AFeletto, ridente paesino del Canvase, poco più di duemila anime, non si parla d’altro. Dell’omelia dell’altro giorno sulla elezioni del prossimo 25 settembre con l’auspicio che scendano in campo i cattolici veri per contrastare il “massone” Mario Draghi e il “buffone” Sergio Mattarella. Parole e musica di don Stefano Teisa, 50 anni, parroco anche a Lombardore.“Parola del signore…? Amen!”.
Insomma questa volta il prevosto c’è davvero andato giù pesante…. Al telefono Don Stefano non vuole aggiungere altro. “No grazie - ci dice - Non sono interessato...”.
Novello Don Camillo?
In paese c’è chi dice che “i preti dovrebbero parlare solo di Dio e della Madonna”. Un pensiero a tratti superficiale e massimalista. In realtà la storia è piena di commistioni. Bastino a tutti un paio di nomi, quelli del Vescovo Cardinale Richelieu e di don Sturzo.
“Guardi... - commenta con noi il sindaco di Lombardore Rocco Barbetta - io non so niente e non voglio saperne niente. Sinceramente vorrei starne alla larga. A messa non sono andato e non ho nulla da dichiarare...”.
Alza le braccia al cielo Maria Cristina Ferrero, 59 anni, sindaca di Feletto da poco più di 8 mesi.
“Cosa vuole che le dica - mette subito le mani avanti - Io non ero presento e non posso e non voglio entrare nel merito di questa vicenda. Però una cosa è la religione, altra cosa è la politica. Don Stefano prima di esternare avrà fatto le sue valutazioni e ognuno trarrà le conclusioni...”.
Che poi la sindaca ci tiene a precisare che con il prevosto ha davvero un buon rapporto: “A volte ci sono state delle discussioni ma con lui è sempre un piacere confrontarsi...”.
Il nodo “prete & politica” è, in teoria, semplice da sciogliere.
Dal punto di vista canonico, l’unico limite è fissato dal paragrafo 3 del canone 285 dovesi vieta ai chierici la partecipazione attiva alla politica senza previa autorizzazione del vescovo.
Dal punto di vista pratico, dunque, liberi tutti, anche i preti. Chiedere a Don Stefano di astenersi in assoluto dal manifestare le proprie opinioni non sarebbe democratico. Al massimo per una questione di opportunità, gli si potrebbe chiedere di esprimere le proprie opinioni politiche ovunque ma non a Messa, non quando amministra i sacramenti, non durante le catechesi. Chiamiamola misura prudenziale, la stessa peraltro che utilizzano molti giornalisti e personaggi pubblici quando distinguono il loro parlare o scrivere nell’esercizio della professione.
In verità Don Teisa non è nuovo alla ribalta mediatica. Un po’ se la cerca. Come quella volta, correva il 2014, in cui trasformò la processione della Virgo Fidelis in un’accusa ai “gay “ che erano da combattere (“il Signore gli mandi delle saette”).
Ed è del 2002 un suo libro “Le strade dell’amore. Omosessualità e vita cristiana” (Città Nuova Editrice) in cui spiega la sua visione teologica dei gay: “L’atto omosessuale è costitutivamente anticreazionale e tende ad annullare l’opera di separazione operata da Dio nel caos originario. In altri termini esso è in forte contrasto con l’ordine che il Creatore ha voluto per l’essere umano”.
Una verità intorno alla quale Teisa sembra girare intorno quasi a volere sedurre il lettore che può non pensarla come lui: «La Bibbia, però, non conosce la nostra distinzione tra inclinazione omosessuale e atti omosessuali, e pertanto interpreta gli atti omosessuali come frutto della libera determinazione umana. Non ci può quindi aiutare nel capire e giudicare la semplice inclinazione omosessuale (…). Tuttavia, nessuna autorità umana ha il diritto di annullare la sicura norma biblica secondo la quale l’atto omosessuale non è mai lecito».
E non finisce qui. Nel 2018 Don Teisa finì agli onori della cronaca per una litigata con l’Anpi durante la commemorazione dell’eccidio del 1944 in occasione del 74º anniversario dalla rappresaglia nazifascista in cui vennero incendiate 262 case del paese e persero la vita 22 partigiani. In poche parole vietò la letturadi un riassunto di quei tragici eventi. Si giustificò dicendo che aveva evitato che la chiesa si trasformasse in una tribuna politica. Probabilmente, nel frattempo, ha cambiato idea...
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