L’aumento del costo dell’energia è arrivato anche nella buca delle lettere della sede della Croce Reale di Venaria, in via San Francesco D’Assisi 8.
Tutto scritto nero su bianco nella bolletta della luca arrivata a gennaio, una batosta che supera i mille euro.
Parliamo di una cifra che è più di 5 volte rispetto a quando pagato un anno fa, circa 177 euro.
L’aumento spropositato del costo dell’energia, dunque, mette a rischio la vita del commercio ma pure di chi dovrebbe occuparsi proprio di salvarle, le vite.
Una situazione complicatissima, dunque, per la Croce Reale di Venaria, un’associaizone di volontariato che, da anni, si occupa del primo soccorso.
L’associazione venariese si ritrova a gestire 4 sedi (Venaria, Lanzo, Viù, Robassomero), 27 mezzi, 7 dipendenti e un centinaio di volontari.
Una macchina che l’aumento di luce, gas, ossigeno e gasolio hanno messo in seria difficoltà, tanto da pensare si spegnere le sirene della ambulanze. Per bocca di WalterCandela, vice presidente della Croce Reale, arriva un vero e proprio grido disperato. Servono più contributi da parte della Regione o dei Comuni altrimenti queste associazioni rischiano di morire.
“Ci siamo ritrovati - spiega Candela - una bolletta da 1100 euro (prima erano 200 euro) per una sede vuota, siamo a 12 mila di gasolio al mese contro gli 8 mila e 500 euro dello scorso anno. Pagavamo 300 euro di ossigeno oggi ne sono arrivati 890 che è il triplo. Se non fai i conti, facendo attenzione al centesimo, non stai in piedi. Io sono l’unico cretino che si lamenta, le macchine forse le regalano agli altri, non lo so. Ovvio che se non paghi nulla non te ne frega nulla. Noi paghiamo tutte le bollette, paghiamo le ambulanze, tutte, a cambiali, nessuno ce le regala. Siamo in una situazione come Venaria dove non frega nulla a nessuno di noi, anche per l’amministrazione che noi ci siamo o no non gli cambia nulla”.
Insomma, una situazione insostenibile.
“Io oggi sono uscito alle 9 - racconta - e sono andato dopo Mezzenile, sono tornato alle 11. Noi dalla Regione riceviamo 26 euro ad intervento più 0,80 euro al chilometro. Parliamo di una cifra irrisoria, non ci paghiamo neanche le spese. Si tratta di un rimborso che forse andava bene 10 anni fa non oggi. Stiamo facendo una media di 800 servizi al mese tra Torino e Valle di Lanzo ma andiamo anche a Settimo, a Buttigliera, Druento, siamo un po’ dei tappabuchi. Facciamo una miriade di chilometri, e ci sono associazioni che non li fanno in un anno, con tutti i rischi che ci sono”.
Candela, poi, lamenta una presa di responsabilità enorme da parte delle associazioni dei volontari.
“Non ci sono ambulanze medicalizzate, - prosegue Candela - chiedo medici ma non ci sono quasi mai medici sull’ambulanza, mi dicono “caricalo e portalo, i medici non ci sono”, ma noi siamo volontari. Qualcuno ha idea di cosa voglia dire prendere una persona viva, come volontari, portarla in ospedale e vederla morire durante il viaggio?Non c’è una tutela, nessuno ti difende”.
E pensare che dalla Regione qualcuno ha avuto l’occasione di capire l’effettivo stato delle cose.
“Io - prosegue Candela - ho soccorso Icardi quando ha avuto l’incidente, si è seduto dietro e ha capito qual è la nostra situazione. Tutte le volte che vedo Cirio e Icardi mi dicono di stare tranquillo ma poi non fanno mai nulla. Aumentano tutti gli stipendi dei direttori generali, di tutto, poi mi dicono che non possono aumentare di nulla il rimborso per noi. Ma se noi smettiamo chi mettono al posto nostro? Mi ritrovo a parlare con funzionari che stanno attenti al centesimo e prendono 12-13 mila euro al mese. Io se rompo l’ambulanza devo pagarla subito non posso dire al carrozziere “ti pago quando mi danno i soldi”, cioètra un’anno e mezzo”.
E a Venaria? Come vanno le cose con chi governa la città? Non benissimo...
“Noi con questa amministrazione - spiega Candela - non vogliamo avere nulla a che fare, abbiamo preso anche delle multe, le nostre auto sono state multate nel 2021. Detto ciò non siamo interessati a rapporti perché loro non vogliono avere un rapporto, non hanno mai dato un contributo, non siamo mai stati invitati una volta ad una manifestaizone, in Comune. Noi sugli incidenti, però, poi, arriviamo lo stesso. Oggi sul territorio abbiamo una disponibilità di 5 ambulanze nell’arco delle 12 ore. Abbiamo rinnovato tutto il parco delle ambulanze, costano tra 50 e 70 mila euro. Mai uno che abbia chiesto se avevamo bisogno di un po’ d’aria nelle gomme. Noi facciamo almeno quello che fanno gli altri. Altri sono tenuti in palmo di mano....”.
E poi si torna al problema dei rimborsi da parte della Regione.
“L’anno scorso - precisa Candela - ci hanno rimborsato 2 mila euro su 11 mila per spese di mascherine e tute. Quest’anno è arrivata una circolare dove dicono che dobbiamo comprarci tutto. Anche sulla dialisi il contributo arriva dopo e noi siamo costretti ad anticipare e un’associazione di volontariato non potrebbe anticipare nulla. Dovrebbe essere un rimborso su rendicontazione e invece diventa un pagamento posticipato, i fondi arrivano dopo mesi se non anni e nel frattempo però devi fare acquisti, fare manutenzione ai mezzi. Noi alla fine per un tozzo di pane copriamo un turno”.
L’ultima battuta, che dà la cifra della situazione, il referente della Croce Reale la fa sulla tecnologia utilizzata.
“Qui - conclude - siamo nell’era del fax, non siamo nell’era digitale, abbiamo montagne di fax giornalieri, per fare il trasporto, cambiare il trasporto, ci mandano i fax, mica le mail, i fax?!”.
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