrazione. E dire che nel 2014, quando la multinazionale americana acquistò, attraverso un fondo di investimento, per 70 milioni, Cts e Cts Cashpro, le due aziende nate a Ivrea 38 anni prima dall’intuizione di un gruppo di lavoratori ex Olivetti, qualcuno definì l’operazione la concretizzazione di un “sogno” il “sogno americano”. A gioire, in realtà, fu solo l’ultimo proprietario, Franco Ugo, scomparso esattamente un anno dopo. Scettici – a ben vedere per come sono andate le cose  – sia i lavoratori che il sindacato. Nel 2018 l’azienda, oltre ai 250 lavoratori dello stabilimento di Bollengo ne contava altri 50 con contratti a tempo indeterminato, più una trentina in somministrazione derivanti derivanti dall’acquisizione, nell’ambito di un processo di espansione, di Mavimec, Prosecure e Sumotec. l.l.m.
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