Per tutte le festività natalizie è stato un continuo andirivieni di numeri e comunicazioni sul “blocco delle auto” a causa dell’inquinamento da
pm10. Ad una certa i sindaci di centrodestra e di centrosinistra si sono pure messi a litigare a distanza sulle limitazioni e, nella mischia, s’è buttato a capofitto anche Stefano Sertoli in cordata con i colleghi sindaci di Beinasco, Carmagnola, Orbassano, Pianezza, Rivoli e Venaria, tutti di centrodestra. Di fronte ad una pandemia che non accenna ad andarsene via chiedevano alla Regione Piemonte e alla Città metropolitana di Torino, di sospendere il blocco della circolazione dei veicoli
come già si era fatto lo scorso inverno.
Tutto questo anche in ragione dei mezzi pubblici strapieni che diventano fonte di contagi.
“Da una parte - osservavano Sertoli & C -
viene chiesto ai cittadini che non possono cambiare la propria auto di usare i mezzi pubblici. Dall’altra, di evitare forme di contagio e, vedendo lo stato dei nostri mezzi, possiamo dire che sono una delle prime cause...”
Si aggiungono, anzi no, li aggiungevano loro, i repentini cambi di normativa per l’accesso al sistema dei trasporti pubblici, che mettono in difficoltà pendolari e operatori preposti al controllo (prima liberi, poi con green pass, dal 10 gennaio con super green pass, poi con dispositivi di sicurezza generici, infine con FFP2 obbligatoria, etc.).
“Inoltre - concludevano -
a causa delle quarantene, molti autisti non sono disponibili con possibili ripercussioni sul numero delle corse...”.
Bene dire che dal 1° marzo 2021 sono operative nuove disposizioni regionali per il miglioramento della qualità dell’aria. Misure di limitazione che intervengono sulle principali fonti responsabili delle emissioni di PM10 e ossidi di azoto: il traffico, l’agricoltura e il riscaldamento.
Alcune misure sono strutturali e sono sempre in vigore nel corso dell’anno o nel periodo che va dal 15 settembre al 15 aprile. Altre (il blocco dei veicoli diesel fino all’EURO 5 e quelli a benzina fino all’EURO 2) hanno un carattere temporaneo e si attivano con l’accensione del semaforo antismog per prevenire e contenere i superamenti del valore limite giornaliero di PM10. Tutti i Comuni dell’agglomerato di Torino, con popolazione superiore a 10.000 abitanti, sono chiamati ad adottare l’intero pacchetto di misure.
La risposta (una specie di pernacchia) l’ha data, a stretto giro di posta e di giornali, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo (primo firmatario) e da altri 24 di centrosinistra:
“I blocchi alle auto non si toccano... Non è sostenibile, a nostro avviso, affermare che i blocchi del traffico siano inutili - commentano -
a maggior ragione in un momento in cui le condizioni meteo evidenziano come sia necessario agire con la massima urgenza e con misure strutturali per fronteggiare i pesanti effetti dei cambiamenti climatici. Il traffico è la causa del 45% delle emissioni di ossidi di azoto e l’inquinamento atmosferico è il primo fattore responsabile di decessi per questioni ambientali in Europa e anche nei nostri territori».
Dati forniti dalla comunità scientifica che da anni si occupa del problema, quindi «inoppugnabili», motivo per cui, scrivono i sindaci,
«mettere in contrapposizione misure di tutela della salute, quali quelle delle recenti disposizioni statali sull’utilizzo del Green Pass sul trasporto pubblico locale, con il superamento delle limitazioni accettate da tutt, rischia di lanciare un messaggio assai pericoloso per la credibilità delle istituzioni, gettando ulteriormente in confusione cittadini e operatori economici».
Lo Russo peraltro dice di essere
“consapevole delle difficoltà del trasporto pubblico locale, aggravate anche dalla situazione pandemica che stiamo vivendo” ma a suo dire la ricetta non può essere un liberi tutti sull’utilizzo dei veicoli. Piuttosto, la ricerca di una soluzione
“congiuntamente all’Agenzia metropolitana dei trasporti”.
Inquinamento a Ivrea
E che la situazione non sia delle più rosse era chiaro anche a Ivrea. Parlano le rilevazioni della centralina di viale della LIberazione. Qui le Pm10 hanno superato il limite massimo di 50 microgrammi al metro cubo per otto giorni quasi consecutivi. E sono state, giusto per dare qualche dato in più, 67 microgrammi il 26 dicembre, ben 65 il 27 dicembre. E poi 53, 19, 38, 52, 65, 66, 64 e 52 il 4 gennaio. E sono numeri catastrofici da qualunque parti li si guardi.
Il punto è che a Ivrea, si erano presi degli impegni precisi con il consiglio comunale, a tutt’oggi inevasi.
Succedeva il 15 ottobre del 2018 quando la giunta, e più nello specifico l’assessore “di Crescentino”
Giuliano Balzola promise di
“ridurre l’inquinamento in città” e risolvere, una volta per tutte, il problema del traffico intorno alla rotonda di Porta Vercelli e in piazza Balla. Non in ultima di attivare un servizio di informazione, in tempo reale,
dei dati provenienti dalle centraline di rilevamento sul sito internet del Comune o con appositi pannelli digitali,
dando
vita ad un confronto con l’ARPA su tematiche ambientali e di salvaguardia della salute dei cittadini.
Cos’è successo da allora?
Ve lo diciamo noi: un bel cavolo di nulla, a parte una nuova centralina di viale della liberazione, s’intende.
“Giurin giuretto” il Sindaco e la Giunta avevano anche anticipato di voler affidare ad una società specializzata un incarico
per un Piano sulla Mobilità.
Anche di questo si è peraltro discusso in un più recente consiglio comunale grazie ad una mozione limpida come l’aria firmata dal grillino
Massimo Fresc e da
Francesco Comotto di Viviamo Ivrea.
“Il traffico – aveva stigmatizzato
Comotto –
è sempre più congestionato. In corso Massimo l’aria è irrespirabile. La salute dei cittadini, con particolare riguardo alle fasce più deboli, deve essere una delle priorità della Pubblica Amministrazione… Chissà cosa respirano i bambini all’altezza del tubo di scappamento. Mettiamoci la mano sulla coscienza e al portafoglio”.
C’è da aggiungere che, da quando la centralina di Viale Liberazione è stata riattivata, non sono più stati comunicati con la sufficiente evidenza gli sforamenti di PM10 e/o altri inquinanti.
“Fatto salvo il periodo del lockdown – avevano insistito
Fresc e
Comotto –
il traffico è ripreso con la stessa intensità di prima e code molto lunghe agli ingressi in città…”.
Altro capitolo: le piste ciclabili.
“Almeno proviamoci…” aveva quasi urlato
Comotto anche perchè – come si sa – gli investimenti, mortali, di ciclisti e pedoni sono in aumento.
Da qui la richiesta di cambiare passo, eventualmente affrontando i problemi sul tappeto prima della brutta stagione nell’ambito della commissioni Trasporti, Ambiente e Salute.
La verità?
L’aveva detta tutta Massimo Fresc.
“Quella del 2018 è una delle tante mozioni approvate all’unanimità e poi di fatto poco o per nulla attuate. Ricordo che le mozioni hanno un intento propositivo… Le mozioni bisogna avere voglia di applicarle. Se non vengono attuate il discredito ricade su tutto il consiglio comunale. E vale la pena chiedersi se vale la pena perdere del tempo a scriverle. Se la maggioranza non ci crede, perchè le vota? Ci vorrebbe un registro delle emozioni, in modo da esercitare una sorta di controllo…”
Fresc aveva
poi ricordato – e nessuno se lo è scordato – di quando il consigliere comunale
Anna Bono aveva messo in dubbio il fattore umano nel riscaldamento globale…
Incredibile la risposta di
Bono: “Capisco che ci sarebbe la speranza che si realizzino tutti gli impegni presi ma non si può dire che non si stia facendo nulla e non tenere conto di alcune cose fatte. I dati sono disponibili sul sito Arpa e chi non possiede un pc può chiamare l’ufficio ambiente. Una parte di questi rimproveri non sono meritati. Abbiamo speso 36 mila euro per ammodernare la centralina. Un investimento che ha fatto solo Ivrea…”.
In coda l’assessore
Michele Cafarelli aveva sostenuto che il piano della mobilità non si può fare perchè deve essere in sintonia con quello provinciale.
Morale? Qualcuno ci sa dire qual è? Possibile che di fronte all’inquinamento e al traffico l’unica cosa che ci resta da fare sia alzare le braccia al cielo... Possibile che la giunta non senta il bisogno di occuparsene?
Liborio La Mattina