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30 Luglio 2021 - 18:18
Verdiana Votta e Francesco Manfredi
“Ecco! Ora abbiamo la mensa scolastica più cara d’Italia che arriva a sfiorare i 10 euro al pasto!”. Francesco Manfredi, capogruppo di opposizione è un fiume in piena. Le tariffe per la refezione scolastica sono appena state pubblicate. A preoccupare maggiormente le famiglie non è solo l’aumento del costo dei pasti (che nella fascia Isee più alta e per i non residenti arriva a 6.40 euro, quanto le rate da 190 e 95 euro che dovranno pagare per coprire i costi dell’assistenza durante l’ora di refezione. E quelle sono fisse per tutti, a prescindere dal reddito.
“Stiamo cercando di abbassare la quota per chi ha due figli - spiega la presidente del Consiglio e delegata all’istruzione Verdiana Votta- ci rendiamo conto che è un costo ingente, ma non si poteva fare altrimenti. Purtroppo non essendo una scuola a tempo pieno, ma a moduli, il tempo della mensa non è coperto dalla presenza degli insegnanti e bisogna prendere del personale esterno per la sorveglianza”.
In più il Covid ha peggiorato la situazione.
“La sala mensa è stata utilizzata per creare nuove aule lo scorso anno e i bambini mangiano nelle aule. Ciò comporta la necessità di avere un educatore per classe e il costo indubbiamente aumenta”.
Il prezzo da pagare è di 19 euro e 75 centesimi, più Iva, l’ora per operatore. Queste le condizioni della cooperativa (con sede a Roma, che si è aggiudicato il bando emesso dall’amministrazione).
Ed è polemica anche sui tempi per il pagamento: le tariffe sono state pubblicate in questi giorni e la scadenza per il pagamento della prima rata dell’assistenza (quella da 190 euro) è a metà agosto. Senza la ricevuta di questo pagamento le famiglie non possono iscrivere i bambini alla mensa.
Per il sindaco Vittorio Bellone si è trattato dell’unica soluzione: “Ci abbiamo lavorato su per dei mesi analizzando tutte le alternative possibili. Il problema nasce dal fatto che la scuola di Favria non ha il tempo pieno. Paghiamo il prezzo di decisioni prese 20 anni fa. Il Covid, poi, ha messo il carico da novanta. Ma la situazione è questa. Diversamente non si poteva fare”.
Dall’altra parte della barricata, dalla parte dei genitori, c’è il consigliere d’opposizione Francesco Manfredi: “E’ strano vedere aumentare il costo della mensa fino a 10 euro a pasto, circa, proprio da chi, quando ero in amministrazione con il sindaco Serafino Ferrino, ci attaccava, come genitore, per un aumento di 20 centesimi a pasto. Mi riferisco a Votta e Carruozzo”.
Manfredi, però, non resta a guardare e passa alle contromisure: “Con un gruppo di genitori ci siamo rimboccati le maniche per trovare una soluzione differente. Dieci euro a pasto (tra refezione e sorveglianza) è proprio una spesa insostenibile. E le alternative ci sono. I genitori si sentono presi in giro perché dallo scorso anno scolastico attendevano un incontro pubblico chiesto più e più volte all’amministrazione. Invece, all’improvviso, è uscito il bando”.
Ad esserselo aggiudicato è una cooperativa con sede sociale a di Roma.
“L’amministrazione dovrebbe domandarsi perché nessuna cooperativa del territorio abbia partecipato. Ad allontanare tutti è stato il clima che si è creato. Un clima che non favorisce affatto la collaborazione”.
Prima, a garantire il servizio di assistenza durante la mensa era la Ludicoop, cooperativa di cui lei, Manfredi, fa parte.
Perché non avete partecipato al bando?
“Proprio per la mancanza di collaborazione cui ho accennato poco fa. Discutere per ripicche politiche non va bene. La sensazione era di lavorare sempre con il bastone tra le ruote. E questo non giova affatto, soprattutto in ambito scolastico. Chi ha buonsenso ne deve mettere. E per questo motivo noi abbiamo deciso di fare un passo indietro”.
Quali erano le tariffe di Ludicoop?
“Erano di 15 euro ai quali non si aggiunge l’Iva essendo una cooperativa sociale”.
Un risparmio di oltre 5 euro l’ora...
“Esattamente. Con un po’ di coinvolgimento e di ascolto a quel bando avremmo partecipato, con le condizioni di sempre”.
E con i genitori adesso come siete rimasti?
“Abbiamo deciso di vederci dopo Ferragosto. A settembre presenteremo una soluzione alternativa”.
Le contromisure, dunque, non si fermano all’inventiva...
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