LANZO TORINESE. Cominceranno lunedì 3 ottobre i lavori di riqualificazione e sistemazione di via Usseglio. La durata contrattuale dei lavori di 90 giorni, ma secondo l'amministrazione comunale lanzese guidata da Fabrizio Vottero i lavori termineranno anche prima.
I lavori di riqualificazione costeranno 73mila euro, che provengono interamente da un contributo statale che risale alla Legge di Bilancio 2020. Il contributo, secondo le intenzioni dello Stato, doveva servire per la realizzazione di opere di efficientamento per la messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale, efficientamento energetico e abbattimento delle barriere architettoniche.
Il progetto definitivo-esecutivo era stato approvato dall'amministrazione lanzese già nel luglio 2021, ed aveva subito una modifica nel marzo 2022. I lavori, ad ogni modo, sono finalmente cominciati.
Consisteranno nella rimozione del marciapiede, che verrà sostituito da manto stradale ripristinato, poi verranno realizzati un attraversamento pedonale, una pista ciclopedonale con una nuova segnaletica orizzontale che verrà disegnata apposta.
Tra tutte le opere previste, ce n'è una che non convince il consigliere di minoranza Matteo Filippin. "Il progetto di costruzione di una pista ciclabile in via Usseglio - racconta Filippin - è costoso e poco ragionato". Questo perché "la segnaletica orizzontale che verrà disegnata tutela pedoni e ciclisti ma non è coerente con il nostro territorio e col nostro centro storico".
Il problema, per Filippin, è che "quella strada è già molto stretta e a senso unico, e la nuova pista ciclabile ridurrà lo spazio esistente. Questo anche perché verrà installato un cordolo in pietra, per altro costoso, che andrà a ridurre la sezione stradale creando una serie di problematiche".
La segnaletica molto forte e estesa, per Filippin, "va bene dove c'è molta superficie". E non è questo il caso. "Io non sono contro le ciclabili, ci mancherebbe - mette le mani avanti il consigliere - ma questo intervento mi pare proprio non contestualizzato e non ragionato".
Lui avrebbe avuto un'alternativa alla scelta della Giunta: "Per me la ciclabile di corso Francia a Torino - spiega Filippin - rappresenta ancora una soluzione ottimale. Attraverso l’utilizzo di materiali diversi per consistenza e cromia, si distinguono in modo chiaro le differenti destinazioni d’uso della carreggiata senza eccessiva introduzione di elementi terzi. Zoccolature, segnaletica verticale, gradini e dislivelli costituiscono costi di manutenzione, rischio di incidenti e limiti d’utilizzo. Lì viene usato l'asfalto con pigmenti gialli per la sezione carraia, l'asfalto con pigmenti rossi per la ciclopedonale, poi ci sono degli attraversamenti di servizio in materiale lapideo e un'area parcheggi con autobloccanti drenanti. Una operazione di questo genere in via Usseglio sarebbe stata coerente rispetto all’utilizzo dei materiali lapidei del centro storico e quindi ne avrebbe completato il senso. Inoltre avrebbe potuto essere replicata a basso costo anche in altre zone del paese".
Il consigliere di minoranza aveva già sollevato il problema sui social network a marzo. In un post, si era chiesto, tra le altre cose, se i residenti fossero stati coinvolti nella progettazione del "nuovo look" della via. A maggior ragione vista la natura dell'intervento, che Filippin ritiene sbagliato.
Certo, dall'anno prossimo i ciclisti che arrivano da Germagnano potranno salire la ripida via che porta fin su al centro storico senza andare contromano e senza passare per il pericoloso sottopasso che collega Germagnano a Lanzo.
Probabilmente, però, per Filippin non era questa la cosa da fare. Il consigliere di minoranza si abbandona a una battuta: "La via è intitolata all'ex sindaco Leopoldo Usseglio, perché casa sua si affacciava proprio su quella via: chissà cosa avrebbe detto Usseglio vedendo che la strada di casa sua viene deturpata in questo modo...".
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