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VALLO TORINESE. Maria Orsola Bussone, una giovane per i giovani

VALLO TORINESE. Maria Orsola Bussone, una giovane per i giovani

La giornata in ricordo di Maria Orsola Bussone

VALLO TORINESE. Una giornata di festa, d’incontro, dedicata alla venerabile di Vallo, Maria Orsola Bussone. «Incontrando Maria Orsola, giovane per i giovani” è il titolo della giornata di domenica 11 luglio, promossa dalla parrocchia di Vallo Torinese, con tutta l’Unità Pastorale Oltre Stura. In mattinata la messa nella chiesa di Vallo, poi l’aperitivo, il pranzo insieme e un pomeriggio per i giovani al Centro Maria Orsola in via cardinal Pellegrino. 

Non solo Vallo ha ricordato Maria Orsola Bussone, nell’anniversario della morte, il 10 luglio 1970 a 15 anni. C’erano anche i giovani delle sei parrocchie dell’Unità pastorale nonché della Diocesi d Torino, insieme a ragazzi, famiglie e sacerdoti di diverse parti d’Italia. Un messaggio di saluto ai giovani riuniti è arrivato a Vallo anche da mons. Ghazwan Baho, da Mosul, Iraq, amico da vent’anni della parrocchia, grazie a mons. Vincenzo Chiarle che ha ospitato il sacerdote - impegnato sul fronte iracheno più caldo - mentre era studente a Roma al Collegio Urbano. Maria Orsola Bussone nasce a Vallo Torinese il 2 ottobre 1952. «Cresce come ragazza normalissima, ma l’incontro della comunità con la Spiritualità dell’Unità propria del Movimento dei Focolari fondato da Chiara Lubich, la trasforma - racconta il consigliere vallese Marco Bussone -. Non solo lei. Insieme alla parrocchia guidata da don Chiarle vive con impegno e determinazione la bellezza della comunione portata dal Concilio Vaticano II. Scopre nel Vangelo vissuto - non solo letto o meditato, ma vissuto, e vissuto insieme, ogni giorno, ogni ora, ogni momento, con tutte le difficoltà e con la forza di “ricominciare”, suo motto - la forza per la scuola, il tempo libero, lo sport, la vita in famiglia, gli incontri. Una testimonianza di santità ordinaria, normalissima, nella parrocchia - unica esperienza di questo tipo al mondo - non certo bigotta o di solo “casa e chiesa”, non certo ancorata all’ottocentesco mondo cattolico dei paesi di provincia. Ma proiettata al mondo». Maria Orsola viaggia, va a Bruxelles e vive l’Europa nascente, a Roma negli incontri dell’Opera di Maria trova parrocchie e gruppi che credono in una Chiesa moderna. «Una Chiesa del Vaticano II fatta di parrocchie vive, di doni gerarchici e carismatici uniti, rafforzati, Chiesa nella quale la messa diventa un pezzo - ma non il solo! - di una vita secondo il Vangelo, costante che dà gioia e forza - prosegue Bussone -. Mai da sola, Maria Orsola. In paese, nella comunità, con le sue amiche, con altri gruppi - come quelle 300mila persone passate a Vallo dal 1962 a oggi. Maria Orsola fa una vita normale che è un modello per i giovani oggi. Non un percorso in solitudine, ma insieme. In comunione, in forte unità e facendo tutto l’ordinario, quello che di normale fa una giovane che va a scuola, vive i primi amori, affronta professori e compagni di liceo, si rapporta con genitori e sacerdoti. Muore a 15 anni per un banale incidente al mare, dopo una giornata in spiaggia. Ma la sua testimonianza non muore. Varca i confini e va in tutto il mondo. La parrocchia-aperta quale cuore di nuova santità. Orientata al futuro. Niente è semplice e niente è scontato, niente è facile. Lo dicono anche migliaia di vescovi e sacerdoti arrivati a Vallo: servono testimoni semplici, autentici, con tutte le difficoltà che hanno vissuto, ricominciando». Di Maria Orsola Bussone si apre il Processo di Beatificazione il 26 maggio 1996. Prosegue dopo la Venerabilità riconosciuta da Papa Francesco. 

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