Quante volte abbiamo sussurrato nell’orecchio dell’Amministrazione comunale guidata da
Stefano Sertoli che esisteva un problema “tunnel” nel progetto di elettrificazione della linea ferroviaria Ivrea Aosta?
Negli ultimi due anni (le abbiamo contate) almeno in sei occasioni peraltro raccontando per intero il dibattito, sui soldi del
Pnrr, che andava in scena nell’aula del consiglio regionale della Valle d’Aosta. E parliamo della bellezza di 146 milioni di euro, di cui 36 per il miglioramento delle stazioni che si trovano sull’intera linea e 110 per l’elettrificazione dei 66 km della Ivrea Aosta.
Morire se in Municipio a Ivrea a qualcuno sia interessato qualcosa. Pazienza il sindaco impegnato com’è stato a impacchettare mascherine, spalare la neve e dare pacche sulle spalle. Ma dall’assessore al patrimonio “sotutomi”
Elisabetta Piccoli o quello ai trasporti
Giuliano Balzola almeno un sospiro ce lo saremmo aspettati. Nulla!
Sordomuti tutti quanti. Poi, d’un tratto, la scorsa settimana, si sono svegliati dal letargo e annunciato al mondo intero che erano entrati in possesso dei disegni. Abracadabrà. Squillino le trombe e rintocchino le campane. E fa un po’ ridere considerando che il preliminare risalente al maggio del 2010 lo si trova in rete con una facilità da dilettanti allo sbaraglio.
Adesso siamo al progetto definitivo che, in base al codice degli appalti, è stato predisposto proprio sulla base di quel progetto preliminare che tutti conoscono. E’ stato redatto nell’ultimo anno, quando si è avuta una “ragionevole certezza” della copertura finanziaria anche della fase esecutiva.
Concentrandoci sulla galleria di Ivrea, gli interventi previsti consisteranno in un generale potenziamento e rifacimento infrastrutturale. Una parte (circa 40 metri) verrà ricostruita nel tratto al di sotto di Piazza Perrone così come sarà ricostruito anche il cavalcaferrovia. In corrispondenza di corso Cavour, invece, si procederà con un innalzamento di circa 1 metro nel punto più alto del tracciato stradale nel tratto che sovrappassa la linea ferroviaria. Proprio così!
E chiunque conosca la città sa che il sistema viabile, già compromesso tra la Dora Baltea e la collina, tutto potrebbe sopportare salvo che un “dosso” – perché di questo si tratterebbe – alto un metro che si estenderebbe per molte decine di metri sul Lungo Dora….
Tant’è! Prendere o lasciare.
Durante i lavori, saranno previsti percorsi alternativi di viabilità (attraverso un ponte Bailey) e garantita l’accessibilità a ridosso dell’opera attraverso i percorsi pedonali.
La prossima settimana (il 24 marzo) i tecnici di Rete Ferroviaria Italiana (non è mai troppo tardi, sigh) incontreranno l’Amministrazione comunale
per illustrare tutti i dettagli..
L’iter proseguirà con i 90 giorni previsti per la Conferenza dei servizi e si perfezionerà a luglio con l’adeguamento del progetto alle eventuali prescrizioni che arriveranno.
A fine 2022 si ipotizza l’avvio della gara con inizio dei lavori nel gennaio del 2024 e conclusione nel giugno del 2026.
Dal gennaio 2024 al dicembre 2026, tutte le corse tra Aosta e Ivrea saranno garantite con autobus sostitutivi.
Si tratterà di una «interruzione continuativa» e servirà per ridurre al massimo di tempi di esecuzione dei lavori.
«Siamo legati ai tempi del Pnrr - commentano da Rfi -
Dobbiamo concludere tutto entro il dicembre del 2026.”.
Sulla tratta ci saranno tre cantieri base e nove operativi. Gli interventi riguarderanno anche le stazioni di Nus, di Hone-Bard, di Montanaro e di Strambino. In questo caso i lavori si concluderanno entro il 2024. Tra gli altri si risolverà il problema dei due treni che non possono entrare in stazione in contemporanea.
Si interverrà in tutto su 18 gallerie (ce n’è anche una a Borgofranco di Ivrea): per alcune basterà l’abbassamento del piano del ferro per inserire la «catenaria rigida» della linea elettrica; in altre servirà una «allargamento».
Il nodo Ivrea
I problemi tecnici all’elettrificazione della linea vennero a galla già nel 2010 a 4 anni dall’elettrificazione del tratto Chivasso Ivrea quando in tanti cominciarono a puntare il dito indice sul tunnel che buca la collina di Ivrea, proprio a ridosso del ponte ferroviario (il viadotto diventato simbolo della lotta di Liberazione fatto crollare da un gruppo di partigiani nel dicembre del ’44 per evitare il rifornimento di armamenti ai tedeschi). L’alternativa al dosso di circa un metro?
Abbassare il ponte con il rischio, però, che alla prima piena della Dora Baltea la ferrovia finisca sott’acqua. E se RFI disse di considerare troppo rischioso l’abbassamento sostenendo come unica possibilità concreta e praticabile l’innalzamento della galleria,
la risposta, in allora, del Comune di Ivrea, fu secca
«Un dosso di un metro in pieno centro città? Che se lo scordino. Ma vi immaginate il caos che creerebbe al traffico una cosa del genere?», tuonò l’assessore all’Urbanistica
Giovanna Codato –
Non tocca a noi trovare un’alternativa. Rfi deve cercare una soluzione diversa in grado di accontentare tutti».
Insomma, dieci anni fa, dopo tanto parlare,
l’elettrificazione della linea restò solo sulla carta.
Il progetto preliminare, venne approvato dal consiglio regionale valdostano e dalla giunta regionale piemontese ma i soldi non c’erano e tutto morì lì.
Adesso è diverso e i soldi ci sono. E’ mancato – se proprio vogliamo dirla tutta – il dibattito ma, come già detto, sarebbe stato inutile aspettarselo da un gruppo di amministratori comunali già in campagna elettorale che dal sindaco Stefano Sertoli in giù, fan fatica ad occuparsi dell’ordinario,
figuriamoci se dovessero mettersi anche a pensare alle scelte strategiche.