La notizia l’aveva data in anteprima, in consiglio comunale, l’assessora Costanza Casali: “Ivrea è stata inserita dalla Regione Piemonte nell’elenco delle città turistiche...”.
Ad una conferenza dei capigruppo, poi, la vicesindaca Elisabetta Piccoli aveva aggiunto: “Questo significa che potremo anche istituire la tassa di soggiorno…”.
E siccome quando si parla di tasse e balzelli a più d’un consigliere comunale s’alzano le antenne, il presidente della commissione commercio Massimo Fresc non ci ha pensato un attimo a riunirla per capire quali fossero le reali intenzioni.
Tra i presenti Mara Bagnod, Monica Girelli, Maurizio Perinetti, Anna Bono, Francesco Comotto, Antonio Cuomo, Donato Malpede, Ascom, Cna, Consercenti, il presidente della ConsultaMarco Vercellino e Luca di Sarno del settore turismo.
Manco a dirlo s’è assistito all’ennesimo show della vicesindaca Elisabetta Piccoli che s’è presentata come governatrice di Montecarlo proponendo 3 euro al giorno per persona (cifra peraltro anticipata sui giornali) e se n’è uscita inquadrando sè stessa per quello che è, un piccolo amministratore pubblico di una piccola città che ha la voglia di crescere anche in questo campo.
Quando han sentito la cifra (fuori dal buonsenso) molti dei presenti, infatti, non sapevano più se mettersi a piangere o scoppiare in una grossa grassa risata. “Ma davvero fai?” sembrava quasi di sentirli.
Morale? Dai 3 euro si è passati a 1,5 euro, ma con una lunga serie di esclusioni che verranno poi fissate in un apposito regolamento, a cominciare dai residenti in città che decidono di dormire fuori una notte per motivi loro.
“Tre euro - avrebbe sottolineato Marco Vercellino facendo riferimento ad altre realtà - sarebbe una cifra decisamente sproporzionata. In Valle d’Aosta siamo intorno a un euro.”
Che Piccoli volesse cogliere la palla al balzo per fare cassa è chiaro a tutti, che fosse una cosa non tanto intelligente altrettanto. Sbagliata anche con la previsione di investire quei soldi nel turismo.
Le han spiegato che tutto si può fare in questo momento salvo indebolire la capacità di competere del territorio, in particolare di Ivrea, considerando che nei Comuni limitrofi la tassa non c’è.
Qualcuno poi le ha anche ricordato che l’80 per cento dei clienti sono legati al business e al lavoro, quindi l’aumento delle tariffe andrebbe a ripercuotersi sulle aziende locali e non sulla bilancia dei pagamenti con l’estero.
Piccolo braccio di ferro su quando cominciare a farla pagare e, stando alle previsioni della Piccoli, potrebbe già entrare in vigore ad agosto.
Anche su questo c’è stata un leggera levata di scudi, non foss’altro che il settore ha appena affrontato unacrisi pazzesca con la pandemia.
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