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OGLIANICO. La Filarmonica in concerto per supportare i profughi ucraini

OGLIANICO. La Filarmonica in concerto per supportare i profughi ucraini

La Filarmonica oglianicese

OGLIANICO. Il 24 aprile alle 16.30 la Filarmonica oglianicese terrà un concerto di beneficenza, per supportare l’attività di raccolta fondi che il Sermig sta effettuando in favore degli sfollati ucraini che approdano in Italia alla ricerca di un luogo sicuro. “L’iniziativa è stata voluta da uno dei nostri maestri, Andrea Barone, che ha tenuto a farla per raccogliere questi fondi, e dall’Anbima (Associazione nazionale delle bande italiane musicali autonome) - dichiara Alessio Freddi, 46 anni, del consiglio direttivo della Filarmonica-. Stiamo preparando un volantino che consegneremo alle persone che verranno ad ascoltarci. Lì sarà riportato l’Iban del Sermig a cui si potrà versare una cifra”.  Ci sarà una scaletta di musica e di brani che i musicisti eseguiranno: “Suoneremo l'inno ucraino, il nostro inno nazionale e l'Inno alla Gioia, e ad eseguirli ci sarà non solo la Filarmonica oglianicese, ma anche i nostri allievi più piccoli”.  I motivi morali che hanno spinto l’Associazione a organizzare questo evento sono tanto semplici quanto fondamentali: “Noi siamo contro la guerra - spiega Alessio - e ci teniamo a dimostrarlo concretamente raccogliendo aiuti economici”. Un bell’incontro, dunque, organizzato una realtà che si è riformata da cinque anni e che da quel momento ha investito tutte le proprie forze nella ricostituzione di un gruppo unito: “La nostra banda non c’era più da tempo - racconta Alessio - e nel 2017 abbiamo così pensato di riunire i vecchi membri ma anche di attirare nuove leve”. Così, i volontari si sono messi alla ricerca di ragazzini dai 6 anni in su che disponessero di un unico requisito: la voglia di suonare e di imparare a padroneggiare uno strumento musicale. “Abbiamo così creato una scuola di musica e tra i maestri c’era proprio Andrea Barone, uno dei promotori dell’iniziativa del 24”. Ad oggi la banda è formata da una quindicina di adulti e una ventina di giovani. “Certo, alcuni ragazzini, quando arrivano a 14 anni, lasciano e si dedicano ad altro, ma la buona notizia è che sono di più i membri che entrano che quelli che escono, e tra quelli che rimangono con noi ci sono molte giovani donne!”. Questo nonostante il covid, “che ci ha creato alcuni problemi e ci ha fatto perdere qualcuno per strada”. Eppure c’è chi resiste e porta avanti la meravigliosa passione per la musica, anche durante le superiori. Tra loro ci sono i dodici allievi che entreranno a far parte della banda durante l'iniziativa del 24.
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