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Brusasco
26 Giugno 2023 - 17:50
La tensostruttura alla scuola di Brusasco
Clamoroso a Brusasco: apre la tensostruttura realizzata dall’allora amministrazione di Luciana Trombadore nel cortile interno della scuola.
La notizia arriva un po’ in sordina, annacquata in una variazione al bilancio che verrà approvata domani sera in Consiglio comunale, dalle ore 21.
Dopo i ritardi, le carte bollate, una petizione con duecento firme, le quattro interrogazioni dell’opposizione, gli articoli ed una inchiesta del nostro giornale, la tensostruttura verrà messa a norma e verrà finalmente utilizzata.
Come, lo scopriremo da stasera, quando verrà approvata una varazione al bilancio nella quale figurano anche i 10.000 euro dell’avanzo di amministrazione “al fine di - leggiamo nella proposta di delibera - mettere in sicurezza tale struttura e consentirne l’utilizzo nel più breve tempo possibile”.
Si chiude così una storia che si trascina da quasi due anni.
Parliamo della tensostruttura realizzata dall’amministrazione di Trombadore appunto all’interno del cortile dell’Istituto Comprensivo di Brusasco, là dove c’era un campetto per giocare a calcetto.
Il 4 ottobre 2021, giorno di elezioni, la tensostruttura venne inaugurata dall’ex primo cittadino Trombadore. Realizzata all’ìnterno del cortile dell’Istituto Comprensivo, là dovec’era un campetto per giocare a calcetto, è costata 203.000 euro. Sinora non è mai stata utilizzata. Perché?
“Non abbiamo il rispetto delle norme di sicurezza per poterla aprire - spiegava a gennaio l’attuale sindaco di Brusasco, Giulio Bosso -. Non abbiamo l’allacciamento agli impianti elettrici e termici, in più la tensostruttura presenta situazioni di pericolosità per i potenziali fruitori. Come ad esempio gli ‘scalini’ lungo i bordi o i tiranti non protetti”.

Giulio Bosso sindaco del paese
Aggiungendo: “Con la cognizione del buon padre di famiglia, prima di aprire questa struttura bisogna che sia necessariamente sicura - aggiunge Bosso -. E’ ubicata nel cortile scolastico e non è mai stata richiesta dalla scuola: avrebbe avuto un senso se fosse stata realizzata in un altro luogo, magari dove ci sono gli impianti sportivi, che è sempre nelle vicinanze della scuola. Di sicuro aprirla oggi non è fattibile nemmeno per quanto riguarda i costi di gestione: tra luce e riscaldamento, sarebbero necessari almeno 10 mila euro al mese. Una spesa folle per il nostro bilancio”.
Bosso aggiungeva poi che l’obiettivo era quello di spostarla e di volerla aprire prima della fine del mandato.
Evidentemente, non verrà più spostata e verrà aperta lì dov’è.
Sul punto l’opposizione di “Per Brusasco e Marcorengo” di Anna Marolo, Carlo Giacometto e Daniele Testore ha già preparato un’interrogazione.

Anna Marolo, capogruppo di minoranza
Oggetto: “Dopo due anni scolastici di inerzia, di totale inutilizzo e abbandono, la tensostruttura ad uso ludico-sportivo sarà finalmente a disposizione degli studenti, delle Associazioni e delle società sportive?”.
“Tale scelta non è altro che la posizione espressa dal gruppo consiliare fin dall’inizio dell’attuale mandato amministrativo e giunge, quindi, in colpevole ritardo rispetto a quanto suggerito con insistenza dal gruppo consiliare scrivente, ed anche dal buonsenso” scrivono i consiglieri comunali di minoranza, che chiedono “quali siano le motivazioni che hanno imposto, dopo aver perso tanto tempo alla ricerca di improbabili fonti di finanziamento “esterne”, la retromarcia sullo spostamento della tensostruttura presso gli impianti sportivi e il ritorno alla realtà, con la scelta di destinare 10.000 euro dell’avanzo di amministrazione per renderla finalmente fruibile”. Infine, domandano “quale sia la traduzione in giorni/settimane/mesi/anni della locuzione “nel più breve tempo possibile”, visto che l’inerzia di questi primi 21 mesi di mandato amministrativo ha determinato il mancato utilizzo della tensostruttura ad uso ludico-sportivo per ben due anni scolastici, due stagioni sportive e svariate manifestazioni Associative che avrebbero potuto svolgersi in quella sede”.
“E’ un progetto che doveva andare avanti, nell’interesse del paese - commenta Anna Marolo -. Sono stati spesi dei soldi, c’è stata una petizione a cui nessuno ha risposto, varie interrogazioni: qualcosa si doveva fare e mi spiace che si sia fatto così tardi. Ho chiesto all’amministrazione Bosso un appuntamento per discutere a tavolino di questo fascicolo aperto sulla tensostruttura. Oggi hanno cambiato idea, ma era una cosa che si doveva fare prima”.
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