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01 Marzo 2021 - 23:43
Il "post contro post" sui social lanzesi
Si accende all’improvviso, ed è già tutta una polemica, la campagna elettorale che ci porterà verso le prossime elezioni comunali a Lanzo. Una campagna che si giocherà molto sui social, a causa dell’emergenza pandemica.
Ed è proprio sui social che stanno avvenendo i primi scontri. Nei giorni scorsi la consigliera di minoranza Deborah Fiore, futura candidata sindaco, ha pubblicato sul suo profilo Facebook un post con sei “accuse” all’attuale amministrazione. La formula è quella del “Lo sapevi che...”.
Dai costi dei sedici cellulari della giunta e dei dipendenti comunali che ammontano a circa 6mila euro annui, all’assenza nel 2021 di un collegamento alla rete fognaria nelle frazioni «mentre accendiamo un mutuo per la chiusura dell’ala mercatale».
Dal rifiuto nel 2007 del finanziamento regionale per trasformare la casa di riposo Cates in Rsa, alla mala gestione dell’asilo nudo comunale «che ha prodotto nel 2020 un deficit di 141.521,48 euro».
Dall’ex collegio San Filippo Neri che ha assunto «solo 12 residenti lanzesi sui 60/100 posti di lavori promessi», al fatto che fino al 2018 «il Comune ha sostenuto onerosi canoni annuali per affittare roulotte nonostante la disponibilità di alloggi comunali liberi».
Il post è andato di traverso all’Amministrazione comunale che pochi giorni dopo ha deciso di pubblicarne sui social un altro, anche stampato e appeso in paese. Sul post non si fa nessun nome della Fiore, ma il richiamo è evidente, anche graficamente. L’Amministrazione ha replicato punto per punto. «Il costo per i 21 cellulari di servizio (5 amministratori, 11 dipendenti, 4 Sim uffici, 1 Sim fototrappola) è di circa 110 euro mensili, pari a circa 5-6 euro al mese per ogni Sim. A cosa corrispondono i 6mila euro riportati?». Poi la questione della rete fognaria nelle frazioni: «Per legge i comuni con più di mille abitanti hanno l’obbligo di affidare al gestore unico, Smat, il sistema idrico integrato, acquedotto e rete fognaria. L’ampliamento della rete come la manutenzione è a carico della società Smat che inserisce le necessità dei territori nel piano pluriennale degli interventi. Entro i 2021 saranno oggetto di collegamento le regioni Praile, Ovario, Fua».
Segue il finanziamento regionale per la casa di riposo Cates. «Nel 2007 l’allora Amministrazione Filippin rinunciò ad un contributo regionale di circa 88mila euro l’anno per 10 anni in quanto l’importo dell’intero intervento per ampliamento della Casa di Riposo con realizzazione di due nuclei RAF (non Rsa come erroneamente riportato) era di 1 milioni 80mila euro. Per procedere con i lavori occorreva disporre dell’intera somma, pertanto il comune avrebbe dovuto accollarsi un mutuo di 1 milione 880mila euro, poiché il contributo regionale veniva erogato annualmente e in più non avrebbe coperto l’intero fabbisogno. I carico di restituzione sarebbe stato enorme, considerati anche gli elevati interessi di allora. Il Comune decise di limitarsi a fare gli interventi di adeguamento alle norme con un investimento di 600mila euro totali: 100mila di fondi di bilancio e 500mila di mutuo, per poter continuare ad operare. Si ricorda che l’attuale Amministrazione, come sollecitato giustamente di recente, risponde delle proprie scelte e non di quelle delle amministrazioni precedenti».
Per quanto riguarda la mala gestione dell’asilo nido, «il deficit di 141.521,48 euro è un dato inesistente, in quanto al momento attuale non è ancora disponibile il consuntivo 2020. In ogni caso il nido genera ogni anno un deficit di gestione poiché l’attuale maggioranza ha sempre scelto di adottare una politica di sostegno alla famiglia mantenendo le rette basse. I modi per non generare deficit sono soltanto due: aumentare le rette o chiudere il servizio! Ci prendiamo la responsabilità di non avere scelto nessuno di questi modi».
Poi le assunzioni all’ex collegio Salesiano. «La società Santa Croce, titolare dell’Rsa Ex Collegio salesiano, a norma di convenzione doveva assumere il 60% del personale con determinati profili professionali, dal Comune di Lanzo e dal territorio dell’ex comunità montana. A fine 2020 il totale degli assunti era di 54 unità di cui: 12 di Lanzo, 22 dei comuni dell’ex Comunità Montana e 22 fuori dall’Unione. 34 presi nel nostro territorio su 54 pari al 63%. Tutte le persone che rientravano nei profili professionali richiesti sono state contattate, alcune hanno rifiutato».
Sesto punto, i costi per l’affitto delle roulotte. «Fino al 2018 il Comune sosteneva i costi dell’affitto roulotte per sopperire all’emergenza abitativa di alcuni concittadini perché non disponeva di alloggi liberi! Gli uffici dei giudici di pace sono stati oggetto di interventi da parte dell’ufficio tecnico nel corso del 2017 per adattarli ad alloggi “collettivi” e poter ospitare più persone. I nuovi locali così adattati sono stati disponibili a partire dal gennaio 2018, momento in cui sono iniziati i trasferimenti di chi era ospitato al campeggio”.
Poi una chiosa dell’Amministrazione. «Molti di questi temi sono stati già dibattuti ed affrontati anche nel corso di molti consigli comunali - concludono -. Dopo anni di permanenza in consiglio, dopo innumerevoli accessi agli atti con conseguente consegna della documentazione richiesta, dopo un’infinità di interrogazioni a cui è stata sempre data risposta, si suppone che tutti i consiglieri conoscano le leggi e i dati per fornire versioni vere e non travisate dei fatti! Fare disinformazione, diffondere notizie false, per qualunque scopo si faccia, è scorretto oltre che profondamente disonesto!».
Sotto la replica dell’Amministrazione, la consigliera Fiore ha pubblicato alcuni documenti che, a suo dire, confermerebbero le sei questioni da lei poste. La consigliera ci ha contattato per dire la sua sulla polemica. «Leggendo la replica dell’amministrazione a delle evidenze rilevate durante il nostro operato di opposizione siamo profondamente rammaricati che sia stato posto in essere come difesa ad un attacco - ci scrive Fiore -. I vari punti rilevati sono stati oggetto di interrogazione durante questi nostri anni in qualità di consiglieri e anche oggetto di articoli su testate giornalistiche locali. Il ruolo del consigliere di opposizione è importante, è un compito in cui primeggia il controllo dell’operato amministrativo ma anche quello di dare suggerimenti. Noi consiglieri di minoranza riteniamo di aver svolto una attiva opposizione. Possiamo citare alcuni fatti rilevati da un accesso agli atti come ad esempio la volontà di abbandonare la casa di riposo comunale di Cates già nel 2007. Anche il numero di assunzioni presso l’ ex collegio è stato oggetto di interrogazione durante un recente consiglio comunale, dalla quale abbiamo rilevato che i cittadini lanzesi assunti risultavano solo 12. Un dato discordante secondo l’accordo sottoscritto dall’amministrazione e a tutti noto. Anche l’asilo nido è stato oggetto di interrogazione per il deficit ma anche di proposta ossia di adottare il calcolo delle rette in base all’Isee, formula già impiegata in altri comuni. Per quanto riguarda i cittadini residenti in campeggio speravamo una loro sistemazione più consona e di risparmio per la spesa pubblica in quanto i locali dell’ex giudice di pace ci risultavano ormai liberi dal 2014. In questo periodo noi ricopriamo pur sempre un ruolo di consiglieri di minoranza e nel contempo anche un ruolo di candidati alle nuove elezioni, ed è chiaro che il consenso del cittadino deve basarsi sulle nostre linee programmatiche che stiamo già rendendo note sui social e presso la nostra sede in via Cibrario n 4».
Anche Matteo Filippin, candidato sindaco della lista “Lanzo per Noi”, ci ha inoltrato un comunicato sulla polemica dei post social tra l’Amministrazione e la consigliera di minoranza Deborah Fiore. «Le smentite rese note dalla maggioranza guidata dal sindaco Assalto, in merito alle dichiarazioni della consigliera di minoranza Deborah Fiore sono doverose - dichiara Filippin -. Evidenziare il dissenso rispetto a scelte effettuate dalla maggioranza rientra nella dinamica del confronto democratico delle parti. Tuttavia, riportare informazioni scorrette, fornire notizie parziali, strumentalizzare scelte passate fuori dal loro contesto, non aiuta certo i cittadini ad assumere una posizione obiettiva della gestione del comune. Benché non sia direttamente coinvolto dal dibattito, penso sia opportuno esprimere la mia posizione in merito alla vicenda. Concordo quindi con la dichiarazione della maggioranza che ricorda come gli strumenti, i luoghi e le occasioni per il confronto istituzionale non siano rappresentati da post pubblicati su social network, ma dovrebbero essere rappresentati nel consiglio comunale. Rispetto dei cittadini e amore per il proprio paese, impongono comunicazioni corrette nei modi e nei tempi, e non la diffusione di dati scorretti, la contestazione o il richiamo a scelte del passato con fini elettorali invocando la trasparenza amministrativa. Mi auguro il governo si esprima al più presto nello stabilire una data certa per le elezioni amministrative per poter avviare una campagna elettorale ispirata a principi di lealtà e correttezza, proposte concrete che mettano al centro Il futuro di Lanzo e la qualità della vita dei suoi cittadini”.
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