NOLE. Avrà guastato le feste di Pasqua all'amministrazione la notizia del ricorso del Ministero riguardo ai due milioni di euro assegnati, dopo una telenovela fatta di revoche e riassegnazioni, per la riqualificazione di Piazza Vittorio e del campanile della torre civica. Ora però pare che il ricorso non riguardi i soldi assegnati a Nole. Pare.
Lo ha detto martedì 19 aprile il sindaco Luca Bertino prima del consiglio comunale, interponendo tra ogni parola dieci condizionali: la notizia è infatti tutt'altro che certa e per ora è affidata alle interpretazioni delle parti in causa.
La sollecitazione a parlarne è arrivata in realtà dalla minoranza: "Come mai non ci siamo trovati prima per discutere del ricorso del Ministero sui fondi per il campanile e la piazza?" ha chiesto il consigliere di opposizione Walter Togni prima dell'inizio dei lavori consiliari di martedì.
"E' un comportamento abbastanza grave - ha continuato - e probabilmente anche un po' superficiale". A quel punto Bertino si è trovato a rispondere. Non nel merito della polemica, ma nel merito del ricorso.
"Ci mancano una serie di elementi per fare le nostre valutazioni - ha risposto il primo cittadino - ed è per questo che non abbiamo organizzato un incontro preliminare per discuterne". Poi ha aggiunto il dettaglio più caldo: "Leggendo il ricorso non si capisce nemmeno se ha per oggetti i fondi destinati a Nole, parrebbe quasi di no...".
Fonti ben informate dicono però che il ricorso sarebbe abbastanza chiaro. Molto probabilmente, dunque, coinvolgerà anche Nole, perché col ricorso il Ministero ha impugnato tutta la sentenza del Tar che riassegnava i fondi ministeriali alla Regione. Ad ogni modo, tra una settimana dovrebbero cominciare i lavori di fronte al Consiglio di Stato.
L'assegnazione dei soldi era avvenuta quando il sindaco era ancora Roberto Viano, nel 2010. I lavori di riqualificazione erano stati cominciati e terminati. Il Comune aspettava i due milioni, che prima dovevano passare dalla Regione, ma poi aveva dovuto subire la doccia fredda della revoca.
Il motivo era che "le modifiche apportate [al progetto] non risultano essere conformi a quanto stabilito [dall’] accordo Stato/Regione". Poi il Tar aveva dato ragione alla Regione e i soldi sembravano già sulla via delle casse del Comune. Fino a due settimane fa.
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