Al diavolo il Covid, il green pass, le disposizioni governative, gli appellie le dichiarazioni d’intenti. Al diavolo i comunicati stampa di Trenitalia. Continuano, infatti, come se nulla fosse, gli assembramenti “ferroviari” lungo la tratta Ivrea-Torino. A raccontarceli con tanto di foto, come utente e pendolare, giorno per giorno, è il consigliere comunale Andrea Benedino del Pd.
“Questa la situazione - scrive il 15 settembre- pochi minuti fa all’arrivo a Porta Susa del treno regionale che è partito da Ivrea alle 7.42 e che perdurava in questo stato dalla fermata intermedia di Chivasso. Tutti i posti a sedere occupati e viaggiatori in piedi nei corridoi. Premetto che per il momento non è una situazione che si verifica tutte le mattine, ma che in alcune mattine (come documentano le foto) è la realtà che affrontano i pendolari...”
Una situazione destinata a peggiorare mano a mano cheproseguiranno le riaperture ed il ritorno in presenza dei lavoratori che erano in smart working.
“Non a caso - aggiunge Benedino che su Facebook di post con foto ne aveva pubblicato uno anche il 7 settembre - nella situazione pre-Covid questa tratta era servita in questi orari da ben 5 carrozze dei vecchi treni, anziché i nuovi trenini rossi della Valle d’Aosta che di carrozze ne hanno solo tre e non possono essere allungati. Mi chiedo come farà Trenitalia a dire anche stavolta che i numeri erano rispettati e che non c’erano più di 140 persone a bordo! Anche perché nessun controllore o capotreno è passato tra la gente a controllare alcunché. Una novità però c’è: mi segnalano che da qualche giorno (io non l’ho visto ma il collega pendolare Angelo Raffino mi assicura di averlo visto coi suoi occhi) sul binario di Ivrea alla partenza si aggira un addetto di Trenitalia che segnala ai viaggiatori in partenza che devono scendere a Porta Susa l’alternativa di un bus in partenza dal piazzale della stazione, convincendo però ben pochi viaggiatori. Col risultato che, pur di non ammettere che in questi orari andrebbero rimessi i vecchi treni regionali, ripristinando il cambio a Ivrea per i viaggiatori valdostani, si spendono soldi pubblici per fare viaggiare bus vuoti e treni pieni come sardine. Io, però, che voglio guardare al bicchiere mezzo pieno, la prendo come un’ammissione del problema da parte di Trenitalia e voglio confidare che presto o tardi si darà ascolto alle richieste di chi questi treni deve prenderli tutti i giorni per andare a lavorare…”.
E se Atene piange, Roma non ride. Casini di qua, ma anche casini nelle tratta Aosta Ivrea. L’ultima è di martedì 14 settembre. A causa di un guasto ad un passaggio a livello fra Tavagnasco e Pont-Saint Martin a Ivrea un treno è stato letteralmente cancellato, quello delle 6,38 e tanti pendolari sono stati lasciati a piedi. Tra di loro alcuni lavoratori e soprattutto studenti nel secondo giorno di scuola.
Com’è naturale che fosse i pendolari si sono riversati sui due successivi convogli, partiti in gran ritardo.
Peggio è andata al treno partito da Ivrea alle 6.17 e fermato a Chatillon perché troppo carico. Inutili le urla e le minacce ai controllori. In molti sono stati fatti scendere, per salire poi sul treno successivo, anch’esso in ritardo. Il treno è arrivato alla stazione di Aosta con un’ora di ritardo.
Insomma, un vero e proprio disastro. Una tragedia. Un’inefficienza inqualificabile.
Polemiche a Ivrea
E sulle inefficienze e sugli assembramenti della Tratta Torino-Ivrea-Aosta è dei giorni scorsi una mozione del consigliere comunale di Ivrea Fabrizio Dulla in cui si chiede al sindaco Stefano Sertoli ed alla giunta di sollecitare le Istituzioni per porre rimedio a questa pericolosa situazione.
Dulla sollecita (e non è la prima volta) anche il famoso tavolo tra le due Regioniper trovare soluzioni al problema che vadano oltre la contingenza e la rincorsa d’urgenza.
“Il sindaco è l’assessore Balzola, ormai più di un anno fa, si erano impegnati con una mozione - commenta - La linea è un punto nevralgico per il trasporto, non solo degli eporediesi ma dell’intero territorio. La gestione del servizio è però sempre stata caratterizzata da numerose problematiche, anche in passato, sia con riguardo alla puntualità, sia con riferimento alla qualità...”.
Il dito è puntato sulle modalità di affidamento del servizio, diviso tra Regione Piemonte e Regione Valle d’Aosta, in regime misto, a seconda dei singoli treni e dei loro orari.
“Tutto questo - stigmatizza Dulla - ha spesso creato palleggi sulla responsabilità politica ed amministrativa relativa alla gestione. La stragrande maggioranza dei treni risultano tuttavia appaltati come servizio dalla Valle d’Aosta, che negli anni ha deciso di investire in motrici bimodali per evitare un cambio vettura a Ivrea e permettere ai convogli provenienti da Aosta di entrare direttamente nella nuova stazione di Torino Porta Susa...”.
Le nuove vetture hanno fin da subito evidenziato problemi di capienza e l’impossibilità tecnica di aggiungere carrozze passeggeri.
“Già prima della diffusione delCovid - cerca lo scontro Dulla- lo spazio per gli utenti, quando venivano utilizzate le motrici bimodali, era talmente limitato da consentirne l’uso solo negli orari di minor traffico, solitamente a metà mattinata e a metà pomeriggio, riservando invece le motrici tradizionali negli orari tipicamente utilizzati dai pendolari...”.
Considerando che allo stato attuale, sui treni locali non vi è obbligo di “green pass” e occorre prestare molta attenzione agli assembramenti, quel che non si capisce è come mai igestori del servizio abbiano invece deciso di far circolare i “bimodali” anche nelle fasce orarie di maggiore utenza.
“Il risultato è sotto gli occhi di tutti - passa e chiude Dulla - con i convogli congestionati oltre il limite della decenza, senza considerare il rischio per la salute che tale situazione comporta in questo particolare periodo storico”.
Commentiscrivi/Scopri i commenti
Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce
Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter
...
Dentro la notiziaLa newsletter del giornale La Voce
LA VOCE DEL CANAVESE Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.