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LANZO TORINESE. Ancora veleni dopo la sconfitta elettorale, scontro Rubiola-Fiore

LANZO TORINESE. Ancora veleni dopo la sconfitta elettorale, scontro Rubiola-Fiore

Rubiola Franco

Non si placano i veleni della campagna elettorale nella cittadina di Lanzo Torinese, al termine della quale  le squadre di Matteo Filippin e Deborah Fiore hanno dovuto fare i conti con la sconfitta.  Con un lungo post intitolato “Gastroscopia” pubblicato su Facebook, il candidato della lsita di Filippin Franco Rubiola ha deciso di togliersi dalle scarpe più di qualche sassolino.

Sembrano massi per un’analisi del voto col dito puntato verso la lista di Fiore, rea secondo Rubiola di non aver lavorato per una candidatura unitaria contro l’assessore uscente Fabrizio Vottero, vincitore delle elezioni comunali.

«SìAmo Lanzo,  la lista della uscente maggioranza, conquista il Municipio con un 45,35%, ma subisce un netto crollo del gradimento perdendo rispetto al 2016 ben il 15,26% dei consensi. Avendo vinto mantiene comunque otto consiglieri più il sindaco - analizza il risultato il candidato della lista di Filippin -. L’eredità delle liste Nicola-Martini del 2016 (39,39%) viene così ripartita: la lista Lanzo per Noi si aggiudica il 37,04% e quindi tre consiglieri, la lista Noi per Lanzo ottiene il 17,61%  e quindi un consigliere. Considerato che la somma delle due liste sconfitte porta ad una percentuale del 54,65 % il pacchetto di consensi alternativi alla decennale amministrazione uscente, avevamo ragione quando sostenevamo che solo una coalizione di forze avrebbe potuto scalzare il “ regime “ assaltiano».

E quindi? La sconfitta, per Rubiola, è tutta colpa della squadra di Fiore... «Alla luce dei risultati è evidente che la presenza dellalLista Fiore non aveva il compito di rappresentare l’alternativa, bensì quello di impedire il cambiamento gestionale rappresentato dalla lista Filippin - sostiene -. Tant’è che oggi la presenza in consiglio è ridotta ad un solo consigliere (nel consiglio uscente erano due i consiglieri). Quindi nella sostanza era quella che in gergo politico si definisce una lista “ civetta” (le liste che le maggioranze mantengono per distrarre voti che potenzialmente potrebbero confluire sul competitore più insidioso». Lanzo esce dalle urne divisa tra continuità e alternative. «E solo la legge elettorale garantisce al vincitore, in nome della stabilità di governo, una maggioranza che peraltro non corrisponde al suo reale peso elettorale» conclude Rubiola.

La replica di Fiore

Affermazioni che non sono andate giù alla riconfermata consigliera di minoranza Deborah Fiore. Che, a sua volta, punta il dito contro la squadra di Filippin per il mancato “accordo” elettorale tra le due compagini. «L’unione delle liste non è avvenuta poiché dopo l’ultimo incontro con il direttivo di Italia Viva, presso i locali della Parrocchia San Pietro in Vincoli, il dottor Rubiola pretendeva senza compromessi la candidatura a sindaco di Matteo Filippin, quando noi eravamo già sul pezzo da circa un anno - ha risposto tra i commenti del post -. Non esiste nessuna lista civetta. Il dottor Rubiola e Matteo Filippin avevano solo la presunzione di vincere e questo non è avvenuto, quindi non scarichino le colpe su altri ma consiglio di recitare il mea culpa».

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