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Ivrea. Tassa di soggiorno: siamo partiti col piede sbagliato

Ivrea. Tassa di soggiorno: siamo partiti col piede sbagliato

Massimo Fresc

Comune turistico, uguale “tassa di soggiorno”. La Regione non aveva fatto in tempo a dare l’annuncio ufficiale che già in Municipio stavano pensando a come fare per raggranellare qualche spicciolo.  L’altra sera, in consiglio comunale, dopo le polemiche dei giorni precedenti sull’importo che era di 3 euro ed è poi dimagrito a 1,5 euro sotto i colpi della Consulta, della Commissione commercio, di Ascom, Confesercenti e tanti altri, è stato approvato il regolamento.  Morale? Da settembre chi pernotterà nelle strutture ricettive cittadine pagherà 1,5 negli alberghi e bed and breakfast e 1 euro nei campeggi.  Decisamente lungo l’elenco delle esenzioni. Non pagheranno l’imposta di soggiorno i residenti, le persone con disabilità e i loro accompagnatori, i ragazzi sotto i 12 anni, coloro che soggiornano a Ivrea per ragioni sanitarie e i loro congiunti, i volontari chiamati in città per eventi o in caso di calamità. Nel 2019 in città si sono contate 32 mila presenze turistiche e ancora non aveva aperto i battenti il nuovo 3t boutique hotel.  «Gli introiti - ha sottolineato l’assessore Costanza Casali  - saranno messi in un fondo con l’obiettivo di migliorare la ricettività e creare eventi in grado di portare in città più persone possibili. Bisognerà essere capaci di offrire servizi al passo coi tempi e per vincere la concorrenza di altri territori».  Inosmma, ha insistito Casali: “Dobbiamo crederci tutti. Se non entrano dei soldi non ne avremo mai per rendere la città più attrattiva. E’ un cane che si morde la coda...”. Molto critico  Massimo Fresc che, oltre a ad essere titolare di un Bed & Breakfast (quindi è uno che ne sa) è anche presidente della Commissione Commercio. “La decisione dei 3 euro era stata prese senza alcun passaggio in commissione e con una certa improvvisazione - s’è lamentato - Ai capigruppo era stata indicata una cifra di 3 euro che poi è stata modificata. Siamo partiti con il piede sbagliato.  A nostro avviso la cifra resta elevata. In alcuni regolamenti peraltro non è previsto che negli ostelli si paghi la tassa di soggiorno. Sono a volte esclusi anche agli affittacamere e i bed & breakfast. Per questo genere di attività si sarebbe perlomeno dovuto prevedere una tariffa più bassa. Il nostro è un turista di passaggio che non si ferma, avrei anche previsto un’esenzione dopo le prime due o tre notti di pernottamento. Lo vogliamo dire - anzi no lo dice il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti - che le tasse non fanno mai piacere a nessuno. Eppero per il Pd c’è una questione da chiarire sui numeri “Se nel 2019 abbiamo conteggiato 32 mila presenze e quest’anno prevediamo di incassare 35 mila euro, a partire da settembre, o son sbagliati i conti in bilancio o si è continuato a pensare ai 3 euro per notte.  Qualcosa non quadra...” Per Perinetti poi il bilancio non dice dove questi soldi verrano spesi. “Ci deve essere una destinazione precisa dei fondi. Sennò questi fondi finiranno per non avere concretezza....” ha stigmatizzato. Un dubbio peraltro avanzato anche dal consigliere comunale Francesco Comotto “Ce lo dite dove volete investirli o no?”.  Manco a dirlo “No! Non l’hanno detto!” l.l.m.
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